L’ultima ipocrisia

Siamo portati a pensare che almeno di fronte alla morte gli esseri umani tendano ad essere più sinceri. Forse non è così.

Genova Cornigliano. Stamattina all’alba un poliziotto di 49 anni ha sterminato la famiglia e poi si è ucciso. Ha lasciato un biglietto. Questa è la sua traduzione:

La vita ha troppi problemi,

[Ho sputtanato un sacco di soldi al gioco e ho pure fatto debiti con la banca]

non voglio lasciarvi sole,

[Voglio svignarmela per la via più breve, ma voi non potete sopravvivermi, altrimenti avrete modo e tempo per capire che merdaccia sono e quanto sono diverso dal padre/marito modello che fingevo di essere. E poi comunque mica siete persone, siete solo mie propaggini e se muoio io, dovete morire anche voi]

vi porto con me.

[Quindi vi ammazzo a sangue freddo]

“Quello che emerge – ha detto il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi – è la concezione di indispensabilità di se stesso. L’idea che non sia concepibile che moglie e figlie potessero vivere senza di lui

Ed ecco un altro signore di Sipan che si avvia all’inferno col suo corteo insanguinato.

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