Certe finestre

finestra1La prima cosa a cui ho pensato e’ stata che da certe finestre non volano solo gli anarchici.

Ma andiamo con ordine. Al gr di radiopopolare sento questa notizia: un algerino, immigrato regolare e sposato a un’italiana, e’ morto a causa delle ferite riportate dopo “essersi gettato” dalle finestre di una caserma dei Carabinieri di Genova. In molti hanno dubbi sulla reale dinamica dei fatti: Farid Aoufi era gia’ stato in carcere diverse volte, quindi non era nuovo a simili esperienze e i suoi parenti affermano che non avrebbe mai fatto una cosa del genere.

Vado su Google News per saperne qualcosa di piu’ e come prima cosa scopro che la notizia non solo non e’ in prima pagina, ma nemmeno nella pagina delle notizie italiane. Per scovarla occorre conoscerla gia’ e fare una ricerca specifica. Eh vabbe’, chissenefrega di un “marocchino” che muore, mica e’ una notizia, no?

Cercando trovo questo articolo. Ci si trova qualche dettaglio sui precedenti di Farid:

«Numerosi i precedenti penali di Farid Aoufi, tra cui una condanna nel 1989 per omicidio volontario in danno di un connazionale per il quale aveva anche trascorso un anno nell’ospedale psichiatrico militare di Montelupo Fiorentino. Gli altri precedenti sono per rapina, ricettazione, furto e porto abusivo d’arma.»

Mah… gettarsi da 10 metri con le mani legate e’ un suicidio, non un tentativo di fuga, ma uno con quei precedenti non mi sembra tipo da farsi prendere dal panico perche’ e’ stato arrestato o da tentare il suicidio. Ah, pero’, ospedale psichiatrico, magari allora aveva qualche rotella fuori posto… ma i suoi familiari dicono che non avrebbe mai fatto una cosa simile… boh.

Ma c’e’ dell’altro: la dinamica degli eventi secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri della caserma in cui e’ avvenuto il fatto. Vediamo un po’…

«L’uomo è stato ammanettato con le mani dietro la schiena e portato nella vicina Stazione Carabinieri ‘Maddalena’. Alle 17,30 le sue mani sono state liberate e nuovamente ammanettate frontalmente così da consentirgli di firmare il modulo multilingue in cui sono stati annotati i suoi dati personali.

In questa fase, sempre secondo quanto riferito dai militari, il 46nne si è precipitato verso una finestra che si trovava alla destra della scrivania di fronte alla quale era seduto, ha fatto scattare la serratura e si è gettato nel vuoto precipitando per dieci metri.»

Immagino la scena: a Farid vengono tolte e rimesse le manette (quindi doveva esserci almeno un carabiniere accanto a lui, oltre all’ufficiale che probabilmente aveva compilato il modulo). Con le mani bloccate in questo modo, Farid riesce ad alzarsi dalla sedia, andare verso la finestra, aprirla e salire sul davanzale (non deve essere comodo, con le mani impedite in quel modo) e infine gettarsi di sotto, il tutto senza che nessuno dei presenti nella stanza abbia il tempo di bloccarlo.

Boh. A me non quadra mica, eh. E’ proprio una questione di tempistica, ecco. Anche senza le altre considerazioni.

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E gia’ che ci sono, sempre a proposito di forze dell’ordine, segnalo pure un altro pestaggio ai danni degli studenti che protestano:

Mi sono guardata attorno: c’erano studenti che piangevano. Una ragazza si teneva la testa, un’altra si toccava il braccio dolorante. Un ragazzo perdeva sangue dalla testa. E tutto questo per aver cercato di scavalcare i tornelli e tentare di bloccare, simbolicamente, i binari di dei treni. Una decisione che gli studenti dell’Onda avevano preso almeno un’ora prima di raggiungere la stazione Ostiense. Lo avevamo capito noi giornalisti quando abbiamo visto i leader della protesta che concordavano il percorso con i dirigenti delle forze dell’ordine e ci sembrava impossibile che non lo avessero capito anche loro.

Eppure, all’ingresso della stazione, gli agenti si sono schierati ai lati dell’edificio. Quasi ad attendere che gli studenti entrassero per poter poi intervenire.

6 thoughts on “Certe finestre”

  1. Temo anch’io. Se ancora non si sa come sia andata davvero per Pinelli, anarchico ma pur sempre italiano, e che ancora molti ricordano, figurati che puo’ succedere per un algerino, per di piu’ “matto”, “delinquente” e “drogato”.

  2. Are you saying that the Farid Aoufi i wrote about could be your father? It’s impossible, he was 46 years old when he died, last year.

  3. well at that age then it cant be,,i was just asking because ive never met or heard any one with the same name as mine is all,, and he came from the same place as farid you wrote about. was just very strange for me to read this if you no what i mean.

  4. Yes, I understand. That Farid Aoufi was from Algeria, but he lived for more than 20 years in Italy. I don’t know, maybe it’s possible that in Algeria his/your name is not so uncommon. Good luck for your search, anyway.

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