Pasquina

[N.d.U.: il commento musicale ideale a questo post e’ “La Domenica delle salme” di Fabrizio De Andre’. Ascoltate e guardate.]

Ci ho pensato un po’ su.

Dopo il No Cav Day sono stata a guardare quello che succedeva e quello che ho visto non mi e’ piaciuto affatto. Tutti addosso, tutti a dissociarsi, i politici – e c’era da aspettarselo -, i media di regime, ma anche e soprattutto tante persone comuni.

…mentre il cuore d’Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di vibrante protesta.

Solo che protestano per la cosa sbagliata.

Che aveva detto la Guzzanti? Che Ratzy quando muore finisce all’inferno, dove lo attendono due diavoloni “attivissimi”. Tutto sommato non e’ nemmeno un destino cosi’ terribile: Dante ne aveva augurate di ben peggiori, a certi papi. Ma anche senza scomodare la letteratura “alta”, quella che si studia a scuola…

«Qui fu sepolto un certo Paulo
fraudolente, vulpon, ladr’assassino,
di qua famoso in bocca di Pasquino,
di là dolent’in bocca del diaulo»

Il Paulo qui citato e’ un papa, ma le rime non sono di Dante e nemmeno della Guzzanti. Siamo nel 1549 e papa Paolo III e’ appena morto. L’anonimo rimatore, oltre ad esaltarne in morte le principali qualita’ che espresse in vita, lo manda al diavolo, ovvero dichiara la sua convinzione che sia finito non in Paradiso, come ci si aspetterebbe da un pontefice, ma all’inferno.

Quelle di Sabina sono Pasquinate nel senso piu’ classico: l’attacco ai potenti che viene dal basso e sfrutta l’arma dello sberleffo, della volgarita’ gridata. Non a caso ha cominciato il suo intervento con uno stornello, un’ “osteria”, in rima, come erano in rima le invettive appiccicate sulla statua di “Pasquino”.
Non e’ vero, come tentano di farci credere da un pezzo, che la satira non debba essere volgare, cattiva, iconoclasta, bestemmiatrice. Non e’ mai stato cosi’ e la storia delle Pasquinate e’ li’ a testimoniarcelo. Quello che invece e’ sempre stato cosi’ e’ la caparbia volonta’ degli sbeffeggiati di far tacere quelle voci. E quello che non riusci’ ai papi e ai loro volenterosi bracci secolari – cancellare i “pasquini”, mettere a tacere una volta per tutte l’animaccia popolare che non cessava di metterli alla berlina – sta invece riuscendo ai loro degnissimi successori: cacciati dalla tv (e se non sei in tv non esisti), accerchiati dai media di regime (e se la gente continua a sentirsi dire a reti unificate quanto sono stati volgari, finisce per crederci), i comici del palco del No Cav Day sono stati letteralmente sepolti da una valanga di critiche. Ed ora che i “pasquini” non li si puo’ piu’ condannare a morte – chissa’ quanto rimpiangono quei tempi, in Vaticano – ci pensa la giustizia secolare.

Ma questo sarebbe il meno: da secoli ci provano con le maniere forti, senza molto successo. Il problema e’ che stanno tentando in tutti i modi di farci dimenticare che potentissima arma sia la risata. Perche’ puoi fare tutti i piu’ bei discorsi di questo mondo, ma se sei ridicolo e questo viene messo in luce sei finito.
Come si fa a non ridere sguaiatamente di un settantenne coi capelli finti e il lifting, che pare un vecchio playboy in pensione, che sistema le sue amichette qua e la’, che inanella una gaffe dietro l’altra, macchietta di se stesso, e che pure vuole essere preso sul serio?
Come si fa a non sghignazzare grassamente di un papa che non ride mai, e quando ci prova vengon fuori ghigni diabolici, che parla come le Sturmtruppen e pare la controfigura di Palpatine?
Non si puo’, e soprattutto non si deve.

Percio’ mi accodo a Federico e Aramcheck – e, spero, molti altri – nell’esprimere tutta la mia solidarieta’ a Pasquina Guzzanti. Ne abbiamo piu’ che mai bisogno, di voci come la sua.

voi avevate voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo

voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo

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13 thoughts on “Pasquina”

  1. ‘In effetti l’unica cosa che posso rimproverare alla Guzzanti e’ di esserci cascata, in un certo senso’. Questa l’ho letta da aramcheck. Io penso, invece, che le cose dette stiano proprio bene tutte al loro posto. Devo insistere. Uhm, cancella purre la precedente: è uscita male.

  2. “Et ille quidem animam ebulliit, et ex eo desiit vivere videri. Expiravit autem dum comoedos audit, ut scias me non sine causa illo timere. Ultima vox eius haec inter homines audita est, cum maiorem sonitum emisisset illa parte qua facilius loquebatur: ‘Vae me, puto, concacavi me’. Quod an fecerit, nescio: omnia certe concacavit.”

    “Ed egli cacciò l’anima, e da quel momento cessò di parer vivo. Spirò mentre ascoltava dei commedianti; per cui capirai che io li evito non senza buon motivo. L’ultima sua voce ad essere udita fra i mortali, dopo aver lasciato andare un gran rumore da quella parte con cui parlava più facilmente, fu questa: ‘Oh me! Mi sono smerdato, mi sono.’ Che l’abbia fatto non so: certo ha smerdato ogni cosa (in vita).”

