Basta un poco di zucchero

Leggo da Puk e su Crisis qualche commento alla nuova uscita del governo, 2500 militari ad “affiancare” gli agenti di pubblica sicurezza nel pattugliamento delle citta’, soprattutto di sera e di notte. Affiancare un par di ciufoli: pattuglie di due-tre militari e un poliziotto (o carabiniere), che pare star li’ a far figura. E inoltre «Armati di fucile, in uniforme grigioverde con elmetti, giubbotto antiproiettile e automezzi militari».

E dove starebbe l’emergenza tale da giustificare una cosa del genere?
Dice Debora:

«Da cosa ci devono proteggere le Forze Armate? Dai rumeni che scippano? Dal tossico che sgraffigna il TomTom? Dai bulli adolescenti? Dai guidatori ubriachi? Perché l'”emergenza sicurezza” in Italia è questa, mica altro, a meno di voler andare a stanare i mafiosi – cosa che non mi pare in programma.»

Ci sono due cose che mi inquietano molto, in questa faccenda. La prima e’ che questi 2500 sembra verranno scelti tra i veterani delle “missioni di pace”, come dice entusiasta La Russa. Un commentatore su Crisis ipotizza che si tratti di un modo per accontentare i reduci, i quali, abituati ai guadagni piu’ alti, quando tornano si trovano a mal partito. Fosse anche questa la ragione (la piu’ innocua possibile tra quelle ipotizzabili), resta il fatto che queste persone sono le meno adatte per svolgere compiti simili. Puk mette tra parentesi una riflessione molto importante:

Sull’ uso dei militari per compiti di pubblica sicurezza mi viene in mente una frase di un ammiraglio in un telefilm di fantascienza, in cui puntualizzava come c’è un motivo per cui le forze di ordine pubblico e l’ esercito sono due corpi distinti: il primo, diceva, ha il compito di proteggere i cittadini, mentre il secondo è preparato per affrontare i nemici, e confondere le due cose rischia di abituare i soldati a vedere i cittadini come quel nemico che dovrebbero combattere

E questo vale in generale. Ma quei soldati in particolare, a causa delle esperienze vissute e del clima in cui hanno operato, sono in assoluto i piu’ predisposti a vedere in ogni civile un potenziale nemico.

Il secondo motivo di inquietudine discende direttamente da cio’ che per molti e’, all’opposto, una buona ragione per minimizzare la cosa, e cioe’ il numero abbastanza esiguo dei militari addetti a questo compito. Come sottolinea Debora, ci vuole solo una firma per aumentarne l’organico, una volta che si e’ iniziato. E, visto che «Le modalità di intervento saranno definite dal ministero degli Interni che coordinerà l’operazione in collaborazione con i prefetti», potranno essere spostati a piacimento, anche tutti in un posto solo, se occorresse. Qualcuno ha detto G8?

Ma non solo: ho il paranoico sospetto che distaccare un cosi’ piccolo contingente di militari ad operazioni di pubblica sicurezza sia il modo per abituare la gente a vedere militari armati nelle strade, pian piano, un po’ alla volta. Perche’, una volta fatto passare il principio, il piu’ e’ fatto. Poi, appunto, basta una firma.

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12 thoughts on “Basta un poco di zucchero”

  1. Azzardo che dell’Immagine dell’Italia all’estero ai nostri politici non importi quasi nulla: sanno benissimo di essere sputt… ehm, sanno benissimo di non essere ben visti e se ne fregano. Anche perche’, avendo il controllo che hanno sui media, agli italiani di questo fanno arrivare cio’ che vogliono.

  2. > Ma non solo: ho il paranoico sospetto che distaccare un cosi’ piccolo
    > contingente di militari ad operazioni di pubblica sicurezza sia il modo per
    > abituare la gente a vedere militari armati nelle strade, pian piano, un po’ alla
    > volta. Perche’, una volta fatto passare il principio, il piu’ e’ fatto. Poi,
    > appunto, basta una firma.

    Oggi la notizia dei soldati per le strade in Italia è stata linkata su Digg.
    Tra i commenti uno che sembra volerti rispondere, e che tradotto suona più o meno così:

    Qualcuno ha detto “legge marziale”? Questa è la strada lenta per il fascismo in tutto il mondo. Prima una fase di test, quindi un esempio per le altre nazioni

  3. Spero proprio che in questo caso l’Italia non si di esempio a nessuno.
    Non mi consola nemmeno sapere che l’idea non piace non solo ai sindacati di polizia, ma nemmeno all’esercito. Un generale di cui non ricordo il nome, intervistato a radiopopolare, si e’ espresso nettamente contro la cosa, dicendo che lui i militari a svolgere servizi in patria non ce li vede proprio, salvo casi eccezionali quali quello dei Vespri siciliani. Insomma, sembra che questa alzata d’ingegno piaccia solo al governo. Il che la rende ancora piu’ sospetta.

