Venditori di fumo

Aaaaah, eccone un’altra. Ormai non passa giorno che i nostri media non pestino qualche cacca e anche oggi non sono mancati all’appuntamento.

Su Google News trovo questa allarmante notizia: C’è anche il polonio nelle sigarette. Stavolta e’ il Corriere a riprenderla da fonti straniere e molti altri media gli si accodano, ripetendo all’incirca le stesse cose. La faccenda viene presentata come una novita’, qualcosa che le multinazionali del tabacco avrebbero nascosto per decenni fino ad oggi, ma qui casca il primo asino: non e’ cosi’, si sapeva gia’. Per esempio, lo diceva gia’ questo blog il 3 giugno dell’anno scorso.

Il secondo asino casca su una faccenda piu’ sostanziale: il Corriere – e cosi’ piu’ o meno nello stesso modo tutte le altre fonti che ho controllato – dice:

«Il polonio 210 è presente sia sulle foglie del tabacco che all’interno della sua struttura chimica. Gli scienziati alle dipendenze delle multinazionali hanno tentato inutilmente per anni di eliminarlo, ricorrendo anche alla modificazione genetica o studiando filtri per rimuovere il micidiale veleno»

E nient’altro. Messa in questo modo, pare che si tratti di una condizione naturale («e’ presente») e che la colpa sia del povero tabacco, che in qualche modo misterioso riesce ad assorbire la sostanza dal terreno e a trattenerla. Ma chi abbia letto anche solo qualcosina sul polonio (magari durante l’affare Litvinenko, che anche il Corriere cita) sa che in natura e’ un elemento molto raro e che una contaminazione naturale del tabacco e’ praticamente impossibile. E infatti non e’ cosi’.

Quello che tutti i media tacciono – e che e’ l’informazione piu’ importante – e’ che la contaminazione deriva dai fertilizzanti usati per coltivare il tabacco, come spiega molto bene questa pagina:

Il cancro ai polmoni negli uomini ha continuato a salire da una rarita’ nel 1930 (4/100.000 all’anno) al cancro killer numero 1 nel 1980 (72/100.000) nonostante una riduzione di quasi il 20 % dei fumatori. Ma durante lo stesso periodo, il livello di polonio-210 nel tabacco americano si era triplicato. Ciò coincise con l’aumento nell’uso di fertilizzanti al fosfato dai coltivatori di tabacco – il minerale di fosfato di calcio accumula lentamente uranio e libera il gas radon.
Mentre il radon decade, i suoi prodotti derivati elettricamente caricati si fissano alle particelle di polvere, che aderiscono ai peletti appiccicosi sul lato delle foglie di tabacco. Ciò lascia un deposito di polonio radioattivo e di piombo sulle foglie.

Se la contaminazione e’ di questo tipo, appare assurda l’affermazione che le multinazionali del tabacco avrebbero fatto tentato di fare ricorso all’ingegneria genetica per eliminarla (affermazione che invece tende a far pensare – di nuovo – che la presenza di polonio sia una caratteristica intrinseca, naturale, del tabacco). E siccome questa caratteristica dei fertilizzanti al fosfato e’ nota da tempo, le millantate ricerche sono solo fumo negli occhi: per eliminare la contaminazione da polonio sarebbe bastato eliminare quel tipo di fertilizzanti. E lo sapevano. Da decenni.

Diventa invece del tutto comprensibile l’affermazione con cui le multinazionali hanno cercato di difendersi, ovvero che molti alimenti presenterebbero tracce di polonio. Ovvio, se questi fertilizzanti vengono usati anche in altri tipi di coltivazioni

L’implicazione piu’ rilevante di tutto questo – che i nostri giornaletti si guardano bene dal trarre – e’ che il tabacco, di suo, farebbe molto meno male di quel che si e’ pensato fino ad oggi. E che buona parte delle morti [*] per cancro al polmone e patologie connesse [**] sono imputabili non al tabacco ma ai fertilizzanti, e quindi a chi sapeva e ha taciuto per ragioni di business.


[*] «Il chirurgo generale C. Everett Koop dichiaro’ che i composti radioattivi, piuttosto che il catrame, rappresentano almeno il 90% di tutti i cancri polmonari legati al fumo.»

[**] «Il polonio -210 in circolazione causa danni genetici e morte prematura da malattie rievocative dei primi pionieri radiologici: cancro alla vescica ed al fegato, ulcera allo stomaco, leucemia, cirrosi del fegato e malattie cardiovascolari.»

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21 thoughts on “Venditori di fumo”

  1. Splendido. E le due persone alle quali sono più legata continuano a fumare…

    ç__ç

  2. A questo punto diventa cruciale l’attendibilità del sito che afferma/ipotizza la correlazione tra insorgenza dei tumori ed aumento dell’uso di fertilizzanti al fosfato. Sito dove pare di capire che la maggior pericolosità dell’elemento per i fumatori sta nel fatto che viene volatilizzato dal calore, dico bene? Pericoloso anche per i fumatori passivi, dunque.

    Occorrerà senz’altro leggere l’articolo sull’American Journal of Public Health.

    Grazie mille per questo tuo approfondimento, preziosissimo; se ne riparla senz’altro. Besos.

