Casus belli

Non so se se ne parla in tv, ma le news che si trovano sul web sono abbastanza poche. Strano, visto che si tratta di una situazione paragonabile a quella dell’esplosione di violenza nelle banlieues francesi che nel 2005 aveva occupato a lungo l’attenzione di tutti i media.

Mi riferisco a quello che sta succedendo in Danimarca, dove per sette notti consecutive le periferie di Copenhagen e di altre citta’ danesi sono state teatro di incendi, scontri con la polizia e atti di vandalismo.

Le ragioni addotte per questa esplosione di violenza sono essenzialmente due: una nuova normativa «che permette perquisizioni sostenute ed arbitrarie da parte della polizia», di cui, a quanto pare, farebbero le spese soprattutto i giovani immigrati delle periferie urbane; e la ripubblicazione massiccia da parte di molti giornali danesi delle famigerate vignette contro Maometto che scatenarono la rivolta di molti musulmani in tutto il mondo, il boicottaggio massiccio dei prodotti danesi e un profluvio di parole – per lo piu’ inutili – un po’ ovunque.

Ora, a parte il piccolo particolare che le violenze sono cominciate prima della ripubblicazione delle vignette (che semmai le ha solo alimentate ulteriormente), proprio in questa faccenda c’e’ qualcosa di strano.

La ripubblicazione – anche da parte di alcuni giornali che nel 2005 si erano astenuti dal farlo – e’ dovuta al moto di indignazione seguito alla scoperta, da parte dei servizi segreti danesi, il Pet, di un presunto complotto di alcune persone (tra cui due cittadini tunisini) per assassinare uno dei vignettisti, l’autore della famosa caricatura del Profeta col turbante-bomba. Di questo complotto e dei cospiratori non si sa quasi nulla, addirittura le fonti non si mettono d’accordo nemmeno sul numero degli arrestati: alcune dicono tre, altre quattro.

Un’altra cosa che si evince e’ che il presunto complotto era nelle sue fasi iniziali e che «Il Pet non ha voluto correre rischi (…) e per questo ha deciso di intervenire al più presto per interrompere i preparativi e l’esecuzione dell’assassinio» [*]. A me questo, unito al fatto che non c’e’ modo di sapere qualcosa di piu’ di questo fantomatico progetto di attentato, ricorda una vicenda recente accaduta proprio da noi.

La terza cosa strana e’ che «Due delle tre persone arrestate lunedì col sospetto di voler uccidere Westergard saranno espulse dal suolo danese». Ma come? Questi sono sospettati si aver organizzato un omicidio e, anziche’ venire processati e condannati, li si rimanda a casa?!

Comunque sia, il risultato piu’ eclatante di quegli arresti e’ stata la ripubblicazione delle vignette, cosicche’ adesso la Danimarca deve di nuovo fare i conti con tensioni internazionali e proteste che le piovono addosso da molte parti. Cui prodest?


[*] «Già tre mesi fa Westergaard e sua moglie Gitte erano stati avvisati dai servizi di intelligence, il Pet, dei pericoli che si profilavano e da allora vivevano in clandestinità, sotto la tutela degli 007»

6 thoughts on “Casus belli”

  1. ah, i danesi….vado in Danimarca circa 7-8 volte l’ anno per lavoro, e un pò li conosco……il punto è che in Danimarca trovi quartieri dove gira la signora musulmana burqata, accanto alla signora che alla domenica fa nudismo nel giardino pubblico. Il danese medio se ne frega del burqa come del nudista, pensando che ognuno ha il diritto di far quello che vuole finchè non lede lo stesso diritto negli altri. Se non vuoi vedere il nudista non vai nei luoghi deputati, se non vuoi vedere la vignetta non compri il giornale, se ti vuoi vestire col burqa fai pure basta che ti si veda la faccia. In Danimarca c’è persino un’ associazione di pedofili, pensate un pò. Possono fare quello che vogliono, basta che non armeggino con immagini e filmati pedopornografici e non tocchino bambini; per il resto possono dire quello che vogliono. Il problema è che sembra che per i danesi vada bene qualsiasi cosa dell’ altrui cultura, basta che non sia illegale; mentre per gli immigrati no. L’ immigrato non vuole nudisti perchè non riesce a distogliere lo sguardo; questo pare al danese medio. Quando l’ immigrato protesta per il nudista , nella mente danese, l’ immigrato protesta per niente. Quando l’ immigrato prende a sassate il nudista lede un diritto del nudista. Da qui in poi povero immigrato.

    capì? :)

    saluti

    Rubimasco

  2. Mah. Superficialmente sembra un pensiero molto libero e tollerante, e in effetti lo e’, almeno da un certo punto di vista. Personalmente non ho mai contestato ai vignettisti danesi il diritto di esprimersi come vogliono. Pero’ mi sembra che qui non si tratti di diritti, ma di opportunita’. Se ho la liberta’ di offendere come piu’ mi piace il mio vicino, non per questo e’ furbo che io lo faccia.
    D’altra parte, se i danesi tollerano qualsiasi liberta’ di espressione, senza dubbio tollereranno anche la liberta’ dei musulmani di esprimere il proprio disappunto… :)

  3. E comunque quello che mi premeva sottolineare e’ la stranezza della faccenda dei tre (o quattro) arrestati per aver progettato l’assassinio del vignettista.

  4. D’altra parte, se i danesi tollerano qualsiasi liberta’ di espressione, senza dubbio tollereranno anche la liberta’ dei musulmani di esprimere il proprio disappunto… :)

    —indubbiamente. sempre nel rispetto delle leggi.

    E comunque quello che mi premeva sottolineare e’ la stranezza della faccenda dei tre (o quattro) arrestati per aver progettato l’assassinio del vignettista.

    —sì, sono andato un pò OT, scusa. In effetti ti quoto

    saluti

    Rubimasco

  5. D’altra parte, se i danesi tollerano qualsiasi liberta’ di espressione, senza dubbio tollereranno anche la liberta’ dei musulmani di esprimere il proprio disappunto… :)

    —indubbiamente. sempre nel rispetto delle leggi.

    Certo, questo l’avevo dato per scontato.
    Bruciare ambasciate non va bene, protestare tramite ambasciatori e boicottare merci danesi si, visto che il boicottaggio e’ una forma di protesta non violenta diffusa e accettata. Che non si lamentino, quindi. :D

  6. La stupidaggine oramai la hanno fatta, quella di far entrare masse di islamici che non contenti di essersi tolti la fame dai fianchi, incitano all’assassinio di chi li ha ospitati. Il rimpatrio di queste tribù è l’unica soluzione al problema, oltretutto avranno migliaia di moschee dove invocare la vendetta di Allah sui perfidi occidentali che così coglionamente gli hanno offerto un piatto di minestra.

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