  4. ciao a tutti e in particolare a puk con cui condivido assolutamente la preoccupazione e la lettura della situazione…
    segnalo anche qui un libro che ho segnalato su Vogliaditerra: Camillo Arcuri “Colpo di stato” la cronaca di un giornalista che ha avuto modo di essere informato sul golpe borghese che si era preparato in italia nel 1970 e che per fortuna non è andato in porto (ma l’esercito era già pronto a prendere in mano nazione e situazione). molto istruttivo da leggere proprio in questo momento storico…
    ciao, barbara

  5. Le FFAA ci proteggeranno da chi non paga il biglietto sull’autobus a Milano.

    Io aria di golpe non la sento (che golpe dovrebbero fare? più al potere di così).
    Penso che questa destra stia mostrando i muscoli ai debolissimi utilizzando -e blandendo- i suoi facinorosi e le sue frange più estreme.

    Il che, come tu giustamente noti, è un giochetto pericoloso assai.

  6. Anch’io non penso a un golpe – nemmeno l’esercito e’ molto contento di questa cosa, o almeno parti dell’esercito… – ma non escludo possibili situazioni future in cui si prospettino moti di piazza, rivolte e cose cosi’. Cito di nuovo Debora: “oppure i militari nelle città sono un’assicurazione contro eventi di altro tipo: proteste per la benzina, per i rincari o, Dio ci scampi, per le banche”.

  7. Vista la scarsa efficacia di questa iniziativa per me qui i casi sono due:
    o si tratta di pura demagogia, cavalcare l’ onda della sicurezza finchè la gente ci crede ancora, o è, come dice Uppe, un metodo “dolce” e graduale per abituare i cittadini a vedere le divise agli angoli delle strade ed i militari (si, anche i vertici) a considerare normale l’ assegnare pattuglie a copertura del territorio, pronti ad utilizzare le loro prerogative contro cittadini italiani.

    Il secondo caso suggerirebbe che il governo sappia qualcosa che non ci vuole dire, ad esempio che ha in programma misure draconiane o semplicemente fortemente impopolari, o forse che il picco del petrolio è più vicino di quanto si pensi, ma per una volta mi concedo di essere ottimista e, data la statura dei personaggi coinvolti, punto sulla prima ipotesi.

    Ad ogni modo spero anch’io che l’ Italia non serva come esempio ad altre nazioni, ma si sa come funzionano le cose: se crei un precedente qualcuno prima o poi lo tirerà in ballo per giustificare qualcosa, nel bene o nel male.

    Per Barbara:
    Ricambio il saluto e vorrei essere a discuterne con te davanti ad un bel bicchiere di vino piacentino, invece di trovarmi a quattromila chilometri di distanza :)

    Il golpe Borghese secondo me potrebbe essere preso a modello per riassumere la storia italiana: ci si trovano intrighi e strane commistioni, verità inconfessabili ed insabbiamenti, motivazioni fumose ed alleanze improbabili, lo zampino degli americani, della mafia, della P2 e, naturalmente, il nome di Giulio Andreotti.
    Il fatto che poi il processo alle persone coinvolte sia finito a tarallucci e vino è la chiosa perfetta.

  8. Non mi sembra probabile che si tratti solo di una misura propagandistica per accontentare gli affamati di sicurezza (dopo averli indotti artificialmente ad avere fame). Io punterei su un mix di picco del petrolio – casini sempre maggiori – misure draconiane.
    Intanto ho sentito a radiopopolare che da 2500 siamo gia’ a 3000, con compiti allargati (ma dovrei approfondire).

  9. Un precedente pericolosissimo…. Molto preoccupante.
    Anche non credo si tratti di propaganda, ma di vero e proprio “ridisegno” dello Stato, del territorio, e di strategia di trasformazione della società.
    Sono pessimista?

  10. Se lo sei, sei in buona compagnia, pare che questa bella pensata abbia messo in sospetto un certo numero di persone (non abbastanza, lo so).
    D’altra parte il Capo nelle puntate precedenti ci ha abituato bene, mettendo in atto o provando a mettere in atto cose che andavano al di la’ delle peggiori fantasie pessimiste. Chi si sarebbe immaginato, prima del primo governo Berlusconi, che avrebbe avuto la faccia tosta di attuare le leggi ad personam? Eppure l’ha fatto e lo sta facendo di nuovo e, siccome ormai la gente si e’ abituata, non ci fa piu’ neppure molto caso. Anche a questo, anzi soprattutto a questo, ci hanno abituati: a non farci caso, a guardare altrove.

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