Vayanse al carajo!

Dell’America Latina qui da noi si parla poco, nonostante quell’area del mondo sia fondamentale per gli equilibri globali e costituisca un grattacapo serio per Washington. Sui recenti attriti con la Bolivia di Morales (che deve fronteggiare un’opposizione interna finanziata e spalleggiata dagli USA, la quale, dopo che il recente referendum revocatorio ha dato un esito favorevolissimo al presidente, e’ passata direttamente a tecniche terroristiche) e con i paesi che l’appoggiano ha scritto un bell’articolo Gennaro Carotenuto.

Di mio aggiungo solo una curiosita’ pescata per caso dall’inesauribile Google News:

In realta’ il titolo di Repubblica recita: Tensione tra America e Venezuela – Chavez caccia l’ambasciatore Usa.

Difficile poter credere che si tratti di un errore automatico del sistema che pesca le notizie dalla rete…

Ne approfitto per segnalare un altro articolo di Gennaro su Latinoamerica che ha sempre a che fare con le tensioni tra America Latina e USA, su una questione apparentemente marginale (ma che marginale non e’ affatto per gli USA): Argentina e Brasile si sono accordati per smettere di usare il dollaro come moneta per i loro scambi bilaterali. Un brutto colpo per il predominio del dollaro sui mercati mondiali.

Aggiornamento, 14 settembre:

Gennaro ha pubblicato un nuovo articolo, questa volta sulla strage di Pando. Il paragone con Portella della Ginestra ci sta tutto. Uno stralcio:

Sembra di raccontare Portella della Ginestra. Paramilitari e sicari, un vero squadrone della morte, hanno aperto il fuoco con le loro armi automatiche su di una manifestazione pacifica di contadini disarmati. Oramai non sono più né otto né quindici, ma si parla di almeno trenta morti ammazzati. E il mandante è il prefetto, il governatore Leopoldo Fernández, sinistro e non pentito collaboratore di due dittatori, torturatore e violatore di diritti umani. Il massacro, pensato a sangue freddo è funzionale al disegno. Vuole provocare la reazione dello Stato e del popolo per far passare da vittime i carnefici, con la complicità dei media, e vuole instaurare il terrore nella regione. Potrebbe essere il punto di non ritorno.

Venitemi a prendere adesso, provoca il mandante della strage, sapendo che lo stato di diritto è un simulacro in un dipartimento dove, dopo la strage, la proclamazione dello stato d’assedio si è rivelata inapplicabile. Come a Portella della Ginestra, mafiosi, latifondisti e l’impero alle loro spalle stanno già costruendo l’impunità.

(…) Sono loro, l’opposizione, ad aver bisogno della violenza, ad aver bisogno di incendiare il paese in un mare d’odio. Sono loro ad avere la forza ma non la ragione.

4 thoughts on “Vayanse al carajo!”

  1. Questa e’ una cosa che Gennaro non manca di sottolineare, e hai fatto bene a farla notare. In effetti gli Usa per molti sono “l’America”, mentre il resto del continente sembra essere un’America figlia di un dio minore, per la quale occorre specificare, distinguere. In America Latina questa cosa da’ molto fastidio, tant’e’ che – se ben ricordo – chiamano “usani” o “usamericani” gli abitanti degli Stati Uniti.
    Mi viene in mente un altro articolo di Gennaro che cade a fagiolo, in quanto parla del “criptorazzismo” degli italiani. In America Latina lo chiamano “colonialismo mentale”, definizione ancora migliore.

  2. Ti ringrazio della stima dell’attenzione che mi dedichi e ti faccio notare una ulteriore piccola curiosità.

    Agoravox ha pubblicato il mio articolo che tu citi intitolato “l’America integrazionista si stringe intorno alla Bolivia…”

    Si vede che per loro il titolo era troppo lungo e lo hanno modificato in “gli USA si stringono intorno alla Bolivia”! :)
    saluti
    Gennaro

  3. LOL! :D
    Ora l’hanno cambiato, meno male perche’ “gli USA si stringono attorno alla Bolivia” suona ancora piu’ truce della “caccia all’ambasciatore”…
    Pero’ non capisco perche’ abbiano messo “America Latina” anziche’ “America integrazionista”, non e’ mica la stessa cosa. Mah.

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