Federal Bureau of Intrigue

Ha tutta l’aria di essere un’opera fina dei servizi, questa storia dei due fratelli di origine cecena che avrebbero messo le bombe alla maratona di Boston. E magari ce le hanno messe pure, eh, però ci sono un po’ di cose strane.

C’è la faccenda dell’esercitazione antibombe. Pare accertato che prima che le vere bombe esplodessero, nella zona fosse in corso un’esercitazione con “una squadra anti-bomba al completo e cani da eplosivi”. Un testimone che ho sentito durante la diretta della BBC raccontava in effetti di aver visto i cani portati proprio nella zona in prossimità dell’arrivo, almeno due volte, di cui una poco prima che le vere bombe esplodessero.

“At the start at the event, at the Athlete’s Village, there were people on the roof looking down onto the Village at the start. There were dogs with their handlers going around sniffing for explosives, and we were told on a loud announcement that we shouldn’t be concerned and that it was just a drill. And maybe it was just a drill, but I’ve never seen anything like that — not at any marathon that I’ve ever been to. You know, that just concerned me that that’s the only race that I’ve seen in my life where they had dogs sniffing for explosions, and that’s the only place where there had been explosions.”

Questo testimone, Alastair Stevenson, è un veterano delle maratone e allenatore per l’Università di Mobile, in Alabama. Ci tiene a sottolineare di non aver mai visto un simile dispiegamento di forze in occasione di una maratona. E aggiunge: “Questa è l’unica gara che ho visto in cui ci fossero cani anti-esplosivi, ed è l’unica in cui si sono avute esplosioni”.

C’erano pure cecchini sui tetti, notati da molte persone.

Come fa notare questo articolo su mainfatti.it, non è certo la prima volta che si parla di “esercitazioni” in coincidenza di veri attentati: successe per l’11 settembre e anche per le bombe di Londra del 2005. Ma l’articolo del New York Times linkato suggerisce un’ipotesi ben peggiore: che siano gli stessi servizi segreti a progettare le azioni terroristiche, per incastrare possibili terroristi, cioè persone inclini a compiere atti simili.

Typically, the stings initially target suspects for pure speech — comments to an informer outside a mosque, angry postings on Web sites, e-mails with radicals overseas — then woo them into relationships with informers, who are often convicted felons working in exchange for leniency, or with F.B.I. agents posing as members of Al Qaeda or other groups.

E questo fa pensare a un’altra cosa:

The FBI interviewed Tamerlan Tsarnaev in 2011 after a request from a foreign government, US law enforcements officials have confirmed. But agents closed the case after finding no cause for concern.

In an interview on Russian television, the mother of the two suspects said the FBI had been in contact with her son for several years.

Fonte: BBC online.

Insomma, Tamerlan era stato almeno una volta per certo già “intervistato” dall’F.B.I., mentre la madre sostiene che questi contatti con l’F.B.I. andarono avanti addirittura per anni.

Poi c’è il comportamento dei due fratelli, che è abbastanza incomprensibile. Devono essere ben consapevoli che l’area è piena di videocamere e che almeno qualcuna di esse deve averli ripresi – il più giovane non si cura nemmeno di nascondere in qualche modo il viso: niente occhiali e cappellino girato, con la visiera dietro – però poi non fuggono dalla zona,. E  dovevano essersene accorti pure loro, dei cani e dei cecchini sui tetti e di tutto quel dispiegamento di forze; eppure procedono come se niente fosse in mezzo alla folla, con i loro zainetti, senza nascondersi troppo, specialmente il più giovane (sapeva a cosa stava partecipando?). Ma c’è un’ulteriore stranezza: Dzhokhar viene visto al college che frequentava, da alcuni compagni di corso, nei giorni immediatamente successivi e prima che le foto dei “sospetti” siano diffuse. Cercano di scappare solo dopo, quando già tutto il mondo ha visto le loro foto, facendo un sacco di casino, rubando una macchina (il cui proprietario viene trattenuto per un po’ e poi rilasciato senza torcergli un capello, così che puo’ dare subito l’allarme e fornire modello e targa del veicolo) e – sembra – sparacchiando a caso e gettando altre bombe. Come se fossero in preda al panico. Panico e rabbia, come chi si senta tradito. Come mai non sono scappati prima, quando ancora nessuno li cercava?

Persino la conclusione della vicenda ha qualcosa di strano: Dzhokhar viene ritrovato per caso da un abitante di Watertown – un sobborgo di Boston – nella propria barca, sotto un telo, sul retro della propria abitazione; abitazione, che stranamente, non era stata perquisita come tutte le altre nella zona durante la massiccia caccia all’uomo:

“The property was apparently not searched earlier on Friday as police went door-to-door in Watertown.”.

A giudicare dai primi report, il ragazzo e’ coperto di sangue e in stato di incoscienza, ma prima che venga catturato la polizia butta delle “flash-bang grenades” nella barca e c’è un’altra sparatoria, che dura la bellezza di un’ora.

Officers tossed flash-bang grenades into the boat to disorient the fugitive.

Police said they exchanged gunfire with the suspect for about an hour before moving in and seizing him.

Peraltro sul corpo di Tamerlan verranno trovate molte ferite da schegge, che sono state attribuite all’esplosione alla maratona… possibile che sia stato così stupido da piazzare una bomba e poi rimanere nelle vicinanze, in attesa che scoppiasse? O forse non credeva che fosse una vera bomba? Non è per caso che al ragazzotto è stato fatto credere che avrebbe partecipato a un’esercitazione…?

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