Il cittadino Kassim

Ci sono alcune storie che non andrebbero mai messe da parte, mai poste sotto silenzio, mai dimenticate. Una di queste e’ certamente la storia di Abou ElKassim Britel, di cui avevo gia’ brevemente parlato in passato e il cui banner campeggia qui a fianco. Dato che ci sono un paio di novita’, mi pare il momento buono per rinfrescarci la memoria.

Kassim, come si legge nel blog della moglie, e’ «un cittadino italiano che, dal marzo 2002, ha subito arresti illegali, detenzioni in segreto, extraordinary renditions, torture fisiche e psicologiche, interrogatori violenti, processo iniquo e viziato, carcere duro, anni di indagine conclusa con l’archiviazione, speranze, aspettative, delusioni. INNOCENTE ma sempre detenuto e lo resterà sino a settembre 2012 se… non otterrà la giustizia che gli spetta e che gli viene negata.»

Il 24 luglio 33 deputati del Pd hanno presentato un’interpellanza urgente – l’ennesima – ai ministri degli Esteri, della Giustizia e degli Interni, sul caso di Kassim. La risposta del governo e’ arrivata per bocca del sottosegretario all’Universita’ e alla Ricerca Giuseppe Pizza. Visto che non si capisce a che titolo un sottosegretario di un dicastero che non c’entra nulla col caso in questione risponda a nome del governo, l’impressione e’ quella di uno schiaffo in faccia, di un messaggio tra le righe: “Non ce ne frega un accidente di Kassim”. E in effetti il contenuto della risposta – generico, falsamente rassicurante, con la vaghezza di chi non ha alcuna intenzione di impegnarsi – non dice nulla, tenendo pero pero’ a precisare che Kassim «e’ ben assistito dalla nostra rappresentanza consolare» (cfr. servizi di radiopopolare dedicati alla questione).

Nell’interpellanza era anche contenuta la richiesta che il governo si muovesse per chiedere al re del Marocco la grazia per Kassim. Non so se cio’ sia stato fatto, ne dubito. In ogni caso il 30 luglio il re Mohammed VI ha concesso 1030 grazie, fra le quali non c’e’ Kassim. E cosi’ un’altra speranza va in fumo.

Io continuo a chiedermi perche’ ci si accanisca cosi’ tanto su di lui, perche’ un uomo innocente e palesemente capitato per sbaglio tra le maglie della “giustizia” (si fa per dire, visto quello che ha passato) debba continuare a subire tutto questo.

Mi chiedo anche dove sua moglie Khadija trovi la forza per andare avanti, perche’ di sicuro ce ne e’ voluta tanta, di forza, in questi anni, per sopportare questa situazione assurda. E di altra forza avra’ bisogno in futuro, e proprio per questo di Kassim dobbiamo continuare a ricordarci. Almeno finche’ non lo vedremo scendere da un aereo proveniente dal Marocco, finalmente libero.

4 thoughts on “Il cittadino Kassim”

  1. L’accanimento deriva dalla cattiva coscienza dello stato italiano, ci sono collaborazioni inconfessabili in questa vicenda, assolutamente certe, ma con le quali nessuno vuole aver a che fare.
    Certo se anzichè Abou Elkassim Britel avesse avuto un bel nome italico, e magari fosse stato ricco e famoso, conosciuto negli ‘ambienti che contano’ allora tanti ‘democratici’ si sarebbero stracciate le vesti, tanti esimi e ben pagati giornalisti (e non me ne vogliano quelli che hanno onestamente lavorato sul caso, ai quali siamo profondamente grati) ne avrebbero scritto anche solo per denunciare l’indecenza di intercettazioni e controlli durati anni e non ancora cessati…
    Kassim ha il torto di non essere in realtà il personaggio capace di suscitare l’allarme terrorismo che certa stampa si è ostinata ad appiccicargli …
    Kassim ha il torto di essere una persona assolutamente degna, equilibrata, uno che cerca di capire, uno che sa, nel senso che studia, uno che ha un progetto di vita, uno che non parla a vanvera, …
    Kassim ha una compagna scomoda, per di più musulmana, che rivendica giustizia e diritti, ieri, oggi e domani e che cerca di salvaguardare l’onore suo e del marito, …
    Hai detto bene, è stato uno schiaffo in faccia, oltre all’incompetenza (e c’era in aula anche un sottosegretario per gli interni) si sono dette un mucchio di falsità.
    Non è mia intenzione infierire sulle nostre autorità diplomatiche (che si limitano ad eseguire le direttive che ricevono) ma la realtà è ben diversa, ben più faticosa per lui e per me, ma noi non ci arrendiamo, sappiamo chi siamo e dove andiamo.
    Noi rivogliamo la nostra vita, quella che ci siamo scelti e manteniamo serenità di giudizio e speranza, ci sostengono le “parole chiare” di Allàh, gloria a Lui, : “In verità non farò andar perduto nulla di quello che fate, uomini o donne che siate” (Corano III:195), e tanta fede che questa dura prova non ha certo scalfito, anzi…
    grazie ancora khadija

  2. Benvenuta, Khadija.
    Che l’Italia su questo caso abbia una cattiva coscienza e’ indubbio, tutti i governi che si sono succeduti non hanno fatto passi concreti per risolvere la questione e l’attuale governo sembra non ne abbia alcuna voglia. Che in aula fosse presente un sottosegretario agli interni mi e’ nuova, e rende la cosa ancora piu’ grave. Come grave e’ la faccenda delle intercettazioni e dei controlli che continuano (cosa che non sapevo).
    Ho l’impressione che casi come quello di Kassim vengano usati da un lato per far credere che c’e’ sotto qualcosa (la gente tende a pensare che se non lo rilasciano “qualcosa deve avere fatto”), tanto per alimentare l’allarme terrorismo e tenere la popolazione sotto pressione; e dall’altro per disincentivare eventuali aspiranti estremisti “veri”. Una sorta di “colpirne uno per educarne cento”, e se poi quell’uno e’ innocente, non fa differenza, basta che il messaggio arrivi.
    Ma c’e’ anche un messaggio piu’ sottile: un certo genere di potere – e in questo caso non mi riferisco all’Italia – deve mantenere una facciata di democrazia, ma deve anche far capire in modo obliquo che puo’ fare quello che vuole, se vuole.
    Accanto a tutto questo, c’e’ il sostanziale disinteresse per il caso, disinteresse che non sarebbe tale se, come dici tu, Kassim avesse un nome italiano.
    Vicende come quella di Kassim mi fanno vergognare non solo di essere italiana, ma proprio di appartenere alla razza umana. Sembriamo senza speranza.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...