MiniVer

[Disclaimer: questo sara’ un post lungo, temo. Credo che di fronte a certe cose non si possa fare a meno di scendere nei dettagli, per cogliere fino in fondo l’abisso]

Ieri sera avevo in mente per oggi un post dal titolo “Guarda l’uccellino!”, ma le novita’ della giornata mi hanno costretto a cambiare programma.

Cos’e’ successo? E’ successo che un sottosegretario all’Interno, tale Nitto Palma, ha “riferito” alla Camera (fate caso al titolo del pezzo di Reuters), a proposito degli scontri di piazza Navona. E se gia’ ieri c’era materiale su cui discutere, oggi si sfiora la commedia dell’assurdo. Ma vediamo nel dettaglio.

Secondo la ricostruzione presentata dal sottosegretario ai parlamentari, un gruppo di giovani di estrema destra, chiamato “Blocco studentesco”, non ha abbandonato la piazza — mentre numerosi studenti decidevano di spostarsi per dirigersi in corteo verso il ministero dell’Istruzione o l’Università — nonostante i ripetuti inviti della polizia ad allontanarsi.

Nel frattempo — ha continuato Nitto Palma — mentre in piazza Navona erano ancora presenti circa 4000 studenti, da corso Vittorio Emanuele II arrivavano circa 400-500 persone dei collettivi universitari e della sinistra antagonista che invece che attestarsi nella piazza sono arrivati all’altezza di piazza delle Cinque Lune, dove si trovava il gruppo di giovani di estrema destra, intonando cori antifascisti.

I giovani della sinistra antagonista hanno lanciato oggetti tra cui sedie, tavolini e bicchieri ai giovani del Blocco Studentesco. Questi ultimi, in numero molto minore — ha continuato il sottosegretario — si sono schierati con bastoni, mentre gli aderenti ai collettivi universitari avanzavano.

Insomma, sono stati gli studenti di sinistra ad attaccare immotivatamente. Vediamo come la raccontava Curzio Maltese:

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.

Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano “Duce, duce”. “La scuola è bonificata”. Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent’anni, ma quello che ha l’aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un’altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell’università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. “Basta, basta, andiamo dalla polizia!” dicono le professoresse.

Aaah, a proposito di quel camioncino bianco, il sottosegretario deve aver a cuore il nostro buonumore, perche’ afferma:

«È usuale che durante le manifestazioni i mezzi con altoparlanti raggiungano piazza Navona»

Distrattoni, si sono scordati a casa l’altoparlante. I bastoni invece no, quelli se li sono ricordati. E a proposito di quanto sia “usuale” che simili mezzi raggiungano quel punto della citta’, sentiamo cosa dice Debora Billi:

Qualsiasi romano ieri sera, davanti a queste immagini in TV, se ha un minimo di presenza di spirito deve essersi sbellicato dalle risate. Perché nell’angolo che vedete, tra Piazza Navona e via Agonale, la presenza di un camioncino è plausibile quanto quella di un’astronave aliena. In quel luogo, zona pedonale da decenni, è assolutamente impossibile entrare con qualsivoglia veicolo nei giorni normali: auto, moto, motorino, si viene fermati dagli agenti e ricacciati indietro. Occorre fare anticamere di ore in Comune, tirar fuori euro sonanti, pregare in ginocchio per ottenere un permessino di 3 minuti al carico-scarico. Entrare così, con un camion è del tutto improponibile. Ieri, poi, tutta la zona era completamente blindata, non si entrava neanche in triciclo a partire da Lungotevere e Corso Rinascimento (a 50 metri dall’angolo che vedete c’è il Senato).

E’ uno sforzo sovrumano immaginare come un camion, pieno di giovini e di bastoni, sia potuto arrivare in quell’impossibile luogo e per giunta in un giorno caldo come quello di ieri. L’unica è che li abbiano fatti passare apposta, non c’è altra spiegazione.

Poi c’e’ la questione del comportamento della Polizia. Dice Palma:

“Dalla oggettiva della ricostruzione dei fatti emerge come anche in questa circostanza l’operato delle forze dell’ordine sia stata ispirata a criteri di equilibrio e prudenza, tutelando da un lato i diritti di libertà di pensiero e dall’altro sicurezza e incolumità

Diceva invece Curzio Maltese:

“Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!” protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: “E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!”. Il funzionario urla: “Impara l’educazione, bambina!”. La professoressa incalza: “Fate il vostro mestiere, fermate i violenti”. Risposta del funzionario: “Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra“. C’è un’insurrezione del drappello: “Di sinistra? Con le svastiche?”. (…)

Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: “Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra”. Monica, studentessa di Roma Tre: “Ma l’hanno appena sentito tutti! Chi crede d’essere, Berlusconi?“. “Lo vede come rispondono?” mi dice Laura, di Economia. “Vogliono fare passare l’equazione studenti uguali facinorosi di sinistra”. (…)

È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un’azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. “Lei dove va?”. Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: “Non li abbiamo notati”.

E infine la storiella del fantomatico “infiltrato”, quella che mi aveva ispirato ieri. Pare che quasi tutti siano cascati nella trappola del video che era circolato – e ancora circola – su youtube: vi si vede un montaggio di foto e spezzoni video, in cui un tizio sta in prima fila nel corteo di quelli armati di bastoni, poi telefona, poi parla amabilmente con un poliziotto mentre alcuni dei suoi compari sono a terra, circondati da agenti, poi tiene aperta la portiera di un cellulare per far salire uno dei fermati. La tesi esplicita’ del video e’: questo e’ un poliziotto infiltrato. Puntuale arriva la smentita, prima dello stesso tizio, poi dell’apposito sottosegretario:

“Ieri è stato diffuso in rete un filmato degli scontri che indica un giovane con in mano un bastone tra gli elementi di destra. Successivamente il giovane è ripreso a bordo di un mezzo della polizia, avanzadosi il sospetto che il soggetto fosse un infiltrato” ha detto Nitto Palma, durante l’informativa urgente del governo alla Camera sugli scontri avvenuti a poche decine di metri da Palazzo Madama.

“In realtà è un giovane del blocco studentesco, fermato ed accompagnato in questura, dove è stato identificato e rilasciato”, ha aggiunto. “La sua posizione è tuttora al vaglio degli inquirenti”.

Chissa’ come mai si e’ sentito in dovere di occuparsi – in sede parlamentare – di una sciocchezza simile, con tutto quello che e’ successo, eh? In ogni caso, l’identificazione sicura del soggetto del video sembra far sgonfiare la bolla degli indignati che gridavano all’infiltrato e quindi l’attenzione si sposta su altro.

Bravi tordi. Era esattamente questo l’obiettivo di chi ha messo in giro quel filmato: creare un falso bersaglio, che distogliesse dal notare altro, qualcos’altro che sta li’, proprio li’, in quello e in altri filmati, in quelle foto e in altre, nei racconti di moltissimi testimoni. Ricapitoliamo: un furgone carico di bastoni (e aperto, per cui i bastoni si dovevano vedere benissimo) viene inspiegabilmente lasciato entrare dal cordone di polizia, in un’area in cui gia’ normalmente e’ impossibile entrare con mezzi simili; un manipolo di “studenti” di destra si arma e comincia a menar colpi in giro, con le forze dell’ordine che stanno a guardare e non intervengono se non dopo un po’. A margine di questo c’e’ un tizio che palesemente ha un ruolo importante tra i picchiatori, che passa molto tempo al telefono, che parla tranquillamente con un poliziotto, etc. Infiltrato? macche’ infiltrato! Quello sembra piu’ una sorta di “ufficiale di collegamento”. E’ abbastanza ovvio ed evidente che i poliziotti sapessero che doveva arrivare un furgone cosi’ e cosa’ e che dovevano lasciarlo passare, che dovevano lasciar fare i picchiatori per un po’, giusto per dare una lezione a “quei pezzi di merda di comunisti”, e poi andare  a dividerli:

Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: “Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!”. L’altro risponde: “Allora si va in piazza a proteggere i nostri?”. “Sì, ma non subito”. (…)

Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s’affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l’assalto degli studenti di sinistra.

Se e’ ovvio questo, e’ anche ovvio che in qualche modo debbano esserci stati dei contatti preventivi tra i picchiatori e chi li ha lasciati fare, e una regia sul momento. Visto in quest’ottica, il comportamento del tizio del filmato si spiega benissimo anche senza ricorrere all’ipotesi “infiltrato” ed e’ un esplicito atto di accusa a carico delle forze dell’ordine. Ecco la ragione del falso scoop dell’infiltrato e della successiva smentita. Chi ci e’ cascato – e sono stati tantissimi – si e’ prestato al gioco del “guarda l’uccellino!”, contribuendo a distrarre l’attenzione dalla sostanza di quegli avvenimenti.

Ora, qual’e’ la sostanza di uno stato che usa le sue forze dell’ordine non per proteggere tutta la collettivita’, ma per favorire una sua parte – armata e manesca – contro un’altra a scopi intimidatori e di controllo sociale, in un clima in cui quasi tutti i media ripetono a pappagallo la versione ufficiale?

72 thoughts on “MiniVer”

  1. Proprio oggi mentre ascoltavo al TG l’intervento di Nitto Palma, mi è capitato di confrontare in simultanea con le sue parole il resoconto di Curzio Maltese: davvero roba da Ministero della Verità, c’è da restare sconcertati. C’è da restare sconcertati anche al solo pensiero che gruppi di ragazzi se ne vadano in giro con un camioncino carico di spranghe da utilizzare per meglio far capire qual è il loro punto di vista. C’è da restare sconcertati nel venire a sapere che i tutori dell’ordine, pur stando lì davanti, non fanno il possibile per fermare tale violenza, se non utilizzarla a loro volta tanto per far vedere che “quelli di sinistra sono dei provocatori”.
    Sono rimasto stupito quando qualche giorno fa sono passato davanti alla sede di AN del mio paese e ho letto un manifesto appeso all’ingresso che ritraeva dei monaci tibetani, e sopra la loro immagine una frase: “Anticomunisti. come loro” (edit: si tratta di monaci birmani, ma l’accostamento è sempre quello. Ho trovato anche un’immagine del manifesto in questione: http://circologiorgioalmirante.blogspot.com/2007/10/anticomunisti-come-loro.html )
    E resto sconcertato quando mi viene in mente mio nonno, ex partigiano, sporco comunista, che nel periodo dell’ “entrata in campo” di Berlusconi lo definì senza troppi giri di parole un fascista. Non lo erano tanto quelli di AN, ma proprio lui, per i suoi modi di porsi, il suo modo di parlare alla popolazione. Dopo 15 anni circa mi sarebbe piaciuto dire a mio nonno che si era sbagliato, ma devo prendere atto del fatto che la sa lunga su come va il mondo. E se non proprio tutto il mondo, almeno l’Italia non va tanto bene.

