I nuovi barbari

Sempre a proposito di generazioni [*], c’e’ un post di Mitilene che offre qualche link molto interessante e che contribuisce a rendere le prospettive ancora piu’ cupe. Segnalo in particolare Scuolaviolenta, la cui lettura mi ha dato i brividi (che io, essendo completamente fuori dall’ambiente della scuola, certe cose le orecchiavo qua e la’, ma vedermele messe tutte belle in fila e poterne saggiare la consistenza e la diffusione e’ altra cosa…). Poi c’e’ questo articolo, che mi ha ricordato una riflessione fatta tempo fa sull’influenza nefasta di certa tv – reality e talk show in particolare:

La scuola viene presa per reality show dove l’importante non è maturare interiormente, ma giungere in finale e bruciare gli altri. Da anni seguo gli esami di Stato e sono testimone in prima persona della deriva. Venti anni fa, ovviamente, c’erano quelli che si presentavano in greco senza sapere che cosa mai avesse scritto Euripide: ma se ne vergognavano e i loro parenti ovviavano con querule raccomandazioni allegando malattie perniciose che avrebbero distolto i rampolli dallo studio. Poi le segnalazioni sono gradatamente scomparse cedendo alla tecnica della pressione psicologica («Non si arrischi a umiliare mia figlia… non posso ammettere che prenda un voto più basso della sua compagna di banco…») con eventuali esplosioni manesche come quelle frequenti in alcune scuole primarie dove docenti e presidi hanno paura (letteralmente) delle famiglie dei discenti.

Di chi la colpa? E’ sotto gli occhi di tutti: della Tv che ha amplificato scandali, intrallazzi, turpiloquio, volgarità, malafede di quelli che teoricamente sono il ceto dirigente. Il ring pomeridiano di spettatrici contumeliose e giovanotti scioperati ha diffuso la convinzione che tutto si può ottenere gridando il proprio livore ed eventualmente rifilando una pedata o un cazzotto all’avversario.


[*] Che poi sembra essere una delle mie manie: gia’ l’anno scorso qui sull’isola si era parlato delle “piccole pesti”, cui era seguita un’interessante discussione nei commenti; e alcune delle riflessioni emerse, sulle cause psicologiche e sociali di questa deriva, mi pare opportuno ricordarle, non perche’ mi sia venuta all’improvviso una botta di narcisismo, ma perche’ ho la fastidiosa impressione che anche questo, come molte altre cose, stia lentamente scivolando nel “normale”, che lo si noti sempre meno, in una sorta di rassegnazione apatica da stupor mediaticus.

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3 thoughts on “I nuovi barbari”

  1. Purtroppo, avendo conoscenze abbastanza dirette nel mondo della scuola, posso confermare: le tendenze alla competizione, al voto “non importa quale l’importante è che sia più alto del compagno”, all’apparire più bravi piuttosto che ad esserlo veramente, sono sempre più in auge. E, come dici anche tu, anche questo aspetto della realtà italiana ormai è etichettato come “normale”. Se il buongiorno si vede dal mattino, siamo destinati ad un triste e grigio tramonto…

  2. Se il buongiorno si vede dal mattino, siamo destinati ad un triste e grigio tramonto…

    Gia’. A me quello che sconcerta di piu’ e’ la velocita’ del cambiamento, che ho potuto osservare io stessa nell’arco della mia esperienza, e che anche persone piu’ giovani di me constatano. E, assieme alla velocita’ del cambiamento, l’ottundimento della memoria collettiva a riguardo. E’ un pessimo segno, davvero.

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