Le donne del Capo

L’altra volta a una ragazza che gli chiedeva che fare quando manca un lavoro stabile aveva suggerito di sposare il figlio di un milionario.

«Chissa’ se riesce a trovare un modo ancora peggiore per insultare le donne italiane…», mi ero chiesta. L’ha trovato, e ci ha messo anche poco.

Questa volta indica alle donne il modo di guadagnarsi il giusto spazio: essere belle gnocche e sedurre il capo. Il quale capo, poi, vi fara’ ministro. Ministro di cosa? Ma delle pari opportunita’ [*], ovviamente! Non e’ un genio, quest’uomo?


[*] Segnalo questo articolo di Repubblica che Paniscus ha appena recuperato, e che la dice lunga su come la neoministra affrontera’ la questione della famiglia.

Dice che i gay sono “costituzionalmente sterili”, difende “il fondamento della famiglia”, osserva che “per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare“.

Da notare, en passant, come da’ elegantemente della zoccola a Vladimir Luxuria. Che classe.

8 thoughts on “Le donne del Capo”

  1. ‘sera, Uppola.

    Ne parlavo questo pomeriggio in ufficio ed ancora ‘stasera guidando verso casa meditavo su quest’ennesimo ossimoro (Orwell forever) precisamente negli stessi termini che usi nel tuo post. La “pari opportunità” femminile oggidì è proprio questa cosa qui.

    All’offesa sullo specifico femminile si aggiunge anche una riflessione su come questa gente, evidentemente, deve disprezzare profondamente il concetto stesso di “pari opportunità” -occorre ricordare che la pari opp. non riguarda solo la dialettica uomini/donne ma anche svariate altre sfere. Per lui/loro è un Ministero proprio da nulla, buono al più come regalìa per la squinzia.

    Un abrazo,
    m.

  2. Si, e’ vero, e’ anche un deprezzamento della funzione stessa del ministero delle pari opportunita’. In effetti questa scelta rivela molto, ma non so in quanti se ne siano accorti, sembra che abbia fatto molto piu’ scalpore l’uscita sullo sposare il figlio di un milionario, benche’ questa sia di gran lunga peggio, sia per il messaggio in se’ che per le implicazioni di disprezzo per l’istituzione di cui parlavi.

    E hai pure ragione a dire che e’ orwelliana, aggiungo tag, grazie. :)

  3. comunque la cosa più triste delle dichiarazioni della cortigiana carfagna è che accetta de facto la fallocrazia maschilista del capo. che i gay siano dei diversi inferiori è una dichiarazione del potere maschilista vergognosa. che per famiglia si debba intendere l’invenzione della religione cattolica ( un sistema di controllo sociale e nulla più) equivale a un rifiuto della diversità e una proposta di odio sociale per i diversi.
    quando il maschilismo bruto e volgare è propugnato dalle donne invece che dagli uomini ( anzi da donne schiave consapevoli degli uomini) ciò equivale a una decadenza sociale quasi totale.
    ciao

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