  2. Sto scrivendo un po’ di cose sul tema, per cui tocco solo un dettaglio tecnico: a tutte le manifestazioni a cui ho partecipato, i vari camion sono entrati in Piazza Navona – compresi i transatlantici dei Centri Sociali – con una serie di manovre da capogiro, e sono stati usati come palchi.

    Quello di Blocco Studentesco era solo uno dei tanti camion presenti (ed era anche un furgone relativamente piccolo), ad esempio c’era quello dei Cobas.

    A presto

    Miguel Martinez

  3. Sicuro di questo, Miguel? Io non ne so nulla, non c’ero, ma sarebbe da chiarire bene questo punto. Debora e’ di Roma, sembra conoscere molto bene la zona e sembra anche sicura di quel che afferma. Dice esplicitamente: “Ieri, poi, tutta la zona era completamente blindata, non si entrava neanche in triciclo a partire da Lungotevere e Corso Rinascimento (a 50 metri dall’angolo che vedete c’è il Senato)”.
    In ogni caso questo cambia poco, perche’ si trattava di un furgone aperto e carico di bastoni (e senza il famoso altoparlante): sarebbe bastata un’occhiata casuale di un qualsiasi agente per capire a cosa serviva quella roba: non certo a manifestare pacificamente. E invece non ha visto nessuno.
    E naturalmente non cambia nulla rispetto a tutto il resto.

  4. Fea, tanto di cappello al nonno mitico. :D
    Lo sconcerto e’ la reazione salutare minima di fronte a certe cose, ma non so in quanti siano rimasti davvero sconcertati, ed e’ questo che mi preoccupa.
    Quanto al poster, beh, “il nemico del mio nemico e’ mio amico”, anche se si tratta di monaci buddhisti che hanno ben altro per la testa che beghe politiche.

  5. Beh, mitico è mitico, non si possono dimenticare i suoi racconti, per esempio di quando stava sugli appennini (6 mesi da Scarperia a Napoli, passando per Montecassino proprio durante il bombardamento). Racconti che gli hanno sempre provocato forti emozioni e per una persona della sua età, cardiopatica, non è il massimo, tant’è che stiamo sempre attenti a non tirare fuori discorsi che in qualche modo lo spingano a raccontare la sua esperienza, e ti assicuro che trova quasi sempre il modo per farlo.
    Proprio per questo quando sento parlare dei “comunisti” di scuola berlusconiana non so se provare rabbia, disprezzo, pietà o semplicemente rassegnarmi davanti all’ignoranza di una generazione che è nata priva di testimonianze dirette del periodo della guerra e che di conseguenza non sa di cosa parla quando insulta o deride chi l’ha vissuto. E soprattutto non impara.

  6. I “comunisti” di scuola berlusconiana? Va bene che se ne vedono di tutti i colori, ma questa mi sembra davvero troppo grossa :D
    Scherzi a parte, credo – spero – di aver capito e sono d’accordo con te, sia sulla perdita di memoria storica sia sul fatto che le nuove generazioni non imparano (e non solo: non hanno alcuna voglia e desiderio di imparare, di approfondire, di ragionare con la propria testa, almeno nella media).

  7. Letto. Spero che Debora (o qualcun altro che c’era) risponda, perche’ io di sicuro non ne so.
    Rimango comunque dell’idea che non cambi nulla rispetto a tutto il resto. Dici:
    I dati che apparivano inspiegabili senza un complotto, si rivelano quindi privi di mistero. Questo non vuol dire che il complotto non ci fosse: vuol dire semplicemente che non è più un’ipotesi necessaria.
    Si, ma solo per quello che riguarda il furgone, che e’ solo uno dei dettagli.

  8. Ma non credo che Debora sia particolarmente obbligata a rispondere: il suo ragionamento fila perfettamente per qualunque giorno dell’anno che non ci sia un grande corteo che finisce a Piazza Navona.

    Il problema è che quel corteo è capitato proprio in un… giorno di corteo.

  9. E quindi, Miguel?
    Vuol dire che sono stati i giovani di sinistra armati di tavolini ad aggredire quelli di destra armati di manici di piccone?
    Non so, ma non mi suona giusto…

  10. Attenzione.

    Qui ci sono due questioni TOTALMENTE distinte, e se non si separano bene, non si arriva a capo di niente.

    1) Chi ha picchiato per primo tra Blocco Studentesco e i militanti di sinistra?

    2) Dietro la rissa, c’è un gigantesco complotto che coinvolge il ministero degli interni, la polizia, il governo e… Blocco Studentesco?

    Io dirò quello che penso del punto 1) (e ti avviso in anticipo che BS non ci fa una bella figura), ma adesso sto parlando SOLO del punto 2).

  11. No, Miguel, non ci sono due questioni distinte. Il caso è uno. Ci sono due _versioni_ distinte. E tu stai dicendo “guarda l’uccellino”.

    BS non ci fa una bella figura? Ma va? Solo perchè erano armati?

    Sai quel che si dice di certe persone, che se girano un angolo vedono la propria coda?

  12. Non ci sono due questioni distinte e non sono nemmeno cosi’ semplici. Circa il punto 2, per esempio, tra “nessun complotto” e “complottone con tutti dentro” c’e’ un numero elevatissimo di possibili casi intermedi. E additare il complottone per poi smontarlo (che ci vuole?) e’ facile, ma e’ una forma di riduzionismo a sua volta facilmente smontabile.

  13. Poniamo un altro caso.

    Un Rom viene arrestato con l’accusa di aver commesso un furto. E’ innocente o è colpevole?

    Qualcuno sostiene che quel Rom è stato pagato fior di soldi da un costruttore per fare dei furti nel quartiere, allo scopo di far andare via la gente, che il costruttore ci vuole fare un centro direzionale. E’ vero o è falso?

    Per me, sono due questioni totalmente diverse. E l’insussistenza della seconda ipotesi non ci dice nulla sulla prima.

    Il guaio è che i complottisti difficilmente parlano chiaro. Ammiccano, dicono che c’è “qualcosa di losco”, che ci sono “cose che non quadrano”, insinuano sospetti fumosi, senza precisare mai nulla. Insomma seminano zizzania, spargono fango che non si può smentire, perché non si saprebbe a cosa rispondere.

  14. Non ci capiamo. Si tratta di stabilire cosa ha importanza e cosa ne ha meno.

    Nel caso dei disordini di piazza Navona, l’ipotesi che BS abbia attaccato per primo – e ci sono diverse testimonianze che lo confermano – puo’ anche essere esaminata da sola, certo, tanto per fare un po’ di sociologia. A me personalmente non frega nulla. Non devo dimostrare che certa gente e’ violenta e manesca, si sa. A me interessa molto di piu’ sapere se e come ci siano stati accordi preventivi per “lasciarli fare”, perche’ questo si che sarebbe grave. E, nel contesto di questa seconda ipotesi, il fatto che BS abbia attaccato per primo e’ un elemento in piu’, e nient’altro.

    Che BS meni oppure o no per primo frega relativamente poco, il comportamento di certe frange e’ noto e non aggiunge nulla. Il punto e’ un altro. E tu, cercando di spostare l’attenzione su un solo elemento del mosaico, cercando di sminuzzare gli eventi fino ai minimi termini, in effetti stai dicendo “guarda l’uccellino”.
    Come se dimostrare che il famoso furgone bianco non fosse l’unico in piazza quel giorno potesse magicamente cancellare tutte le testimonianze di chi c’era, che disegnano un quadro preciso e che si va ulteriormente precisando giorno per giorno: BS si e’ intrufolato nel corteo degli studenti liceali, hanno cominciato a menarli (a menare dei ragazzini…) sotto gli occhi di molti adulti, tra cui diversi professori; solo in seguito sono arrivati gli studenti universitari a difenderli (cosa che avrebbero dovuto fare le forze dell’ordine, che invece sono state a guardare nonostante le richieste di intervento), e l’hanno fatto utilizzando quello che trovavano, perche’, a differenza di quelli di BS, non si erano portati da casa caschi e bastoni. E solo allora la polizia si e’ decisa ad intervenire.
    E questo non e’ affatto un “sospetto fumoso” o “qualcosa di losco”, e’ un’evidenza macroscopica. A questa evidenza macroscopica si aggiungono testimonianze come quelle di Curzio Maltese (non ce lo vedo, Maltese, ad inventarsi cose come quelle che ha scritto…), foto, filmati, tra cui anche quelli che ritraggono il famoso tizio che telefona. Presi singolarmente, ognuno di questi elementi potrebbe avere una spiegazione diversa. Ma da quando in qua il contesto non ha alcuna rilevanza?

  15. Sì, ecco, tiriamoci dentro anche i rom. Cos’è, i pedofili non vanno più di moda?

    Che poi, dove dovrebbe essere il complotto? Abbiamo un governo di destra, no? E se in una città con un sindaco di destra dei picchiatori fascisti aggrediscono ragazzi di sinistra (o presunti tali) nell’indifferenza delle forze dell’ordine, dove sarebbe il complotto? Non è questo, anche storicamente, il comportamento della destra? Non serve un complotto, come dire. E’ normale.

