Rumenta

«Tutti in piazza contro le leggi-canaglia», recita lo slogan di lancio della manifestazione che si terra’ oggi a Roma, a partire dalle 18, a piazza Navona. Un bel posto in cui andare se state da quelle parti. Io ci andrei di sicuro. Visto che non posso, ne ascoltero’ la cronaca su radiopopolare.

Furio Colombo, Francesco Pardi e Paolo Flores D’Arcais sono i primi firmatari dell’appello promosso da Micromega. Tra le adesioni, quelle di Sabina Guzzanti, Andrea Camilleri, Moni Ovadia, Rita Borsellino, Marco Travaglio, Antonio Di Pietro, Oliviero Beha, Lidia Ravera, Dacia Maraini, Gianni Vattimo, Margherita Hack, Piergiorgio Odifreddi e tanti altri ancora. E anche Beppe Grillo.

Ecco, appunto, Beppe Grillo.

Sui media online si legge quasi soltanto della bufera che ha scatenato nella cosiddetta opposizione la presenza di Grillo e il fatto che il comico avrebbe dichiarato che tra i suoi bersagli ci sara’ anche Napolitano. Oddio, Napolitano! Tutti a dissociarsi, a “prendere le distanze”, e questo prima ancora di sentire cosa effettivamente avra’ da dire Grillo. In testa ai “dissociati preventivi” naturalmente il Pd, con Uolter che dice:

Un’opposizione che dice magnaccia, che solletica l’indignazione ma non fa politica, è un regalo a Berlusconi. Noi siamo diversi: e questa differenza si deve vedere

Non preoccuparti, Uolter, si vede benissimo.

Cosi’ come si vede benissimo la strategia adottata questa volta per depotenziare l’evento: spostare tutta l’attenzione dai contenuti della manifestazione («una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti», per le quali non sembra si siano indignati altrettanto) ad uno solo degli aderenti, quello che fa piu’ rumore, quello piu’ contestato e contestabile. Tutto il resto sparisce, cancellato da questa levata di scudi per il gravissimo e inaccettabile (ma non ancora avvenuto) attacco a Napolitano. Si, quel Napolitano li’. Che lo vedremo alla prova dei fatti – cioe’ quando dovra’ decidere se ratificare o no quelle leggi – se se lo sara’ meritato, quel “vaffa” che forse Grillo gli mandera’.

Intanto,

Dal Giappone, a margine del G8, Silvio Berlusconi dice che le manifestazioni non sono utili a formare l’immagine di un paese, che per essere migliorata ha bisogno di fatti concreti. “La priorità – dice il premier – è risolvere il problema della spazzatura che ha causato un danno d’immagine all’Italia”.

Capito? Tutti i nostri problemi sono costituiti dal danno d’immagine derivato dal problema della spazzatura.

Potrei anche essere d’accordo, Capo. Dipende dal genere di spazzatura di cui stiamo parlando.

3 thoughts on “Rumenta”

  1. Obbene, il walter è decisamente riuscito a trasformare una manifestazione contro leggi squallide nell’ennesima occasione di sminuzzare l’opposizione. Preoccupatissimo di garantire che razzinger andrà in paradiso e che non si dice “pompino”, ma che tevmini volgavi!, e chissenefotte dello sfascio della giustizia, dell’università, della scuola, della pubblica amministrazione intera.

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