Minareti e campanili

Vogliono sfrattare la moschea di Viale Jenner, a Milano.

De Corato dice che deve trasferirsi in una zona «non urbanizzata, non residenziale e non commerciale», come a dire, per chi conosca Milano e l’hinterland, da nessuna parte.
A chi protesta costro quella che non si potrebbe definire altrimenti se non persecuzione religiosa, La Russa risponde: «Nessun divieto di culto. Pretendiamo solo che i sermoni siano in italiano e di conoscerne il testo prima». “Solo”. Una censura preventiva su un sermone religioso, una cosa che mai e poi mai si sognerebbe non dico di pretendere ma nemmeno di chiedere umilmente a Ratzy, e lui dice “solo”.

Intanto, su un altro pianeta…

Niente più funerali di Stato, basta con i crocifissi negli atti pubblici. Zapatero dichiara guerra ai simboli del cattolicesimo e dà un’impronta sempre più laica al “nuovo corso socialista”.

Ai vescovi il Psoe lancia comunque un avvertimento molto chiaro: la Chiesa dev’essere cosciente, si legge in un documento, che “la Costituzione non le concede nessun privilegio”. Si fa poi notare che non deve esistere nessuna discriminazione nei rapporti con le altre religioni. (…) Tra le possibili conseguenze di questa nuova impostazione decisa dal partito, c’è anche la prevedibile abolizione dei cappellani militari attualmente in servizio in tutti i corpi delle forze armate.

Il Congresso ha anche affrontato altri temi eticamente sensibili, in primo luogo l’eutanasia e l’aborto per il quale si chiede una maggiore liberalizzazione che incorpori “le esperienze più innovatrici” in Europa in questo campo.

4 thoughts on “Minareti e campanili”

  1. Alcune precisazioni rispetto alla qutba (sermone del venerdì).

    Conoscerne il testo in anticipo è ovviamente un’idea tutta larussiana, e voglio proprio vedere come pensa di riuscirci.
    Chiedere che i sermoni siano tenuti nella lingua del paese “ospite” non è però una richiesta così astrusa -giusto per stare al primo governo Zapatero, ricordo che nel 2004 la Ministra spagnola de Asuntos religiosos Mercedes Rico chiese (non impose) la stessa cosa.

    Va anche precisato che nella stragrande maggioranza delle moschee italiane la qutba E’ GIA’ in italiano, da sempre, e senza bisogno di richieste del Ministero: questo perché l’immigrazione musulmana in Italia è talmente eterogenea che un sermone in arabo sarebbe capito da pochissimi.

    E infine: l’Istituto di viale Jenner è ancora oggi prevalentemente frequentato da egiziani, ma già una quindicina di anni fa la qutba veniva fatta con traduzione simultanea in italiano (con le cuffiette!) per i non arabofoni.

    Quanto alla nuova sede per l’Istituto, aspetto di vedere quali saranno le proposte di martedì.

    Besos *

  2. Grazie delle info. :)
    In effetti chiedere non e’ la stessa cosa che pretendere.
    Il fatto che il sermone sia gia’ tenuto in italiano in molte moschee mi rafforza l’impressione che il tutto sia “solo” una provocazione, una smargiassata, una di quelle imposizioni inutili che servono solo a umiliare, a stabilire i rapporti di forza, a far capire che “qui comandiamo noi”. Un olio di ricino simbolico, insomma.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...