(dis)par condicio a radiopop

Ascolto radiopopolare da un pezzo, l’ho messa nei link, le ho dedicato un post («Spacciatori di buona informazione», guarda un po’), la cito spesso. Stavolta pero’ mi ha fatto incazzare.

Stanno dedicando da un pezzo dei microfoni aperti alle prossime elezioni, per risolvere dubbi, spiegare come si vota, etc. Encomiabile. Da quando e’ iniziato il periodo di “silenzio” pre-elettorale, sono particolarmente attenti ad evitare che gli ascoltatori facciano dichiarazioni di voto. Scelta prudente, radiopopolare ha troppi nemici e fa bene a tutelarsi, anche se, come e’ stato fatto notare, ci sono emittenti che se ne fregano e mandano in onda trasmissioni in cui chi telefona dichiara le proprie scelte di voto senza remore.

Pero’ stamattina e’ successa una cosa: un ascoltatore ha fatto una domanda, poi ha aggiunto qualcosa come “ma tanto io non voto”. Non ricordo se ha detto “mi astengo” o “annullo”. I conduttori sono saltati su a dire “no no, non va bene, non si fanno dichiarazioni di voto” e hanno interrotto bruscamente la telefonata. Il tizio ha richiamato poco dopo chiedendo dove stava la logica nel permettere che la gente dicesse “io voto” e nel non permettere invece che dichiarasse che non avrebbe votato. Gli hanno chiuso di nuovo il telefono in faccia, brontolando.

Ora, mi spiace per i conduttori – bravissimi e in gamba, peraltro – ma aveva ragione lui.

La legge sulla par condicio, se non sbaglio, ha come ratio principale quella di «garantire un’appropriata visibilità a tutti i principali partiti e/o movimenti politici». A parte l’opinabile – e paternalistica – scelta di evitare agli italiani di poter conoscere i sondaggi nei 15 giorni precedenti il voto, e’ abbastanza evidente che l’intenzione di fondo e’ quella di assicurare un’informazione per quanto possibile pluralistica, sottraendola alle manovre lobbystiche, all’uso privato di pubblici mezzi e allo strapotere dei media privati di proprieta’ di un candidato a caso. Tutto bello e buono, ok.

L’effetto paradossale della scelta iperprudente e tremebonda di radiopopolare di tacitare le dichiarazioni di non voto e’, al contrario, quello di dare spazio esclusivo – e proprio a ridosso della data elettorale – ad un unico “partito”, quello del voto, mentre il “partito del non voto” (le cui fila si ingrossano sempre piu’ e che quindi ha sempre piu’ peso all’interno della societa’) viene ridotto al silenzio, negato, fatto sparire. Permettendo agli ascoltatori di dire “io voto” e nel contempo impedendo che dichiarino il proprio non voto si favorisce in modo spudorato lo status quo, la partitocrazia as is, la “casta”, proprio quella che chi ha deciso di non votare (astenendosi o annullando o facendo registrare al seggio la propria volonta’ di non votare) vorrebbe veder sparire, o quantomeno cambiare radicalmente.

E questa sarebbe par condicio?

3 thoughts on “(dis)par condicio a radiopop”

  1. Non ho sentito questa trasmissione e non so dire (magari era uno dei telefonatori storici ed un po’ troppo assidui?). Ma in generale sì mi sembra che partiti e loro quadri mai come questa volta sono sul terrorizzato dal non voto-annullo-lascioinbianco, e persino dal “voto disperso” sui partitelli minuscoli (ho appena ricevuto una mail da un ex vicino di casa p.d.-ino che cerca di farmi sentire “insulsa” e in colpa. Sta’ fresco.)

  2. Non ho sentito questa trasmissione e non so dire (magari era uno dei telefonatori storici ed un po’ troppo assidui?). Ma in generale sì mi sembra che partiti e loro quadri mai come questa volta siano sul terrorizzato dal non voto-annullo-lascioinbianco, e persino dal “voto disperso” sui partitelli minuscoli (ho appena ricevuto una mail da un ex vicino di casa p.d.-ino che cerca di farmi sentire “insulsa” e in colpa. Sta’ fresco.)

  3. No, non mi sembrava fosse uno di quelli che telefonano spesso, ma soprattutto sono certa che e’ stato cassato solo quando ha detto che non avrebbe votato ed esplicitamente per questo (gliel’hanno detto), fino a quel momento lo avevano ascoltato tranquilli.

    Simpatico il tuo ex vicino… meno male che e’ ex. :D

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