  16. Se ha davvero rubato è colpevole, come anche il suo mandante.

    Poniamo un ulteriore caso.
    Un gruppo di debosciati se ne va in giro con in mano trapani, piedi di porco e tutto l’armamentario del ladro provetto. Passano davanti a una pattuglia di polizia con la ferramenta in mano, ma i poliziotti non si avvicinano a chiedere che se ne fanno di tutta quella roba, perchè magari se decidono di perquisirli poi i loschi figuri se la prendono con i poliziotti prevenuti nei confronti degli sbandati. Questa prassi è adottata da tutte le pattuglie di polizia che si trovano davanti a situazioni del genere, per evitare che da una banale perquisizione nascano disordini in strada.
    Dopo tre quarti d’ora si sentono le urla di un gioielliere che sta lanciando sedie, tavolini contro gli stessi sbandati di prima, i quali si difendono con i piedi di porco. Il gioielliere ferisce gravemente uno di loro, e a sua volta viene massacrato di botte.
    Accorre la polizia e si unisce alla rissa, usando i manganelli per rimettere ordine.
    Una volta tornata la “calma” vengono portati in questura sia il gioielliere che i ladri.
    Sui giornali verrà poi pubblicata la notizia. I simpatizzanti dei gioiellieri diranno che gli sbandati sono un pericolo pubblico. I simpatizzanti degli sbandati invece sosterranno che i gioiellieri non reagiscono adeguatamente, ma in modo esagerato, ai tentativi di furto.
    In tutta questa confusione, a nessuno viene in mente che magari tutto questo casino è nato perchè a quella pattuglia di polizia stava sulle palle sia il gioielliere che quel gruppo di sbandati e che quindi abbia colto l’occasione per distruggere la reputazione sia dell’uno che degli altri agli occhi dell’opinione pubblica.

    Ora, trasliamo questa ipotesi ai fatti di Roma. E’ certa la presenza di un furgoncino con all’interno delle bandiere tricolori avvolte in un vero e proprio pennone, non una semplice asta con cui sventolarle. “Avvolte”? A guardare bene non sembra, in un filmato si vede un poliziotto che raccoglie una delle “bandiere” che, dopo gli scontri rimane ben avvolta attorno alla sua asta. Ora, se io ho intenzione di sventolarla, quella bandiera, la avvolgo sì intorno all’asta, ma non la tengo bloccata in modo che non si srotoli nemmeno dopo averla data sulla schiena di qualcuno e in seguito gettata per terra. La arrotolo ma la lascio libera in modo che poi possa svolgerla con facilità.
    Io, pubblico ufficiale, vedendo un furgoncino con delle cose sopra, nel bel mezzo di una manifestazione pubblica, non mi preoccupo di verificare cosa ci sia lì dentro? Per quanto se ne può sapere potrebbe anche trasportare armi. Se chi guida il furgoncino si rifiuta di farmi vedere cosa trasporta, scatta il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

    No, quelle non erano semplici bandiere, viste anche le dimensioni delle aste e suppongo anche il loro peso. A me sono sembrate piuttosto una sorta di “clave italiche” da utilizzare contro i “comunisti” qualora fosse stato necessario. Tant’è che appena i toni della discussione tra “sinistra” e blocco studentesco si sono alzati (per usare un eufemismo), i ragazzi di BS sono corsi al furgoncino, hanno indossato i caschi e hanno preso le “bandiere” brandendole contro il “nemico”.
    Al contrario di chi ha lanciato bottiglie, sedie e quanto c’era per strada, quelli di BS avevano un piano, anche se embrionale, che prevedesse l’azione violenta, altrimenti non sarebbero stati così rapidi nel brandire quei bastoni in modo così meccanico e apparentemente premeditato.
    E la polizia dov’era? Si limitava a tenersi a distanza fin dall’inizio della manifestazione per non rischiare di turbare gli animi, si è detto. Si è anche detto che questa è la prassi abituale. Mica vero, mia sorella ha partecipato a un corteo di diverse migliaia di persone in una città diversa da Roma: anche lì erano presenti gruppi di studenti di destra o estrema destra, o che comunque tentavano di far casino. Gli studenti di “sinistra” rispondevano alle provocazioni con cori e insulti, al massimo. Ma la cosa interessante è che ogni volta che si sono venute a creare queste situazioni le forze dell’ordine hanno reagito prontamente usando la loro autorità per calmare gli animi, ben prima che gli attriti fra i due gruppi sfociassero in risse.

    Ora, non è lecito pensare che in fin dei conti le direttive nazionali impartite alle forze dell’ordine fossero ben altre, cioè svolgere la loro funzione di tutori dell’ordine alle primissime avvisaglie di confusione per evitare di portare due gruppi “rivali” allo scontro fisico?

    Non è lecito pensare che alla manifestazione di Roma, la cui risonanza mediatica sarebbe stata ovviamente di portata nazionale, “qualcuno” abbia detto a chi era lì per vigilare sullo svolgimento pacifico della manifestazione, di lasciar maggiore libertà d’azione a più gruppi dai quali *chiunque” si aspetterebbe un comportamento da simil-guerriglia, una volta entrati in contatto tra loro?

    E che vantaggio può portare a chi impartisce ordini simili? Nessuno? O “qualcuno”, una volta accaduto il fattaccio, non potrebbe alzare la voce per dire qualcosa tipo “gli studenti sono tutti politicizzati e non cercano il dialogo, quella manifestazione era un pretesto per portare disordini in città e andare contro il governo che vuole il bene della scuola pubblica e di tutti gli italiani”?
    Non l’aveva già detto un personaggio ben noto a tutti gli italiani, che per il Governo una manovra del genere sarebbe stata molto vantaggiosa?

  17. E in effetti la versione del governo e’: “E’ colpa degli studenti di sinistra”. E il tentativo palese e’ quello di far passare tutta la protesta come violenta.
    Certo, come dicevo prima, analizzando ogni singolo elemento in modo avulso dal contesto, pure questa sparata del governo puo’ essere vista come il cogliere la palla al balzo rispetto a una situazione che si e’ verificata da se’. Se si e’ disposti a dimenticare tutto il resto, pero’.

  18. E se proprio vogliamo puntualizzare, lo stesso Miguel che bollava la protesta studentesca come un’inutile cazzata, adesso si mette a fare tutti questi distinguo.
    Tirano brutte arie. E per vedere in che direzione va il vento, niente di meglio che guardare una banderuola, no? E’ lì apposta…

  19. Sui punti trattati, rimando ai post che sto scrivendo, invece di fare inutili doppioni fuori contesto.

    Io non “bollo” le manifestazioni, non essendo un pontefice. Né dico che sono “cazzate”. Anzi, penso che creino una certa solidarietà tra le persone, che non guasta, anche se personalmente non mi piace trovarmi in un branco dove devi gridare cose un po’ infantili (ma questo è un mio problema di gusti, non una critica oggettiva).

    Dico la cosa ovvia: che sono inutili.

    Mi ripeto per la millesima volta, anche se difficilmente riuscirò a comunicare con un rancoroso come Danilo.

    In uno scontro per vincere, occorre far pagare un prezzo tale all’avversario, che l’avversario decide che gli conviene scendere a trattative. E’ quello che sta succedendo, ad esempio, oggi in Afghanistan. Dove dopo un tot di morti, un tot di miliardi buttati, gli americani stanno cercando di negoziare con i Taliban.

    Le manifestazioni e gli scioperi di un giorno solo si facciano pure; ma non costano assolutamente nulla al governo, che infatti non è sceso e non scenderà ad alcuna trattativa. Perché dovrebbe? Basta aspettare, che anche le manifestazioni finiranno – la famosa strategia della distensione.

    Già all’università, dove i docenti possono permettersi scioperi più duri, qualcosa pare che si riesca a trattare.

    Se tu, oltre a insultare, riesci a dimostrarmi in che modo uno sciopero o una manifestazione costano ai governanti (non sto parlando delle casse dello stato, di cui penso i governanti se ne freghino), sono prontissimo a ricredermi e anche a metterlo per iscritto, perché no?

    Cerco di non sostenere mai posizioni per puro puntiglio.

  20. Non entro nel merito della diatriba tra te e Danilo, ma mi preme sottolineare una cosa: e’ perlomeno curioso che tu dichiari gli eventuali “inutili doppioni fuori contesto”, visto che l’argomento e’ sempre quello. E non mi sembra molto furbo spezzettare la discussione tra due blog. D’altra parte, avendo cominciato a replicare qui, non vedo perche’ tu non possa continuare a farlo.

  21. Per Upuaut,

    Hai ragione, ma vedi, quando scrivo, faccio dei lunghissimi e contortissimi ragionamenti, con tanto di note a piè di pagina e tutto il resto, per chiarire esattamente quello che voglio dire.

    E non ce la faccio a farlo in due volte. Se vuoi, posso postare qui tra i commenti, dopo, ciò che scriverò che più o meno risponde alle obiezioni sollevate.

    Un ultimo punto: evidentemente Danilo non mi conosce – mica è una colpa – altrimenti avrebbe colto che il riferimento ai Rom ha il senso esattamente contrario: il Rom arrestato, in quanto tale, è immediatamente sospetto al di là della possibile colpa immediata. E quindi quando siamo alle prese con qualcuno malvisto dalla società, è molto facile inserirlo in complotti in cui non c’entra nulla.

  22. Chi dice, Miguel, che io non ti conosca? Rossobruno, giusto?
    Ma, a parte le cazzate, non ci credo, semplicemente non ci credo che tu non capisca che i politici sono eletti. Che vengono votati. E che una manifestazione contro di loro è pubblicità negativa.
    Semplicemente non ci credo che ai politici non importi il voto degli studenti maggiorenni, degli insegnanti, e delle loro famiglie. E che tu non lo capisca.
    Perciò, vedi, non ti sto insultando. Lo farei se ti pensassi abbastanza stupido da credere che un’opposizione di una larga fascia di elettori sia indifferente agli eventuali eletti.

    Diciamo che sto disperatamente cercando di non offenderti, ecco.

  23. Per Danilo,

    Mi sembrava dalla tua battuta sui Rom e i pedofili che non mi potevi conoscere, visto che tratto spesso la questione dei Rom e in un certo senso ci convivo.

