Donne, vil razza dannata

Nella civilissima – tze’ – Europa del 2013 le donne, a parità di lavoro e capacità professionali, cioè a parità di ricchezza prodotta, vengono tuttora pagate mediamente il 16% in meno degli uomini che svolgono le stesse mansioni.

C’è almeno una giustificazione razionale al perpetuarsi di questa vergogna, anche in paesi civili – tze’ – come Gran Bretagna e Germania? Peraltro il gap retributivo in G.B. e’ del 20,1% e in Germania addirittura del 23%. Più di 1/5 in meno. A parità di lavoro.

È come se le donne, prese nel loro complesso, indipendentemente dalla nazionalità, costituissero una razza inferiore. Tipo i braccianti che vengono dall’Africa a raccogliere pomodori nel nostro sud, per dire. Questo è un esempio estremo, certo, le donne non vengono pagate così poco… ma il principio è quello, ed è un principio razzista.

È anche una forma sottile di oppressione psicologica, un modo per continuare a far sentire a tutte le donne chi è che comanda davvero. “Ok, ti faccio lavorare e ti pago pure, guarda come sono magnanimo.. però ti pago un po’ meno, così ti ricordi di stare al tuo posto…”

Ma una bella rivolta globale delle donne, mai? Siamo la metà del mondo, in fondo. Non una piccola minoranza di un qualche paese, la metà del mondo. Il giorno che davvero le donne decidessero di rivoltarsi, il mondo tremerà dalle fondamenta. E quel giorno sarà troppo tardi.

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