Piccoli jap crescono (forse)

Ormai Fukushima non fa più notizia, e così solo adesso quei furbacchioni della Tepco si decidono a confermare che in altri due reattori ci fu una fusione delle barre di combustibile.

“Nelle prime fasi della crisi la Tepco potrebbe aver voluto evitare il panico. Ora la gente si è abituata alla situazione — niente è stato risolto ma in città come Tokyo si è tornati alla normale attività”, ha detto Koichi Nakano, professore di scienze politiche all’Università Sophia.

Nakano ha detto che confermando le fusioni solo ora, la Tepco spera che la notizia abbia un impatto minore. La parola “fusione” è talmente forte che, quando la situazione era più incerta, molta gente avrebbe probabilmente lasciato Tokyo, ha detto il professore.

E vabbè, c’era da aspettarselo. Ma c’è un’altra notiziola, che sembra suscitare ancor meno interesse (l’ho trovata solo su due pagine online, almeno per ora) e che invece a me mette i brividi: il governo giapponese ha appena deciso di abbassare i limiti di sicurezza per i livelli di radioattività nelle scuole. Con le nuove regole i bambini giapponesi potranno essere esposti a radiazioni venti volte maggiori di prima. Lo stesso livello di un lavoratore nucleare tedesco (!). E questo senza contare la contaminazione della catena alimentare, già in corso e molto probabilmente destinata a peggiorare.

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