    In ogni caso, i tuoi sentimenti nei miei confronti sono irrilevanti, l’importante è come ci comportiamo in casa di Upuaut mentre discutiamo.

    Questa volta, tu fai un ragionamento sensato e fai delle affermazioni falsificabili che, ripeto, sono cruciali: senza ipotesi, o solo con ammiccamenti, non c’è possibilità di dialogo.

    Tu associ le manifestazioni al voto.

    Intanto, ti chiedo, è l’unico argomento a sostegno dell’utilità delle manifestazioni ai fini di una possibile revoca della riforma della scuola? La mia è una domanda onesta.

    Potrei obiettarti (parzialmente) che le elezioni sono lontanissime, e i ricordi mediatici durano molto poco – presumo che siano stati fatti studi scientifici in merito, ma credo che durino appena qualche settimana.

    Comunque è possibile che in effetti esista un rapporto tra manifestazioni e voto: il primo a saperlo scientificamente, e non solo per intuizioni come noi, è il Premier Sondaggista, ovviamente.

    Il rapporto tra manifestazione e voto potrebbe prendere due forme:

    1) elettori berlusconiani potrebbero decidere di manifestare perché “questa legge non va”, e da lì maturare la decisione di non votare del tutto Berlusconi. E’ una possibilità che non escludo, in effetti.

    2) il pubblico medio potrebbe essere influenzato a non votare Berlusconi a causa delle manifestazioni. Questo potrebbe avvenire in due modi: per “contagio” o perché si constata che “qualcosa non va”.

    Il “contagio” tendo a escluderlo, anzi: i genitori non si divertono per gli scioperi nelle scuole, gli automobilisti si incazzano per i cortei, eccetera.

    Rimane la possibilità che notizie di proteste clamorose e magari anche violente disturbino il bel quadretto alla Emilio Fede di un’Italia felice attorno al suo Telecapo (Genova credo che sia stato uno sputtanamento enorme per il neopremier che voleva farsi vedere legittimato dai capi del G8 in una Genova tutta truccata a festa).

    Ma credo che questo dovrebbe portare Berlusconi a cercare di fare in modo che le manifestazioni non facciano mai notizia, appunto alla strategia della distensione.

    Come vedi, accolgo in parte il tuo argomento, ma per ora lo ritengo pochissimo influente. Disponibile, come sempre a cambiare opinione.

  24. Aggiungo che i ragionamenti che ho fatto sopra valgono solo per manifestazioni per la scuola.

    I tanti cortei che ho fatto io erano talmente caratterizzati politicamente che non c’erano certamente dubbiosi elettori berlusconiani; né credo che la sfilata di bandiere rosse e striscioni, vista per un attimo in televisione, avrebbe fatto perdere nemmeno un voto a Berlusconi.

    Prendo atto che questa mia esperienza forse influisce sulla mia visione delle manifestazioni per la scuola, che magari sono meno “politiche”.

  25. “Se vuoi, posso postare qui tra i commenti, dopo, ciò che scriverò che più o meno risponde alle obiezioni sollevate.”

    Ottimo. Purche’ risponda alle obiezioni sollevate. :P

    “Il “contagio” tendo a escluderlo, anzi: i genitori non si divertono per gli scioperi nelle scuole, gli automobilisti si incazzano per i cortei, eccetera.”

    Non ci farei tanto affidamento. Moltissimi italiani sono genitori e molti di loro sono preoccupati per gli esiti di questa riforma. Non c’e’ nemmeno bisogno di contagio: bene o male, per via diretta o meno, quasi tutti gli italiani sono toccati dalla riforma della scuola.

    Quanto al fatto che il Telecapo avrebbe potuto puntare a far si che la notizia non faccia notizia, e’ abbastanza utopico sperare che una simile mobilitazione – non solo quella singola manifestazione, ma tutto l’insieme di manifestazioni, occupazioni, iniziative varie – possa essere passata sotto silenzio. Se ne deve parlare per forza, e’ troppo grossa; non rimane che cercare di far si che se ne parli in un certo modo, ovvero mirare alla delegittimazione del movimento nel suo complesso, attraverso la sua assimilazione alle frange violente. E in quest’ottica ha perfettamente senso l’ipotesi di manipolare la piazza.

  26. @Miguel

    Poiche’ ieri hai accennato ai post che stavi scrivendo “sui punti trattati” e oggi ne e’ comparso uno, comincio a notare una cosa.

    Stai cadendo in una curiosa e macroscopica contraddizione, poiche’ da un lato dici (giustamente):
    “Nel suo narcisismo, il complottista alla Beppe Grillo non si immagina che possano esistere persone che fanno cose diverse da noi perché hanno obiettivi propri, interessi propri e un immaginario proprio.”
    ma poi cadi nello stesso errore, assimilando tutti coloro che negli eventi di piazza Navona hanno visto qualcosa di strano a “complottisti alla Beppe Grillo” (o all’ “Opinione Pubblica”), negando loro un’individualita’, un proprio sentire, la capacita’ di ragionare con la propria testa, e appiattendo tutte le critiche e i dubbi su un unico modello (quello del “Provocatore”) che prevede un unico tipo di “complottone” (“un gigantesco complotto che coinvolge il ministero degli interni, la polizia, il governo e… Blocco Studentesco”).
    L’operazione, d’altra parte, non e’ nemmeno molto dissimile dalla manovra mediatica del Governo, che cerca di ridurre tutta la protesta alle sue frange piu’ violente.

    Questa serie di post sembra essere partita da un assunto del genere e pare voler ribadire l’assunto ad ogni puntata. Eppure dovrebbe essere chiaro, dove sta l’errore…

  27. Come promesso, giro qui il post che ho appena messo in rete sul mio blog, in cui tocco diversi argomenti di cui si è discusso qui.

    In questa serie di articoli, ci poniamo domande generali sul complottismo, partendo da un micro-episodio, la rissa di Piazza Navona, affiancato a un macro-episodio, l’11 settembre.

    Molto sinteticamente, quello che ci interessa sapere, riguardo al micro-episodio, è se c’è stato un complotto.

    Cioè se Blocco Studentesco sia un gruppo di “una ventina di provocatori”, come sostiene Beppe Grillo, stipendiati come comparse dal Ministero degli Interni per far fallire una manifestazione studentesca con cui non c’entravano niente.

    Per rispondere, occorre costruire una teoria falsificabile dei fatti, cosa che i complottisti quasi sempre evitano di fare. Teoria non vuol dire una “verità” da difendere contro ogni evidenza, ma una spiegazione che dia un senso plausibile al massimo numero di fatti. E che si può modificare tranquillamente in corso d’opera.

    Una teoria su Piazza Navona si può costruire su due basi differenti: la prima, vedendo nei militanti del Blocco Studentesco persone che hanno agito per conto di altri, avendo come interesse quello di venire pagati.

    Oppure, invece, partendo dall’idea che quelli del Blocco Studentesco avessero cercato di fare il proprio interesse.

    Prendiamo come base questa seconda ipotesi.

    E partiamo da un fatto che le teorie complottistiche non prendono in considerazione, ma che mi sembra molto più importante di questioni tipo, “come mai Alberto Palladino ha la faccia serena mentre la polizia lo porta via?”

    Nel dicembre del 2007, secondo il Corriere della Sera, Blocco Studentesco prese 37.000 voti nelle elezioni della Consulta Provinciale romana degli Studenti, superando la lista di sinistra.

    “A Roma il Blocco ora ha rappresentanti di istituto al Visconti (storico liceo blasonato storicamente schierato a sinistra), al Vivona, al Farnesina (qui i rappresentanti sono due su quattro, ma la scuola è una roccaforte della destra), al Malpighi. La lista ha preso voti e seggi ai Parioli (quartiere bene della Capitale) al liceo Azzarita come in scuole periferiche quali il Nomentano e il Pacinotti. Per i ragazzi è “un trionfo. Anche ai Castelli romani abbiamo spopolato”.

    Possiamo immaginare che con la riforma Gelmini, chiunque sostenesse il governo sia dovuto andarsi a nascondere sotto le cattedre, in attesa di diventare grandi e prendersi un assessorato.

    Ma il Blocco Studentesco, che si è opposto alla riforma, no: intercettando probabilmente l’ampia popolazione studentesca di destra ma rivolgendola contro il governo, ha occupato subito i licei Orazio, Nomentano, Azzarita, Russell, Farnesina e Colombo.

    Né il Blocco Studentesco è rimasto solo. Persino a Roma, dove non ha mai avuto una presenza stabile, Forza Nuova riesce a occupare delle scuole, in collaborazione con gli studenti di sinistra, come racconta questo video di Repubblica.

    Il 28 ottobre, il giorno prima degli incidenti, Blocco Studentesco era sotto il Senato (sempre con il camion bianco), assieme agli studenti di sinistra, senza che vi fossero scontri:[1]

    “In merito riferisce Francesco Polacchi, portavoce del Blocco Studentesco, che ha partecipato all’incontro: “Abbiamo ribadito il nostro no a questa riforma e la volontà di non essere strumentalizzati. Ma abbiamo presentato anche delle proposte, come l’abbassamento dal 8 al 5 per mille da destinare alle scuole di indirizzo religioso, destinando il restante 3 per mille ad un fondo per l’infanzia capace di garantire il tempo pieno. Abbiamo chiesto che anche in futuro venga garantita la natura pubblica di scuole e università, e di creare un sistema misto tra privato e pubblico dove quest’ultimo mantenga il controllo. Sono solo alcune idee che abbiamo sottoposto ai senatori, dimostrando di essere capaci anche a proporre e non solo a criticare.”

    Durante queste manifestazioni, il Blocco Studentesco è riuscito a evitare manifestazioni tribali, come saluti romani, canzoni nostalgiche o altro. E mi sembra che non si vedano e non si sentano nemmeno nelle immagini degli scontri a Piazza Navona: all’altoparlante, mettono le canzoni di Rino Gaetano e gli studenti che li seguono battono le mani ritmicamente sopra le loro teste.

