C’è poco da ridere

Quella che Grillo sogna – o che Casaleggio gli fa sognare – è una dittatura carismatica androcratica*, in cui si salvano le apparenze di democrazia, verso l’esterno, mentre all’interno si controlla col pugno di ferro, senza lasciare spazio ai singoli, che devono viaggiare nel solco tracciato come tanti bravi soldatini. Soprattutto le donne.

L’ultima prova – se ne servissero altre – è la grottesca vicenda del video in cui dui consiglieri del M5S bolognese, Marco Piazza e Massimo Bugani, illustrano l’attività svolta, senza mai citare la collega Federica Salsi (quella “scomunicata” da Grillo). I due ammettono candidamente, come se fosse la cosa più normale del mondo, che il video non sarebbe stato pubblicato sul blog di Grillo, se avessero citato anche la Salsi. D’altra parte lasciarla fuori non deve essere stato difficile, per i due soggetti, se sono veri i commenti in fuori onda attribuiti a loro (“Il mestiere rimane…” “Puttana era e puttana rimane!”).

Vale la pena ricordare che la vicenda Salsi era cominciata con un attacco misogino dello stesso Grillo alla Salsi – la famosa faccenda del punto G – rea solo di essere andata a Ballarò. Hai voglia poi ad accusare di neopuritanesimo, Beppe; quello è il più classico linguaggio maschilista: violento e offensivo, irrisorio e sminuente nei confronti delle donne (a meno che anche gli uomini non abbiano il punto G…). Agli altri grillini “problematici” – maschi – almeno gli insulti di genere vengono risparmiati.

Fa paura osservare l’evoluzione del M5S in questa direzione. Le premesse erano di tutt’altra natura (anche se una tendenza all’accentramento carismatico era presente fin da principio, e non poteva essere altrimenti, vista la figura del fondatore e leader**). Fa ancor più paura vedere come moltissimi sostenitori non riescano a sganciarsene mentalmente – è il solito vecchio problema: ammettere che si è preso un grosso granchio fa male, ci fa sentire stupidi, perciò la psiche cerca di compensare, di trovare giustificazioni, di vedere il lato buono e così via. Personalmente, credo che il malato sia incurabile, a meno di non trapiantargli una testa nuova. Con Grilloleggio non vedo sbocchi.


* A proposito di androcrazia, ne approfitto per consigliare caldamente la lettura de “Il Calice e la Spada”, di Riane Eisler. Uno dei pochi libri per cui si può davvero affermare: dopo questo libro il mondo per voi non sarà più lo stesso.

** Almeno di quello di facciata. Su chi sta dietro, si veda qui.

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