  3. Sul fatto che siano i fertilizzanti a causare la contaminazione da polonio mi pare non ci siano molti dubbi. Un’altra fonte era citata nel blog che avevo linkato). Si tratta di Vincenzo Zaga’, pneumologo e vicepresidente della Società di Tabaccologia, e del prof. Gattavecchia dell’Unità di Scienze Chimiche, Radiochimiche e Metallurgiche dell’Università di Bologna. Per quel che posso capire, mi sembra confermino anche il meccanismo di assorbimento del polonio da parte dell’organismo.

  4. Non me ne intendo, ma leggendo anche altrove mi pare di aver capito che il polonio derivi direttamente dal decadimento dell’uranio:

    L’Uranio a vita lunga decadendo produce i cosiddetti “figli a vita lunga” (226 Ra, 210 Pb e 210 Po) che sono presenti nei fertilizzanti derivanti dalle rocce fosfatiche in questione (Shreve, 1967); la produzione di grandi quantità di fertilizzanti fosfatici, veniva e viene tuttora utilizzata nell’agricoltura per le piantagioni di tabacco. Di conseguenza, il Polonio 210 isotopo radionuclide (noto emettitore alfa) si è trovato oltre che nel suolo delle piantagioni anche nelle foglie di tabacco con una attività che aumentava con le ripetute applicazioni di fertilizzanti fosfatici al suolo (Singh and Nilekani, 1976, Marmorstein, 1986).

  5. Ah, equi, sempre al link di prima parla anche del fumo passivo:

    [il Polonio] è risultato essere presente per un totale di 75 mBq, così suddiviso: cenere 68,8 mBq (91,7%); fumo passivo (sidestream) 1,2 mBq (1,6%); fumo attivo (mainstream) 5 mBq (6,7%). Il Polonio 210 alla temperatura di combustione della sigaretta è presente sia nel fumo attivo e quindi nell’apparato broncopolmonare in ragione del 6,7 % sia nell’ambiente esterno interessato da concentrazioni di 91,7 % (cenere) e di 1,6% (fumo passivo) del Po 210 totale contenuto nelle sigarette.

  6. No Cri… :(( Non ho ricevuto nulla di tuo su splinder. Sob. Di altri amici sì, ma niente di scritto da te.
    Ci boicottano?

  7. C’è un certo dottor Tullio Simoncini che sostiene il cancro sia provocato da un fungo (la candida…) e si curi soprattutto col bicarbonato di sodio.
    Ho fumato molto in passato e fumicchio ancora adesso. Sarà per quello che mi piace questa teoria?

  8. Mah… su Simoncini avevo letto qualcosa in passato e non mi sembra molto credibile…
    Fumo anch’io, tra parentesi. Mi faccio le sigarette da sola e uso tabacchi non additivati, di cui pero’ non si sa nulla circa i metodi di coltivazione. Mi sa che l’unica e’ smettere, o trovare tabacco bio, che so che esiste ma non so dove andare a pescare.

  9. Quella “sirena” di madame Equipaje mi ha attirato… sono già in crisi con il futuribile picco della caffeina figuriamoci con il tabacco, tra un po’ mi metterò a fumar cicoria come mio nonno. Di tabacchi bio, che io sappia, ne esiste uno… ma sull’attendibilità della certificazione si potrebbe discutere ( e soprattutto sul marketing con i gaudenti Navajos)
    Grazie dell’approfonditissimo post!

  10. Sempre grazie alla prolifica ed operosa Equipaje (che nelle 27 ore lavorative trova anche modo di passarci documenti) pare che l’unica chance sia acquistare tabacco da paesi poveri dove difficilmente possono aver luogo concimazioni iperfosfatiche (Cuba?)…

  11. Su Cuba dovrei chiedere allo zio agronomo che ha lavorato a Cuba per anni, fino a ieri l’altro, quasi letteralmente. Quando lo becco…
    Emmo’ leggo che hai scritto di la’. :)

  12. Una rapida ricerca mi ha portato a questo http://www.tabacconatur.it ma bisognerebbe interpellarli direttamente per avere più info.
    Cancella pure il commento se lo consideri “pubblicità”.
    Uno zio agronomo a Cuba?! Ma sei un pozzo di sorprese! La riforma agraria Cubana dopo il crollo Urss è una di quelle cose che avrei sempre voluto seguire un po’ meglio!!
    (ognuno ha le sue passioni… mica posso guardare Lost che non c’ho la tv…) :)
    Saluti!

  13. Macche’ pubblicita’, invece e’ interessante, anche se…

    Il Filtro Triplo Speciale della sigaretta Natur diminuisce sostanzialmente gli effetti dannosi del fumo.
    Esso è costituito da:

    – granuli di carbone
    emoglobina animale
    – monoacetato di qualità superiore

    ..e anche se mi sembra che producano solo sigarette, non tabacco sciolto. Peccato, perche’ pare che il loro tabacco sia veramente bio.

    Lo zio agronomo purtroppo lo vedo di rado, un po’ perche’ passa mesi fuori – negli ultimi anni a Cuba, appunto, e ora hanno appena condotto a termine il progetto, che manco mi ricordo di che progetto si tratti – e un po’ perche’ abita in pianura e, quando c’e’, qui si fa vedere poco. Ma possibile che lo veda a breve, spero.

    Ah, nemmeno io ho la tv. :P

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