    Un autocontrollo notevole in quanto il Blocco Studentesco è un movimento deliberatamente e non solo istintivamente fascista (a differenza di Forza Nuova, ma sarebbe un lungo discorso).

    Perché è importante tutto questo? Perché non è facile da spiegare con la tesi complottista del piccolo gruppo di mercenari che compare un’unica volta, allo scopo esclusivo di fare una rissa per compiacere il governo.

    Blocco Studentesco era riuscito a smuovere un numero notevole di giovani, che li votavano, occupavano le scuole assieme a loro e scendevano in piazza con loro.

    E lo faceva, puntando sull’autocontrollo delle pulsioni tribali per permettere a studenti di destra e di sinistra di sfilare insieme, come si vede in questo video dell’Espresso.

    Secondo la teoria che presento, questo si spiega meglio se si pensa che il Blocco Studentesco non sia un gruppo di “sgherri”, “picchiatori” o “mercenari” per conto terzi, ma agisca per conto proprio.

    E che agisca – come è normale per un gruppo militante – per farsi bello, forte e mettersi in testa, non solo all’estrema destra, ma al movimento degli studenti romani. Uno scopo che non ha nulla a che vedere con gli interessi di Emilio Fede o di altri.

    Per quanto riguarda ciò che è successo a Piazza Navona, riprendo, con qualche modifica, quanto è già stato espresso qui in un commento su questo blog dalle Comunità Proletarie Resistenti:

    “Non si tratta di una “rissa tribale”, ma di un’azione militare/militante per punire chi dal mattino si è messo a picchiare i ragazzini ed i compagni per prendere la testa del corteo.”

    In altre parole, a un certo punto, vicino al Senato, il corteo di Blocco Studentesco proveniente da Piazzale Flaminio e con il furgone bianco ha cercato di entrare in Piazza Navona prima dei Cobas, per dimostrare di essere loro la vera guida del movimento.

    E’ probabile che abbiano cercato il sorpasso in maniera molto aggressiva, forse dopo una certa discussione – a sorpresa, proprio in un video del Blocco Studentesco, si vede lo stesso Piero Bernocchi, leader storico dei Cobas, che dialoga con i giovani del Blocco Studentesco (video disponibile fino a poco tempo fa su Youtube e sul sito del Blocco, poi rimosso non so perché). Dallo stesso video, si vede che il Blocco Studentesco ha un bel seguito di giovanissimi studenti; ma anche che i giovani dei Cobas che loro si trovano davanti sono quasi tutti adolescenti dall’aria assai mite.

    Il mitico Primo Sasso forse non sapremo mai chi l’ha lanciato; ma si ha ben chiara l’impressione che il Blocco Studentesco abbia lanciato il secondo e pure il terzo.

    Tirando fuori cinghie, menando pugni (ma, mi sembra, senza usare ancora le ormai famose bandiere-bastone) e travolgendo anche ragazzi che c’entravano poco o nulla, i militanti di Blocco Studentesco ce l’hanno fatta, pare: tutti i successi precedenti avevano generato in loro l’illusione di potersi permettere il colpaccio di porsi, primo gruppo di destra nella storia romana, alla testa del “movimento”.

    Blocco Studentesco ha poi improvvisato un comizio sul furgone, nella piazza, in una situazione di generale tranquillità.

    Ma nel frattempo si era sparsa la voce, magari esagerata ma vera nella sostanza, dell’aggressione fascista, e si è radunato un numeroso gruppo di giovani di sinistra che ha caricato i militanti del Blocco Studentesco.[2]

    I quali hanno improvvisamente scoperto che a destra, molti consensi non coincidono con molta militanza. Le centinaia, forse anche migliaia di studenti che li avevano seguiti sono scomparsi alla prima carica; e i militanti del Blocco Studentesco hanno dovuto tirare fuori i bastoni (non mi risultano altre armi) che mascheravano – per evidenti motivi legali – come aste di bandiere.[3]

    La presenza dei giornalisti ha fatto il resto. Con risultati presumo devastanti proprio per il Blocco Studentesco. Che nei media compare come un minuscolo gruppo di provocatori cerebrolesi al soldo di non si sa bene chi, e che alla fine le prendono pure. E senza più possibilità di portare i ragazzi che li seguivano in piazza. Mentre un gruppo abituato a fare campagne scuola per scuola, non ha nulla da guadagnare da un’improvvisa, ma effimera fama televisiva.

    E’chiaro che i media hanno subito speculato sul fatto, ma questo è un automatismo che non ha bisogno di alcun complotto.

    Non è facile dire se il governo ci abbia guadagnato, dalla caratterizzazione dei suoi critici come gente rissosa, o se ci abbia rimesso dall’inevitabile coinvolgimento in accuse di torbide trame e di inefficenza.

    In fondo, Berlusconi ha sempre voluto che l’Italia apparisse come il set del Mulino Bianco. Certamente, le organizzazioni di sinistra hanno guadagnato in un colpo solo il controllo delle piazze e l’espulsione delle destre “antagoniste” (ma non per questo sospetto un “complotto di sinistra”).[4]

    Comunque, anche se è possibile che il bilancio alla fine sia favorevole al governo – come sostiene ad esempio con argomenti non peregrini Upuaut – non credo che sia necessaria alcuna teoria del complotto. [5]

    E’ facile che questa teoria appaia come una sorta di giustificazione del Blocco Studentesco. In un certo senso è vero: quando le accuse sono surreali, richiamare alla realtà significa anche ridimensionare; ma è possibile criticare, e al limite anche combattere, solo ciò che è reale.

    E’ chiaro che la teoria che propongo funziona, se quelli del Blocco Studentesco sono esseri umani e non Provocatori. Cioè se sono persone con propri interessi.

    Immaginiamo un gruppo di persone che abbia idee discutibili (nel senso che se ne può discutere), che sgomiti per farsi strada con mezzi discutibili, che scenda a compromessi discutibili, ma proprio per questo non cerchi di suicidarsi politicamente. Solo a questo punto, dopo aver litigato con i complottisti dell’11 settembre, i seguaci di Beppe Grillo e i nemici del Blocco Studentesco, posso permettermi di litigare anche con il Blocco Studentesco.

    Chiaramente, se i militanti del Blocco Studentesco sono degli automi mercenari, la mia teoria non funziona. E’ una possibilità anche quella, ovviamente, ma andrebbe sostenuta con una teoria speculare a quella che ho presentato io.

    E a questo punto ci vuole una foto molto romana, che mostra uno spirito allegro e libero da complottismo e da vittimismo:

    Nota:

    [1] Questo indicherebbe che la convivenza fu possibile anche per quelli di sinistra, smentendo la tesi della “intolleranza antifascista” sostenuta dal Blocco Studentesco.

    [2] Difficile dire quanto fossero preparati. Da una parte, sembra dalle immagini che molti militanti di sinistra che parteciparono alla carica indossassero caschi, senza probabilmente essere arrivati in motorino; eppure furono costretti ad armarsi saccheggiando un bar della piazza. E’ un tipico enigma che probabilmente ha una spiegazione banale.

    [4] Le aste di bandiera erano arrotolate curiosamente alla maniera della bandiera ungherese. Credo che sia stata un’ingegnosa risposta alla domanda, come imitare la vecchia usanza dei servizi d’ordine della sinistra di marciare con bandiere rosse arrotolate e tenute orizzontalmente, senza far vedere delle semplici bandiere… verdi. Comunque sul sito del Blocco Studentesco, si vedono foto di cortei studenteschi in cui tengono bandiere italiane aperte.

    [5] Gli argomenti basati sul cui prodest? non sono sempre da respingere, ma richiedono un contesto sensato. Non tutti coloro che ereditano, hanno ucciso i propri genitori.

    Inoltre, il cui prodest? può variare nel tempo. I complottisti dell’11 settembre hanno un argomento forte, quando segnalano che l’11 settembre permise veramente ai neocon di scatenare la grande guerra imperiale. Ma si potrebbe anche dire – con qualche semplificazione – che l’11 settembre si trasformò a lungo termine in un disastro politico, economico e militare per gli Stati Uniti; anzi, a dare ragione a Limes, nella fine dell’impero americano. Però ciò non costituisce una prova decisiva che ad abbattere le Torri Gemelle sia stata… la Russia.

    [6] Prossimamente aggiungerò – spero – anche qualche chiarimento sulle manifestazioni in generale e sul comportamento della polizia, due temi di notevole interesse.

  28. Per Upuaut

    Potresti dirmi quali sono le teorie “complottiste” su Piazza Navona diverse da quella di Grillo?

    So che girano molte cose in rete, riesco a seguirne una minima parte (devo anche lavorare!), e quindi non escludo che ce ne siano di alternative alla sua.

    Però, mi interessa discutere di quella di Grillo sia per l’importanza del personaggio, sia perché è l’unica di cui io sia a conoscenza che cerca di formulare qualcosa di diverso da dubbi e ammiccamenti: insomma, mi sembra che lui azzardi una vera e propria teoria o quasi, di cui è possibile discutere.

    Io, come vedi, una mia teoria non complottista l’ho azzardata.

  29. Miguel, hai la barba?
    Può sembrare una domanda bislacca, ma per radersi bisogna guardarsi nello specchio, la mattina.
    Secondo me ce l’hai, la barba…

    Nel caso invece, improbabile (ed è un complimento) che tu ti rada, allora permettimi di vergognarmi io per te, visto che tu sembri privo dell’attrezzatura adeguata. Intervengo alla bisogna, come dire.

  30. “[4] Le aste di bandiera erano arrotolate curiosamente alla maniera della bandiera ungherese.”

    E probabilmente non erano neanche di frassino. Voglio dire, magari erano di nocciolo. Se davvero ci fosse stata intenzione di fare violenza, come si spiega che non abbiano usato aste di bagolaro, o di noce?
    No, no, la tesi del complotto non sta in piedi. E’ ovvio che un tavolino la vince, contro un’asta di nocciolo.

    Geeeesù!

  31. Per Danilo,

    Delle tue emozioni, ti assicuro, non me ne importa niente. Non voglio esserti né simpatico né antipatico.

