Non avrebbe potuto farmi un migliore regalo di compleanno. Non mi è mai importato dei compleanni, tantomeno del mio, ma vederlo associato alla strage di Nassiriya non contribuiva certo a farmi sorgere il desiderio di festeggiare. Cosi’ va decisamente meglio :D
Et dona ferentes
Pare che Israele abbia accettato di scambiare il soldato Gilad Shalit con più di mille detenuti palestinesi.
In questo modo Gilad, che è da cinque anni è tenuto prigioniero da qualche parte nella striscia di Gaza, se ne tornerà a casa; e un migliaio di palestinesi che affollavano le carceri israeliane saranno rispediti nella striscia.
Poi, quando Gilad sarà al sicuro e tutti quei delinquenti saranno stivati a Gaza, potranno cominciare i bombardamenti a tappeto.
Piccoli jap crescono (forse)
Ormai Fukushima non fa più notizia, e così solo adesso quei furbacchioni della Tepco si decidono a confermare che in altri due reattori ci fu una fusione delle barre di combustibile.
“Nelle prime fasi della crisi la Tepco potrebbe aver voluto evitare il panico. Ora la gente si è abituata alla situazione — niente è stato risolto ma in città come Tokyo si è tornati alla normale attività”, ha detto Koichi Nakano, professore di scienze politiche all’Università Sophia.
Nakano ha detto che confermando le fusioni solo ora, la Tepco spera che la notizia abbia un impatto minore. La parola “fusione” è talmente forte che, quando la situazione era più incerta, molta gente avrebbe probabilmente lasciato Tokyo, ha detto il professore.
E vabbè, c’era da aspettarselo. Ma c’è un’altra notiziola, che sembra suscitare ancor meno interesse (l’ho trovata solo su due pagine online, almeno per ora) e che invece a me mette i brividi: il governo giapponese ha appena deciso di abbassare i limiti di sicurezza per i livelli di radioattività nelle scuole. Con le nuove regole i bambini giapponesi potranno essere esposti a radiazioni venti volte maggiori di prima. Lo stesso livello di un lavoratore nucleare tedesco (!). E questo senza contare la contaminazione della catena alimentare, già in corso e molto probabilmente destinata a peggiorare.
Bimbiminkia in redazione
Io adoro radiopopolare. Davvero. Ascolto sempre i gr e altre trasmissioni (di cui ho già parlato diverse volte da queste parti).
Ma c’è una cosa che proprio non mi va giù, e devo dirla. Non sopporto, ma proprio non sopporto di sentire le notizie dei giornali radio lette da queste vocine da tredicenni con problemi di lettura ed S sibilante. Faccio una fatica pazzesca a seguirle: inciampano qua e là, soprattutto quando ci sono di mezzo nomi stranieri, nomi di cui peraltro la pronuncia e’ arcinota; quando imbroccano la giusta pronuncia, si mangiano un terzo delle lettere; e quella S che sibila nelle orecchie, beh, quella non fa figo, è una vera tortura*. Al tutto si aggiunge il tono generalmente piatto e scolastico, che all’ascoltatore comunica il messaggio “non so esattamente di cosa sto parlando e nemmeno mi interessa”. Con l’entusiasmo e la partecipazione emotiva di un paracarro, all’incirca.
Mi chiedo se Accame e Oliva abbiano mai pensato di dedicare a questa cosetta – che a me pare una vera e propria tendenza, non certo limitata a radiopopolare – qualche minuto di una Caccia. Io ci vedo un interessante frammento di ideologico quotidiano, oltre al mero fastidio.
* = almeno per i non milanesi, ecco.
L’Opera dei Pupi
Dunque, vediamo: scoprono dove si trova Bin Laden, anzichè catturarlo e spremergli tutto ciò che sa – e deve essere tanto – lo uccidono quasi a sangue freddo, poi si sbarazzano del corpo gettandolo a mare, invece di mostrarlo a tutto il mondo come prova dell’avvenuta fine dello “Sceicco del terrore”. Niente foto, niente filmati della cattura. E già qui c’è materiale in abbondanza per farsi venire più di un dubbio.
Ora la Casa Bianca rilascia alcuni video – a loro detta trovati nell’edificio in cui si rifugiava – che sono palesemente falsi. Se quello è Bin laden, io sono la regina Vittoria. Potete vederli qui.
Nel primo un presunto Osama si guarda in tv i video di quando era giovane. Basta osservarne il naso per capire che non è lui. Qui si vede meglio: al minuto 0:51 lo si vede per pochissimo di profilo. Il naso di Bin Laden è più lungo. Il secondo video ritrae un presunto Osama più giovane, con ancora la barba nera. Peccato che si tratti di un sosia. Gli occhi sono più piccoli e meno distanziati di quelli del vero Bin Laden.
