Portatori di pace

Il 1° aprile usciva una notiziola di quelle che si dimenticano in fretta: l’ONU aveva appena prorogato l’embargo sulla vendita di armi alle milizie del Congo, perche’ l’attivita’ di queste milizie continuava a «minacciare la stabilita’ nella regione orientale del Paese».

Mai prendere sul serio qualcosa che arriva il 1° aprile, nemmeno se la fonte e’ cosi’ autorevole. In effetti, stavano scherzando.

E’ notizia di oggi (io l’ho sentita in prima battuta a Esteri, la rubrica quotidiana di radiopopolare) che l’ONU stessa, o meglio un numero imprecisato di “peacekeepers” indiani e pakistani delle forze ONU di stanza in Congo, ha rifornito di armi (e, sembra, pure di droga) due fazioni delle suddette milizie [*], in cambio di oro e avorio. E’ la BBC a rivelarlo, a seguito di un’inchiesta durata 18 mesi e condotta grazie a diverse testimonianze raccolte in loco, anche tra gli stessi miliziani. All’inizio di tutto c’e’ un’indagine interna dell’ONU del 2007, che pero’ finisce in un nulla di fatto. Fonti interne all’ONU sostengono che fu bloccata “per ragioni politiche” [**]. La BBC e’ molto piu’ esplicita dei media nostrani – che in genere accennano appena a questo particolare – e parla di cover up da parte dell’ONU:

«The UN has covered up claims that its troops in Democratic Republic of Congo gave arms to militias and smuggled gold and ivory, the BBC has learned.»

Ciliegina sulla torta, questo non e’ il primo scandalo che coinvolge le truppe ONU in Congo: nel 2006 l’allora segretario generale dell’ONU Kofi Annan affermo’ che le truppe del Marocco erano coinvolte in diffusi episodi di abusi sessuali.

Per chi puo’, l’inchiesta della BBC verra’ trasmessa questa sera su BBC One alle 20.30 (orario GB) all’interno del programma Panorama.


[*] Una delle due milizie, quella “rifornita” dai caschi blu indiani, e’ “responsabile del genocidio in Rwanda”, l’altra, la FNI, e’ stata descritta da Human Rights Watch come composta da “alcuni dei piu’ brutali individui che operano nel Congo dell’est”.

[**] Le “ragioni politiche” consistono nel fatto che il Pakistan e’ il maggior contribuente, in termini di numero di uomini, alle truppe ONU nel mondo, per cui l’ONU non puo’ permettersi di perderne l’appoggio.

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