    Se vuoi fare una critica ragionata a ciò che dico, sono pronto ad ascoltarti attentamente, come mi sembra aver fatto riguardo al tuo discorso – comunque interessante e dotato di una sua logica – sul rapporto tra manifestazioni ed elezioni.

    Che tu non hai minimamente commentato o discusso.

    Invece questi tuoi ultimi commenti, non vedo che utilità possano avere. Se ti risulta in modo documentato che quelle bandiere siano state usate per scopi offensivi – come sono state usate le cinture, e si vede bene nelle foto – correggo volentieri il testo.

    E adesso torno di là a litigare con quelli di Casa Pound che mi accusano di dire il falso quando dico che loro hanno attaccato per primi.

  32. “Potresti dirmi quali sono le teorie “complottiste” su Piazza Navona diverse da quella di Grillo?”

    Eh?! Stai scherzando, vero? No, perche’ se non stai scherzando c’e’ qualcosa che non va.

    Mi ripeto:
    Circa il punto 2, per esempio, tra “nessun complotto” e “complottone con tutti dentro” c’e’ un numero elevatissimo di possibili casi intermedi.

    Devo farti l’elenco di tutti i possibili casi intermedi? Mi sento leggermente, come dire, presa per i fondelli, ecco.

    Ribadisco quanto ho detto nel commento delle 14:54:25. E’ molto facile – e pure intellettualmente disonesto, aggiungo ora – assimilare tutta la critica ad una sola posizione per poi smontarla. E’ un’operazione di debunking tra le piu’ classiche, che comprende classicamente anche il trincerarsi dietro il “mostrami le altre opzioni” (che non ho voglia/tempo/etc). Beh, mi spiace, non ci sto. A questi giochetti non mi presto.

  33. Se ti risulta in modo documentato che quelle bandiere siano state usate per scopi offensivi – come sono state usate le cinture, e si vede bene nelle foto – correggo volentieri il testo.

    Questa dici che basta?

  34. Ci sono anche i video che lo stesso Miguel ha postato qui.

    Nel primo filmato, (dal minuto 6:20 a 6:30 circa) si sente chiaramente una ragazza, che verosimilmente appartiene a BS (dal momento che la visuale è quella del camioncino e la voce è vicina alla videocamera) dire “… non dopo che è pericoloso, chi se ne vuole andare adesso se ne va adesso…”. Sembra chiaro quindi che dalla parte di BS ci si aspetta qualcosa di abbastanza movimentato, di certo non discussioni pacifiche. Forse si tratta di una delle “grandi” che mette in guardia i più giovani (o magari chi non si sente di fare a botte) dall’imminente scontro fisico. Dopo qualche secondo scoppia il caos.

    Passiamo al secondo filmato.

    I primi 15-20 secondi mostrano l’animata discussione tra “capi” di BS e degli studenti di “sinistra”. Già adesso si possono osservare ragazzi con caschi i testa, passamontagna e occhiali da sole, qualcuno ha già in mano una, due “bandiere” (una delle quali è mantenuta da un capo di BS, quello con la camicia a righe, che discute con un capo della sinistra).
    Intorno ai 40 secondi inizia il lancio di oggetti e il fuggi-fuggi generale. Rimangono sul campo di battaglia diversi ragazzi della sinistra e quelli di BS, che hanno pressochè tutti il casco in testa e le “bandiere”, oltretutto sembrano schierati a difesa del furgone o di chi comunque sta dietro, quasi come se fossero in “formazione”.

    Piccola nota: posto che quelle fossero delle bandiere e non delle mazze, è possibile che l’asta fosse della stessa lunghezza della bandiera (come si vede chiaramente in alcune immagini)? Non sarebbe stato scomodo sventolarla o appenderla da qualche parte?

    Per spezzare una lancia in favore ai ragazzi di BS, si nota nel primo filmato che un gruppo dei ragazzi di “sinistra”, poco prima dello scontro, indossava dei caschi, anche se a onor del vero non sembra che avessero degli oggetti classificabili come strumenti di offesa (eccezion fatta per i tavolini – che sono stati trovati per strada- e oggetti come bottiglie che molto probabilmente si sono portati appresso perchè contenevano acqua o comunque bibite)

    Ricapitolando: ci sono due schieramenti contrapposti, sia dall’una che dall’altra parte c’era chi si aspettava uno scontro fisico (gente col casco ma non col motorino, e ragazzi che avvertivano altri ragazzi di allontanarsi al più presto per l’imminente pericolo).
    Uno dei due gruppi ha portato con sè degli oggetti che sembrano molto poco bandiere e abbastanza bastoni da difesa/attacco.
    Anche una persona poco esperta si aspetta che con queste premesse possa iniziare uno scontro violento. La strategia delle forze dell’ordine qual è? Non essere molto presenti per evitare che la presenza di persone in uniforme possa innervosire i due gruppi.
    Peccato però che la cosa non funzioni, perchè nel giro di due minuti i due gruppi se le sono date di santa ragione. Non sarebbe stato molto più logico intervenire in modo autoritario per separarli prima che accadesse il peggio?
    E visto che non si tratta di uno scontro tra due tifoserie di calcio, ma ci sono di mezzo argomenti politici, non è lecito chiedersi se qualcuno non abbia voluto approfittare della situazione, ben sapendo che sarebbe andata a finire in questo modo?

  35. “Per spezzare una lancia in favore ai ragazzi di BS, si nota nel primo filmato che un gruppo dei ragazzi di “sinistra”, poco prima dello scontro, indossava dei caschi, anche se a onor del vero non sembra che avessero degli oggetti classificabili come strumenti di offesa (eccezion fatta per i tavolini – che sono stati trovati per strada- e oggetti come bottiglie che molto probabilmente si sono portati appresso perchè contenevano acqua o comunque bibite)”

    Miguel ha pubblicato in una nota questo commento che mi pare spieghi bene la questione:
    “Rispetto alla nota [2], sulla preparazione dei militanti di sinistra partecipanti alla carica, credo che non fossero attrezzati per un attacco(infatti hanno dovuto arrangiarsi con sedie e tavolini sul posto), mentre ritengo che fossero preparati “difensivamente” per un’eventuale carica della polizia.In alcune manifestazioni a cui ho partecipato erano parecchi i “veterani” ed i “previdenti”, assolutamente pacifici, ma molto affezionati all’integrità della loro scatola cranica.”

    “Ricapitolando: ci sono due schieramenti contrapposti, sia dall’una che dall’altra parte c’era chi si aspettava uno scontro fisico”

    No, la metterei giu’ in un altro modo: da una parte ci si aspettava e ci si era preparati ed equipaggiati per uno scontro fisico, dall’altra si temevano le botte da parte della polizia. Le due cose sono ben diverse e non assimilabili.

  36. Si, possibile che i ragazzi di sinistra si aspettassero le manganellate della polizia, ma anche se fosse vero che si aspettassero di prenderle da quelli di BS o di darle (improvvisando con quello che trovi in strada?), l’atteggiamento resta comunque piuttosto difensivo.
    Gli studenti di BS erano a mio parere molto più sbilanciati sulla strategia offensiva, visto quello che si sono portati dietro: il fatto grave è quindi che le forze dell’ordine non abbiano fatto tutto ciò che era di loro competenza per evitare violenze.
    Dal punto di vista logico non mi pare una buona strategia quella di stare a guardare e intervenire solo dopo che si vedono volare tavolini e bastoni.

  37. Non solo stare a guardare, ma anche non rispondere alle richieste di intervento fatte da alcuni adulti che accompagnavano il corteo dei liceali.
    In ogni caso, la dinamica delle azioni di BS e’ per lo meno strana: prima una piccola “lezione” agli studenti liceali, data a suon di calci e cinghiate e senza tirar fuori i bastoni (piantiamola di chiamarli bandiere, eh?), in cui la polizia sta a guardare (perche’? menavano dei ragazzini!) , poi una parziale ritirata, poi, quando arrivano gli studenti universitari a difendere i liceali (perche’ in quei momenti deve essere corsa la voce che i fascisti stavano massacrando di botte dei ragazzini e la polizia non faceva nulla…), solo allora spuntano i caschi e i bastoni. E ancora la polizia lascia che gli studenti di sinistra si avvicinino, lascia che se le suonino per un po’ e solo allora arriva a dividerli. Perche’? Che senso ha?
    Nota bene: se il tutto fosse finito con le botte ai liceali, BS ci avrebbe fatto una figura di merda, ma il resto del movimento non ne avrebbe risentito. Invece e’ successo che le botte ai liceali hanno scatenato il panico perche’ la polizia non e’ intervenuta subito; e cosi’ sono arrivati i “grandi”, a difenderli. La polizia avrebbe potuto impedire il contatto tra i due gruppi ma non l’ha fatto. E il giorno dopo il governo ha potuto (provare a) dire che era tutta colpa degli studenti di sinistra.

    Io non mi sento nemmeno “complottista”, a vederci un disegno. E’ li’ in bell’evidenza, chiaro come il sole.

  38. Per Upuaut

    Le due foto con i bastoni non sono in discussione: sono dopo che è partita la carica da parte dei militanti di sinistra, quando quelli del BS erano sulla difensiva.

    Io mi riferivo al primo scontro in cui, secondo me, quelli del BS erano all’offensiva, vicino al Senato, quando è intervenuto Bernocchi. Sarebbe molto importante capire se avessero usato i bastoni anche allora.

    Miguel Martinez

  39. Cara Upuaut,

    tu scrivi:

    Circa il punto 2, per esempio, tra “nessun complotto” e “complottone con tutti dentro” c’e’ un numero elevatissimo di possibili casi intermedi.

    Devo farti l’elenco di tutti i possibili casi intermedi? Mi sento leggermente, come dire, presa per i fondelli, ecco.

    Onestamente non capisco. Nessuno ti sta prendendo per i fondelli.