    (Seneca, “Apolokyntosis” – Divinizzazione di uno zuccone. http://it.wikipedia.org/wiki/Apokolokyntosis)

    Suvvia, la Guzzanti ha fatto e fa satira di altissimo livello, chissà che fra duemila anni non la si studi in letteratura :)

  3. @raffrag
    Si, e’ vero, e’ una questione di sostanza, non di forma. E naturalmente, non volendo discutere di quella sostanza scottante, si accaniscono sulla forma. Io continuo, magari ingenuamente, a credere che la merda vada chiamata merda. Se la si chiama in un altro modo, non puzza di meno.

    @feanor
    Eh, a proposito di merda… :D Questa non la conoscevo, ma l’esempio e’ assai calzante: si parla di un imperatore, Claudio, che Seneca fa finire all’inferno, guarda caso.
    Gli esempi di satira “cattiva” in letteratura si sprecano, e li fanno pure studiare a scuola, salvo poi rimuoverli quando si tratterebbe di ricordarsi che quella e’ satira, lo e’ sempre stata.

  4. Sempre per raffrag. Meglio chiarire cosa intendevo con quella frase da aramcheck: non volevo dire che la faccenda della Carfagna non sia uno scandalo in se’, che non sia giusto mettere alla berlina certe cose, etc. Intendevo dire che quello non e’ il problema piu’ grosso e nemmeno uno dei piu’ grossi con cui ha a che fare l’Italia: e’ uno specchietto per le allodole, confezionato a bella posta perche’ diventi uno scandalo e la gente ci si tuffi sopra.

  5. OK. Io avevo inteso che ci fosse una critica al linguaggio. Forse mi aveva portato fuori strada la risposta di aramcheck. Per me la forza delle cose sta nel dirle nude e crude, senza giri di parole e senza lavarsi i denti prima: pompino a pompino, diavolo frocione a diavolo frocione. Amen.

  6. Si, e’ vero, e’ una questione di sostanza, non di forma.

    Sono d’accordo e proprio per questo dubito della sostanza quando questa potrebbe non esserci (il pompino a Berlusconi). Sulla questione specifica semmai Sabina pecca di sostanza, cioe’ denuncia tra mille scandali uno che potrebbe non esserci mai stato: cosi’ si offre il fianco e quando ti chiedono le prove che gli dai? un giornale argentino che ha ripreso una voce da Repubblica?

    Per il resto ho applaudito l’intervento della Guzzanti a piene mani e come dici giustamente tu l’ebentuale pompino non e’ il problema piu’ grosso e le critiche alla Guzzanti distolgono da tutto il resto. Compreso lo scontro tra chi vede nel PD l’alternativa a Berlusconi e chi ci vede l’ala sinistra del cavaliere.

    Comunque bel post e, anche se le muovo questo appunto, io sto con Pasquina.

  7. Grazie dei complimenti :)

    Ti ho risposto di la’, riporto anche qua:

    Mah, per me si tratta piu’ di una questione tattica che altro.
    Riguardo al fatto che non ci siano prove del famoso pompino, e’ abbastanza irrilevante: la satira non si fa sulle prove, si fa anche sui si dice, se sono sufficientemente consistenti, o lampanti. E dai, basta guardare per capire che c’e’ qualcosa che non va: fino a due anni fa la signorina faceva televisione e poco altro, ora e’ ministro.Non mi si venga a dire che sta li’ per meriti politici ed esperienza istituzionale, per favore…
    Questa e’ ottima materia di satira, che ci siano le prove o no. E ci mancherebbe pure che chi fa satira debba aspettare di avere le prove, dai… :D
    Poi, certo, se la signorina le fa’ causa se la vedra’ in tribunale, ma lo sapeva fin da principio, che correva questo rischio, e anzi la ammiro perche’ ha accettato di correrlo.
    Detto questo, continuo pero’ a pensare che la ministra figa sia stata messa li’ a bella posta per creare il “caso” e distrarre da cose ben piu’ importanti. Ed e’ solo questo, dal mio punto di vista, l’errore tattico di Sabina. Solo questo, e nient’altro.

  8. Aggiungo qui una notizia che mi era proprio sfuggita e che ho letto ora da Mitilene, giusto a proposito della ministra in oggetto: il governo ha da poco azzerato il fondo che era stato creato per finanziare attivita’ di contrasto alla violenza sulle donne (una delle emergenze sociali di cui non si parla mai). I commenti della ministra in proposito sono da salva di schiaffi.

  9. Concordo in pieno, con solo una puntualizzazione. Ridere di berlusconi è facilissimo, il problema al contrario sta nel non prenderlo abbastanza sul serio.
    Quello è serissimo ed è serissima pure la nostra situazione!

  10. Oh, benvenuta. :)
    Si, certo, l’arma della satira non puo’ essere fine a se stessa, il ridere per ridere, altrimenti non serve a nulla.
    E si, siamo messi male, senza dubbio.

  11. Innanzi tutto ottimo post (concordo appieno) e grazie per il link.

    Io credo che la Guzzanti sapesse benissimo quali reazioni avrebbe provocato con quelle parole: da una parte si è attenuta alla sua deontologia professionale, dall’altra è sicuramente riuscita a smuovere qualche orecchio addormentato. E questo, visti i tempi, è già un buon risultato.

  12. Grazie anche a te. :)

    Si, penso anch’io che fosse cosciente di quello che stava facendo, non e’ certo un’ingenua. La sua la vedo come una scelta nei confronti di chi vorrebbe tarpare le ali alla satira e renderla inoffensiva. Se anche i comici cominciano ad adeguarsi – e quelli che vogliono continuare a lavorare in tv lo hanno gia’ fatto – e’ finita. Ha offerto un esempio di resistenza, rischiando in prima persona, viste le minacce di ritorsioni legali.

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