Che senso ha tutto questo teatrino?
Oh poverini
«Mai come in questo momento gli imprenditori si sentono soli»
I comuni mortali:
E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re,
fa male al ricco e al cardinale,
diventan tristi se noi piangiam…
Jolly Roger
Questa volta almeno ci è andata bene. La Jolly di turno non rischia di spiaggiarsi su una delle nostre coste, ma è in balia dei flutti al largo delle coste egiziane. Sono passati quasi esattamente 20 anni da quell’altra volta, quando la Jolly Rosso ando’ a morire sulla costa cosentina, nel comune di Amantea, col suo carico di veleni. Ora è il turno della Jolly Amaranto: stesso armatore, Ignazio Messina & C., quasi stesso nome. Speriamo che abbiano finito le sfumature di rosso.
La prima Jolly, stando ai documenti di bordo, trasportava merci innocue, “generi di consumo e tabacco”. Poi però venne lasciata mesi ad arrugginire li’ dove si era arenata, e furono osservati strani movimenti tra il relitto e una certa zona accanto al torrente Oliva, poco lontano. Per molti anni gli abitanti della zona si batterono, quasi da soli, per far emergere la verità, ciò che loro sospettavano e sapevano, e cioè che un’immensa quantità di materiale tossico era stata interrata in fretta e furia nella zona, e che le conseguenze cominciavano a farsi sentire sulla pelle di chi viveva nei dintorni. Nel maggio 2009 l‘inchiesta venne archiviata: non era stata trovata alcuna prova che la Jolly Rosso trasportasse materiale pericoloso. Ma forse non avevano cercato bene, o meglio non avevano cercato affatto, perchè è bastato un cambio al vertice della Procura di Paola per cambiare le cose: sono finalmente andati a scavare là dove tutti sapevano che si sarebbe dovuto scavare e hanno trovato, letteralmente, di tutto.
In località Valle del Signore, nel fiume Oliva, è emersa la presenza di rifiuti radioattivi ed in altri punti precisi e ben individuati dello stesso fiume sono stati scoperti dei sarcofaghi in cemento pieni di rifiuti tossici come il mercurio.
Ecco, quello che a me sconcerta è che questa notizia e’ di pochi mesi fa, ma è stata passata quasi sotto silenzio. Io l’ho scoperto per caso, andando a rinfrescarmi la memoria sul naufragio della Jolly Rosso. Non ricordo affatto di aver letto o sentito di un così consistente ritrovamento attorno a metà giugno, possibile che se ne sia parlato così poco? E che sia consistente è del tutto fuori discussione:
(…) Secondo Gianfranco Posa, portavoce del Comitato civico Natale De Grazia, «alla fine dei lavori, quasi certamente, emergerà che nella vallata dell’Oliva è stata realizzata una delle più grandi discariche abusive d’Europa». Centinaia di metri cubi di terreno contaminato.
Buche estese quanto un campo di calcio e profonde probabilmente oltre 10 metri, riempite con fanghi industriali ed idrocarburi. Indiscrezioni hanno riferito della presenza di residui di altiforni, sicuramente non presenti in Calabria. Adesso attraverso il posizionamento di piezometri lungo il corso del fiume, si sta cercando di capire se anche la falde acquifere sono state contaminate.
(…) Lo scorso maggio, la procura di Paola aveva consegnato all’allora assessore all’ambiente Silvio Greco uno studio epidemiologico riferito all’area del fiume Oliva, nel quale si evidenziavano allarmanti problemi sanitari dovuti alla presenza di sostanze tossiche nocive.
L’area faceva registrare una radioattività più alta del normale, da tre a sei volte, con un incremento di leucemie e tumori.
(…) «Man mano che si scava l’odore di idrocarburi e di metallo diventa insopportabile – ha aggiunto Giordano -. E pensare che qui doveva nascere un parco naturale». Alle quattro aree già individuate, con le ricerche se ne sono aggiunte altre due contrade, Carbonara e Giani, «dove c’è un ammasso notevolissimo di rifiuti tossici, interrati e poi coperti con terreno naturale».
Bene, dicevo, la Jolly Rosso dichiarava di trasportare solo merce non pericolosa, e a distanza di quasi vent’anni è venuto fuori questo. Questa Jolly qui, la Amaranto, trasporta ufficialmente un carico “pericoloso”, “vernici, pitture, resina, inchiostro da stampa” etc. Se tanto mi dà tanto, cosa ci sarà li’ dentro davvero, uranio?