    Io ho davanti:

    1) Una teoria di Beppe Grillo, che pretende di spiegare alcuni fatti

    2) Una mia contro-teoria, che a mio avviso spiega di più di quella di Beppe Grillo e contiene meno “epicicli”

    3) Tu che parli di “possibili casi intermedi”. Nessuno ti chiede di elencarli tutti, semplicemente di proporre una terza teoria, diversa da quella mia e di Grillo.

  40. Per Upuaut, dove scrivi Non solo stare a guardare…

    Qui abbozzi in effetti una teoria, e ti ringrazio.

    Manca però il punto fondamentale cui la mia tesi cerca di rispondere: come inserirlo nella strategia complessiva di BS in questi giorni, nei suoi interessi come gruppo, nelle occupazioni che conduce, nel tentativo di lanciare lo slogan, strumentale quanto si vuole di “né rossi né neri”, nel fatto che si era riusciti finora a evitare scontri, nel prezzo immenso che BS dovrà pagare per gli scontri di Piazza Navona (praticamente, il suo annientamento come attore sulla scena politica).

    Una teoria deve rispondere anche a queste domande, visto che BS è il protagonista della situazione.

  41. Per Feanor

    Per quanto riguarda le forme delle bandiere, credo che anche la tua domanda si spieghi bene con la mia ipotesi, espressa nella nota 4 sopra, che ha suscitato qualche nervosismo in Danilo.

  42. Nervosismo, Miguel? No di certo. Erano arrotolate all’ungherese, come no. Su manici di piccone.
    Oh, a proposito, hai notato che la parte populistica (che poi non è neanche tanto di destra) della destra al governo sta cercando aperture con l’opposizione (che non poi neanche tanto opposizione), in conseguenza delle manifestazioni?
    Sai, le okkupazioni, che non ledono il padrone delle ferriere?

    Tu vuoi tesi, ipotesi falsificabili, strategie dimostrabili. Io vedo fatti. Vedo fatti. Che anche tu vedi. Come ti dice Uppe, non è necessaria una tesi complottistica per giustificare ciò che è accaduto.
    Sei tu, semmai, che fai dietrologia. Sei tu che vuoi dimostrare questo e quello, teorie e controteorie, aggrappandoti ai particolari. E il rumore delle unghie sugli specchi è fastidiosissimo, credimi.
    Avrai i tuoi motivi per farlo. Regole di sopravvivenza, per citare Matheson.

    Ma rimane il fatto che dei picchiatori di destra, armati di bandiere avvolte all’ungherese, hanno prima picchiato “soft”, _solo_ con le cinghie, dei ragazzini, e hanno poi picchiato “hard”, con le bandiere ungheresi, gente armata di casco e tavolini.

    Questo è un _fatto_.

    Un altro fatto è che le forze dell’ordine sono intervenute in ritardo. Pur essendo presenti.

    Ora, serve una teorizzazione a tavolino di ciò che è successo? Non bastano i fatti?

    Voglio dire, al di là di tutte le tue dietrologie, è vero sì o no che ciò che è successo non sarebbe dovuto succedere, e che poteva essere impedito? Ed è vero sì o no che il portavoce del governo ha dato una versione dei fatti diversa dai fatti riportati dai testimoni?

    Se la risposta ad entrambe le domande è “sì”, me ne frega un cazzo di come il furgone possa essere entrato lì, o se il primo scontro fra adulti e ragazzini non ha coinvolto bandiere ungheresi.
    E’ un sintomo, ed è una vergogna.
    E siccome io non penso che tu sia stupido, non lo penso affatto, anche tu, e quel che scrivi, è una vergogna.

  43. Boh, non ti capisco, Miguel.
    A che ti serve approfondire le motivazioni di BS? Su questo la penso esattamente come Danilo: i fatti sono li’ in bella evidenza e fanno paura e anche un po’ schifo. E nessuna analisi delle motivazioni di questo o quello potra’ cambiare questo fatto elementare.

    Ma giusto per fare conversazione – e non per fornire una “terza teoria”, cosa che, mi ripeto, di fronte a queste evidenze e’ del tutto secondaria – posso provare a immaginare qualcosa: per esempio che quelli di BS cerchino visibilita’ e facciano rumore per assumere piu’ importanza di quella che in effetti hanno; che approfittino del clima politico a loro senza dubbio favorevole per “allargarsi”; che siano preda di una forma di bullismo tardo-adolescenziale mai elaborato, quello che porta a fare gli spacconi quando si sa che lo si puo’ fare e giusto solo perche’ lo si puo’ fare. Immagino anche che non siano molto furbi, per dirla tutta: l’ultima “impresa” del gruppetto – il patetico tentativo di assalto alla Rai – non saprei come classificarla se non come intimidazione di stampo fascista un po’ grezzotta e scenografica.
    E un gruppetto di teste calde non molto sveglie e’ facilmente manipolabile, come ci si puo’ ben immaginare. Senza grande dispiegamento di forze, senza “pagarli” (come hai insistito tu piu’ volte; ma l’ipotesi che siano stati pagati e’ scema, non c’e’ mica bisogno di pagarla, gente del genere), bastano uno o due elementi, magari dotati di un certo carisma, per pilotare le azioni in una certa direzione. E senza che i ragazzotti ne siano consapevoli, cosa che non e’ necessaria e anzi potrebbe costituire un ostacolo: con tutta probabilita’ sono davvero convinti di essere “duri e puri” e di ragionare con la propria testa.

  44. Il problema, cara Upuaut, è che il discorso scivola continuamente.

    Qui in rete – non dico da parte tua – si sta parlando del “teorema Cossiga”, degli “infiltrati”, di un ragazzo del BS che da “vero sbirro” lavora con la polizia, della polizia che per la prima volta fa passare un camion perché alle telecamere gli studenti appaiano come violenti, del Ministro degli Interni che si deve dimettere perché ha voluto lui gli scontri, eccetera. E’ questo che io contesto, esattamente come contesto le tesi complottistiche sull’11 settembre. E siccome sono ampiamente stufo di tesi complottistiche di ogni colore, ho voluto analizzare criticamente questa specifica tesi.

    Tu invece dici, sostanzialmente, che quelli del Blocco Studentesco sono maneschi.

    Questa è una teoria molto più sensata, molto più “economica” e infatti non ho mai detto che fossero pacifisti. Non è l’oggetto della mia contestazione.

    Né mi sorprende che si presentino in maniera assai aggressiva alla RAI: non sono interessati a risultare simpatici alle telecamere, ma alle masse non indifferenti di studenti che li seguono (poi è ovvio che la telefonata della “segreteria di Forza Nuova” è una bufala, perché mai FN dovrebbe appoggiare il BS?).

    Però a questo punto la rissa diventa irrilevante – un gruppo di ragazzi maneschi partecipa a una rissa in cui nessuno si fa seriamente male, non è esattamente una notizia.

    Però anche questa tesi andrebbe qualificata; perché comunque il BS è riuscito – ovviamente per farsi i propri interessi – a lavorare nelle scuole, a organizzare occupazioni e manifestazioni, stando molto attento (e proprio perché sono maneschi e identitari, ci vuole una grande attenzione) a evitare scontri, a evitare saluti romani e atteggiamenti provocatori, proprio perché altrimenti perderebbero una posizione mai prima raggiunta da un gruppo di estrema destra nella piazza romana.

    E allora anche la questione di come sia iniziata la rissa proprio a Piazza Navona – e non in tutte le altre occasioni precedenti – si presenta in maniera diversa.

    La mia tesi, che mi sembra di capire tu contesti, è che sia scoppiata, non “per fare a botte”, ma perché il BS voleva fare un sorpasso ai COBAS alla testa del corteo.

    Ci siamo?

  45. No, non ci siamo.

    Io non dico solo che quelli di BS sono maneschi; quella e’ la precondizione necessaria, assieme alla loro sostanziale stupidita’, perche’ possano venire manipolati.
    Non era chiaro? Ho scritto:
    “E un gruppetto di teste calde non molto sveglie e’ facilmente manipolabile, come ci si puo’ ben immaginare. Senza grande dispiegamento di forze, senza “pagarli” (come hai insistito tu piu’ volte; ma l’ipotesi che siano stati pagati e’ scema, non c’e’ mica bisogno di pagarla, gente del genere), bastano uno o due elementi, magari dotati di un certo carisma, per pilotare le azioni in una certa direzione. E senza che i ragazzotti ne siano consapevoli, cosa che non e’ necessaria e anzi potrebbe costituire un ostacolo: con tutta probabilita’ sono davvero convinti di essere “duri e puri” e di ragionare con la propria testa.”

    E no, non credo affatto che abbiano cominciato a picchiare i ragazzini dei licei solo perche’ volevano guadagnare la testa del corteo: nessuno glielo impediva, come hai scritto tu stesso i ragazzi attorno al furgone li lasciavano fare e anzi “gli studenti che li seguono battono le mani ritmicamente sopra le loro teste”. E li vorrei vedere, dei ragazzini liceali a cercare di impedire a simili ceffi di fare quel che vogliono. D’altra parte se, come dici, volevano superare i COBAS, avrebbero dovuto – secondo logica – scontrarsi con questi, mica menare i liceali.

    Quanto al fatto che tenessero a bada le loro “pulsioni tribali”, e’ una tua tesi, con la quale personalmente non concordo. Non si va a una manifestazione con l’intento di “tenere a bada le pulsioni tribali” e mantenere un basso profilo, indossando felpe su cui c’e’ scritto “Tremino infami, traditori e spie”, tanto per dirne una (ed e’ solo una).

    E poi, com’e’ sta storia? Parli di desiderio di mantenere un basso profilo, poi dici che “non ti sorprende affatto” il tentativo di assalto alla Rai?

    Non so se tu ti sia reso conto della contraddizione stridente. Prima dici:

    “Né mi sorprende che si presentino in maniera assai aggressiva alla RAI: non sono interessati a risultare simpatici alle telecamere, ma alle masse non indifferenti di studenti che li seguono

    E immediatamente dopo:

    “il BS è riuscito – ovviamente per farsi i propri interessi – a lavorare nelle scuole, a organizzare occupazioni e manifestazioni, stando molto attento (…) a evitare scontri, a evitare saluti romani e atteggiamenti provocatori, proprio perché altrimenti perderebbero una posizione mai prima raggiunta da un gruppo di estrema destra nella piazza romana.”

