Che bella cosa, la famiglia

Certe storie mi fanno ricredere sul fatto che la pena di morte non sia MAI auspicabile.

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“La paternità di Josef Fritzl è stata chiaramente provata per tutti e sei i figli”, ha annunciato oggi il colonnello di polizia, Franz Polzer. La prova del Dna ha confermato la terribile vicenda d’incesto e segregazione recentemente scoperta nella città austriaca di Amstetten. ll tribunale provinciale ha convalidato per due settimane il fermo dell’ingegnere 72enne, che per 24 anni ha tenuto prigioniera in cantina la figlia Elisabeth, rendendola madre di sette figli. Uno dei piccoli è morto poco dopo la nascita.

Il colonnello Polzer ha spiegato che vi sono prove evidenti che Fritzl avesse costretto la figlia, oggi 42enne, a scrivere false lettere in cui diceva di essere scappata di casa e chiedeva ai genitori di occuparsi dei suoi bambini. “L’uomo non aveva lasciato nulla d’intentato per ingannare tutti -ha detto- e ha preso ogni misura per nascondere l’orribile crimine commesso. Aveva anche organizzato tutto per fingere un eventuale ritorno a casa della figlia”

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E’ infatti emerso che il “mostro” ha ricevuto un sussidio mensile dello Stato per mantenere tre dei sei “figli”, affidatigli dopo che li aveva fatti passare per i nipoti abbandonati dalla figlia Elisabeth scappata di casa.

Per ottenere gli aiuti economici, lui che oltretutto era misteriosamente ricco (cinque case in Bassa Austria, un palazzo ad Amstetten e un camping con trattoria vicino Salisburgo), Fritzl aveva ricevuto per ben 21 volte la visita degli assistenti sociali. Senza che nessuno capisse cosa realmente si nascondeva in quella casa. E senza che nessuno andasse a indagare sul suo passato, tutt’altro che immacolato.

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4 thoughts on “Che bella cosa, la famiglia”

  1. naaa, troppo comoda la pena di morte… auspicabili semmai trent’anni in galera con un gorilla tipo quello di brassens- de andrè!

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