COVID-19 e patologie comunicative

(Pubblicato in origine come commento a un post su Giap)

Quando ho sentito al tg i politici insultare la gente perchè aveva fatto esattamente quello che le era stato detto (“Ok, ora potete uscire”), ho anch’io pensato al doppio legame. Qualcuno (Zaia?) ha definito le scene di folla addiruttura “immonde”. L’aggettivo più gentile era “irresponsabile”: sarebbe da irresponsabili uscire tutti assieme, anche se è concesso. E cosa si dovrebbe fare? Mettersi d’accordo prima con tutti gli altri? Consultare le mappe di “traffico pedonale” per decidere dove non passare perchè c’è già troppa gente? Penalizzati nello stare in casa, colpevolizzati e insultati se si esce quando ci viene detto che è possibile farlo.

Il doppio legame è una cosa seria, così seria che la sua predominanza in un ambito comunicativo è stata associata all’insorgere della schizofrenia. Persino la pagina di wikipedia, ricontestualizzata, fa venire i brividi; alla voce “Critiche” dice: ‘(…) seppure la maggior parte delle persone viene sottoposta a esperienze di doppio legame nel corso della vita, queste sono “isolate e spurie […] Una situazione diversa si presenta quando si è esposti al doppio legame per lungo tempo e a poco a poco ci si abitua e la si aspetta, con particolare attenzione al periodo infantile, in cui i bambini dispongono di poche difese e hanno un pensiero che li porta a concludere che una simile comunicazione avvenga in tutto il mondo” ‘
Ecco, ora la popolazione adulta viene trattata come fosse composta di bambini, viene infantilizzata a forza, e soprattutto “una simile comunicazione avviene in tutto il mondo” sul serio.
E ancora: “dove il doppio legame è diventato il modello predominante della comunicazione […] si scopre che il comportamento di questo individuo soddisfa i criteri diagnostici della schizofrenia”.

Questa non è solo follia assurda, incompetenza, pressapochismo. Qui c’è dello studio, per ridurre la popolazione a una massa di singoli spaventati, preoccupati solo di sè, disposti a denunciare gli altri se non si conformano (e questa è una delle cose più orribili, i delatori che spuntano come funghi) e ad assoggettarsi a qualsiasi umiliazione e violazione delle libertà personali pur di riavere una parvenza di “normalità”.
E per chi pensa appena un po’ fuori dal coro, sono pronte le orecchie d’asino, con su scritto ‘complottista’ e ‘negazionista’.

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