    Insomma: per conquistare una discreta posizione tra gli studenti devono mantenere un basso profilo; pero’ poi per risultare simpatici agli studenti fanno gli spacconi sotto la Rai. Eeeeeeeeh?!

    Miguel, mettiti almeno d’accordo con te stesso, ok? Non puoi giustificare due comportamenti opposti con la stessa motivazione… cioe’, puoi pure farlo, in fondo siamo in Italia, ma fa un po’ a pugni con la logica, diciamo.

  46. P.s.: ti ringrazio del link che hai messo nel tuo post n°7, ma perche’ abbia senso dovrebbe essere un link diretto a questo post, non alla home page. :)

  47. Per Upuaut,

    Evidentemente non riusciamo proprio a capirci.

    Anche perché probabilmente tu non hai avuto rapporto con il Blocco Studentesco, io sì.

    Per un motivo preciso: tempo fa scrissi un articolo ironico sul mio sito, a proposito di un comunicato di Casa Pound.

    In seguito, ho saputo per caso che alcuni giovani di Casa Pound stavano cercando il mio indirizzo di casa per bastonarmi, e avevano anche fatto delle scritte minatorie contro di me. In seguito, qualcuno di loro mi ha anche mandato una mail di minacce (quello che dico certamente non riguarda tutta l’area di Casa Pound, dove ci sono indubbiamente persone con idee che si possono discutere, ma civili sul piano umano).

    La cosa mi preoccupa relativamente, perché ci sono le telecamere vicino a casa mia, quindi se dovessero mettere in atto la loro minaccia – cosa che comunque non hanno fatto finora – credo che li prenderebbero. E comunque ho una conoscenza abbastanza immediata e istintiva della coatteria romana da sapere come cavarmela.

    Ora, per questo non nascondo che il fatto che quelli del Blocco Studentesco si trovino nei guai mi possa dare una certa soddisfazione sul piano personale.

    Ma questo mi autorizza ad attribuire loro la partecipazione al complotto demenziale delineato da Beppe Grillo?

    No. Perché Beppe Grillo non sarà manesco, ma se permetti è un po’ peggio.

    O comunque lo è secondo i miei criteri, perché dai cazzotti in qualche modo mi difendo, dai blog bugiardi no.

    Francamente no.

  48. “Evidentemente non riusciamo proprio a capirci.”

    Evidentemente no.

    “Anche perché probabilmente tu non hai avuto rapporto con il Blocco Studentesco, io sì.”

    Questa affermazione sembra una sorta di principio di autorita’ applicato a te stesso. Anziche’ replicare alle mie obiezioni – che mi sembrano ragionevoli e puntuali – ti rifugi nel “Io ne so qualcosa, tu no” (che poi, ne sai qualcosa perche’ sei stato minacciato? mi sembra un po’ pochino, francamente). Non e’ molto carino, e nemmeno molto efficace, dialetticamente parlando.

    “Ma questo mi autorizza ad attribuire loro la partecipazione al complotto demenziale delineato da Beppe Grillo?”

    Io non sono Beppe Grillo, Beppe Grillo non mi piace affatto e fino a quando non ho letto i tuoi post manco sapevo in che termini ne avesse parlato.

    E’ fin dall’inizio di questa diatriba che insisto nel dire che non ci sono solo due posizioni, nessun complotto o complotto “alla Grillo”, e che quindi non si possono ricondurre tutti i dubbi a cio’ che pensa Grillo. Tu insisti ancora con questo parallelo e cio’, se devo dirla tutta, mi offende. Non per il paragone con Grillo, chissenefrega, ma perche’ evidentemente in tutto questo tempo non mi hai ascoltato o non hai dato alcun peso a tutto cio’ che ho detto. E da te davvero non me lo sarei aspettato.

  49. Sul discorso del basso profilo… non intendo affatto un basso profilo verso i “nemici esterni” come la RAI (o come il sottoscritto). Mica hanno intenzione di passare per “buoni”.

    Intendo, evitare a tutti i costi di trovarsi a litigare con altri che partecipano al movimento degli studenti. Tutti gli studenti uniti, ovviamente dietro di loro, contro il mondo!

    Si vede che non sei mai vissuta a Roma, se no avresti capito subito ;-)

  50. Ti chiedo scusa, non volevo fare il saccente.

    Il fatto di essere stato minacciato mi dà comunque la possibilità di capire qualcosa del loro modo di ragionare. Ed è proprio quello che mi sembra che ti sfugga.

    Comunque, esagero a dire “minaccia”. C’è stata una sola minaccia diretta, quella per e-mail (tra l’altro, pure firmata!).

    Per il resto, si tratta solo di persone cui quelli di Casa Pound hanno detto che mi cercavano per bastonarmi: non minacce direttamente a me.

    Non ho detto che la tua posizione sia quella di Beppe Grillo. Dico che mi sono occupato di questa vicenda, in conflitto con Beppe Grillo; secondariamente sono nate anche alcune discussioni con te.

    E siccome Beppe Grillo è più influente di me o di te, il grosso del mio discorso riguarda lui.

  51. “Sul discorso del basso profilo… non intendo affatto un basso profilo verso i “nemici esterni” come la RAI (o come il sottoscritto). Mica hanno intenzione di passare per “buoni”.

    Intendo, evitare a tutti i costi di trovarsi a litigare con altri che partecipano al movimento degli studenti. Tutti gli studenti uniti, ovviamente dietro di loro, contro il mondo!”

    Ma infatti: nemmeno io parlavo di “nemici esterni”. Allora e’ vero che non mi leggi. Avevo messo persino i grassetti:

    Insomma: per conquistare una discreta posizione tra gli studenti devono mantenere un basso profilo; pero’ poi per risultare simpatici agli studenti fanno gli spacconi sotto la Rai.

    E’ proprio perche’ il referente sono sempre “gli studenti” che il tuo discorso non regge.

  52. “Non ho detto che la tua posizione sia quella di Beppe Grillo. Dico che mi sono occupato di questa vicenda, in conflitto con Beppe Grillo; secondariamente sono nate anche alcune discussioni con te.

    E siccome Beppe Grillo è più influente di me o di te, il grosso del mio discorso riguarda lui.”

    Certo, il tuo discorso, quello che hai messo giu’ nei tuoi post sull’argomento, riguarda lui.
    Ma se vieni qui a commentare quello che dico io, mi aspetto che tu lo faccia sulla base di quello che dico io, non di quello che dice Grillo.

  53. E’ che il discorso mi sembra così semplice:

    “Studenti, noi siamo i più combattivi tra tutti voi, contro il sistema, il governo, i media! Ancora di più di quelli di sinistra, che comunque non sono i nostri nemici adesso! Per questo rivendichiamo il primo posto! Spaccheremo il mondo tutti insieme! E sfasceremo pure la RAI se è il caso!”

    Far vedere che si attacca la RAI è buono in questa strategia; far vedere che si picchiano altri studenti, no.

  54. Comunque su un punto ti do senz’altro ragione.

    L’espressione “basso profilo” è semplicemente sbagliata.

    Direi, altissimo profilo, in primo piano, ma non “identitario-fascista” e soprattutto non “anti-sinistra”.

    Se è questo l’oggetto del contendere, ti do pienamente ragione.

  55. “Studenti, noi siamo i più combattivi tra tutti voi, contro il sistema, il governo, i media! Ancora di più di quelli di sinistra, che comunque non sono i nostri nemici adesso! Per questo rivendichiamo il primo posto! Spaccheremo il mondo tutti insieme! E sfasceremo pure la RAI se è il caso!”

    Far vedere che si attacca la RAI è buono in questa strategia; far vedere che si picchiano altri studenti, no.

    Miguel, ti stai dimenticando un piccolo dettaglio: BS ha tentato di attaccare la Rai a seguito del pestaggio agli studenti di sinistra; anzi, meglio, ha tentato di attaccare la Rai come conseguenza del fatto che c’e’ stato un pestaggio con gli studenti di sinistra.
    Far vedere che si attacca la Rai dopo aver pestato gli studenti di sinistra e’ buono nella strategia che prevede “quelli di sinistra non sono i nostri nemici”? Eeeeeeh?!

  56. Per Upuaut

    Cronologicamente, hai ragione. Per il resto non vedo cosa cambia: il “potere” ci ha attaccati (dandoci dei picchiatori di ragazzini, mica degli estremisti pericolosi che quello andava anche bene), noi rispondiamo.

    Mica hanno reagito picchiando qualcuno di sinistra. Non sono Forza Nuova!

  57. “Mica hanno reagito picchiando qualcuno di sinistra.”

    No, certo. Quelli di sinistra li avevano gia’ picchiati prima!
    E sicuramente gli studenti di sinistra avranno reagito al tentato attacco alla Rai dicendo: “E’ vero, non sono nostri nemici, tutti assieme a spaccare il mondo!”.

    Ma daaaaai, Miguel! XD

  58. Non saranno Forza Nuova, però giusto ieri ho sentito 3 minuti di radio bandiera nera (linkata sul loro sito) e si davano del “camerata” tra di loro mentre trasmettevano una versione ska-punk di “All’armi!”. Non so quanto possa essere indicativo a fini statistici, ma tant’è…

  59. Non mi è piaciuto l’arrangiamento (non sono amante del genere) sennò sarei rimasto ad ascoltare, poi magari riprovo…

  60. Ah, Miguel, un ultimo appunto, che pero’ e’ piu’ generale: tu concentri la tua attenzione su BS, io – e molti altri, mi par di capire – sul comportamento delle forze dell’ordine, che e’ il vero cardine di tutta la questione. Quelli di BS in fondo non hanno fatto altro che mettere in scena il proprio copione. E’ tutta la tempistica – e la dinamica – delle azioni (e soprattutto delle non-azioni) della polizia che pone i veri dubbi. Ed e’ da questo che l’attenzione NON va distolta.

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