2013, Vecchio Mondo

Leggo e ascolto quello che sta succedendo in Turchia e mi sembra di riascoltare le radiocronache del macello al G8 di Genova. Comprese accuse palesemente fasulle di aver trovato chissà che – questi dicono droga, quelli dicevano molotov – nelle tende dei manifestanti. Sono passati solo 12 anni e in effetti è come se non fosse passato nemmeno un giorno. E non ci si puo’ neanche consolare, e voltare dall’altra parte, pensando che tanto loro sono semi-civilizzati, mica tanto europei. Quello che sta succedendo in Turchia potrebbe succedere domani qui, di nuovo, nello stesso modo. Qui o in uno qualsiasi dei paesi della civilissima Europa.

La verità è che noi non siamo davvero civili. La nostra civiltà occidentale modello XXI secolo non è una civiltà, è una barbarie tecnologizzata. Dove chi comanda reprime il dissenso – e pure chi vorrebbe comandare lo reprime come e dove puo’ – in qualsiasi modo, anche sparando acqua chimica ustionante sulla folla, bambini compresi, o assaltando hotel, ospedali e arrestando medici che cercavano di soccorrere i feriti¹.

Francisco Goya - Saturno che divora i suoi figliRispetto a un secolo fa, o due o tre o dieci, non è cambiato molto. Chi ha abbastanza stomaco e una sufficiente mancanza di scrupoli – e sono tanti, molti piu’ di quelli che effettivamente ce la fanno – se riesce ad arrivare in posizioni di comando, poi fa di tutto per rimanerci; accumula soldi e fa di tutto per aumentare il mucchio; accresce il suo potere e fa di tutto per mantenerlo; aiuta il proprio clan – famiglia, sodali, servitorame – e fa di tutto per proteggerlo. Altro che civiltà: siamo ancora alle guerre tribali, dove il maschio dominante² accumula donne, oro e potere e prende a mazzate i rivali. L’unica cosa che è cambiata è la tecnologia: alle clave si sono sostituiti mezzi ben più raffinati e pericolosi per far del male al prossimo, mezzi che di norma sono nelle mani delle forze di polizia e degli eserciti, non certo dei pacifici manifestanti di Gezi Park e piazza Taksim. La sola cosa che potrebbe salvarli dall’essere cacciati come si scaccia uno sciame di mosche è un’etica. Un’etica collettiva, che dovrebbe poi incarnarsi in una coscienza individuale dentro ciascuno di quei robottini telecomandati in divisa da poliziotto che vengono regolarmente scagliati contro la folla, che sia quella del G8 di Genova o quella di tutte le piazze del mondo in cui la gente protesta per qualcosa. Ma anche quello è potere, in piccolo. Ognuno dei robottini possiede – si illude di possedere – una piccola fettina di quel grande potere e la usa, volenteroso carnefice, menando a destra e a manca. Quanto a quelli che li mandano, non c’è alcuna speranza. Quelli la coscienza l’hanno recisa ben prima di arrivare in cima, altrimenti non sarebbero lì. Soprattutto non sarebbero lì a ordinare alla polizia di massacrare la gente inerme. Ecco, si, questo ci distingue dalle barbarie del passato. Che allora almeno ogni tanto i capi, i generali, i comandanti scendevano in campo e rischiavano sulla propria pelle. Ora, inevitabilmente, senza eccezione alcuna, mandano i bracci armati, la truppa stipendiata, a fare il lavoro sporco e prendersi gli insulti. Pure vigliacchi, insomma.

Il Vecchio Mondo è un modello, uno schema mentale, è la sopraffazione dell’altro fatta assurgere a chiave e pilastro dell’esistenza e della sopravvivenza. L’alternativa ci sarebbe, c’è, c’è sempre stata, volendo: si chiama collaborazione, e garantisce l’esistenza come e più – e meglio – dello schema della sopraffazione. Ma il vecchio Mondo, come Crono, divora i propri figli per continuare ad esistere.


¹ Appena sentita su radiopopolare

² Il maschio dominante che quando sente vacillare il suo dominio ammazza la donna più a portata di mano: lo stillicidio continuo di femminicidi non si spiega in altro modo se non con una frustrazione da caduta dal podio, assieme all’incapacità di vivere senza qualcuno da sottomettere

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