Il Tibet non esiste

A me questa situazione riporta alla mente la terribile immagine del monaco in fiamme (non la linko, la conoscono tutti e preferisco non rivederla).

Spero di sbagliarmi, ma mi sembra che da quelle parti si cerchi attivamente il martirio, o qualcosa del genere. Che si stia cercando di forzare la mano alla Cina – e mica ci vuole molto, la tendenza all’eccesso nell’uso della forza non e’ certo una qualita’ che le manca – per mettere l’occidente, riottoso e disposto a chiudere entrambi gli occhi, di fronte a una situazione in cui tacere, non condannare, non prendere le distanze sarebbe percepito come criminale. Un autosacrificio collettivo, che da’ bene la misura di quanto la situazione dei tibetani sotto dominazione cinese debba essere dura.

E naturalmente ci sono di mezzo le Olimpiadi. Come sintetizza efficacemente Thupten Tenzin, presidente della comunita’ tibetana in Italia,

Le Olimpiadi rischiano di diventare un grande spot per il governo di Pechino. Lo sport dovrebbe simboleggiare pace, fratellanza, libertà. Che cosa c’entra la Cina con tutto questo? È una vergogna, per gli atleti, farsi premiare e ricevere le medaglie dai rappresentanti di questo governo brutale che nega i più elementari diritti umani.

Gia’, e’ una vergogna. E’ una vergogna – per noi – che i tibetani, per farsi ascoltare, per superare la barriera di connivenze, timori e interessi che rendono sordi, muti e ciechi i governi di quasi tutto il mondo, debbano ricorrere a questo.

Il problema è che ci sentiamo abbandonati dal mondo libero, che non sembra interessato a fare delle pressioni serie su Pechino perché allenti la morsa sul Tibet. La Cina usa ogni mezzo per ricattare, spaventare, blandire chi mostra solidarietà con noi.

Il mondo libero, nella fattispecie gli USA, di recente ha ulteriormente abbandonato il Tibet e i Tibetani al loro destino, quando ha deciso di togliere la Cina dalla “lista nera” dei paesi che violano i diritti umani. Una cosa che, se non fosse accaduta davvero, sembrerebbe incredibile. Paladini della liberta’, quando cio’ non intacca i loro interessi economici.

Per chi avesse qualche dubbio sul ruolo della Cina in Tibet e su quello che hanno combinato dall’inizio della dominazione, dovrebbe bastare il paragrafetto “Dominio cinese in Tibet” sul sito di Italiatibet.

Aggiornamento 15/03:

Da “qualche vittima” di ieri al centinaio di morti di cui parla oggi il governo tibetano in esilio. Il governo cinese promette “clemenza” a chi si consegnera’. Verrebbe da ridere, se non fosse tragico.

Aggiornamento 17/03:

Il governo cinese proteggerà in modo risoluto la sovranità nazionale e l’integrità territoriale”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Liu Jianchao, invitando gli altri paesi a proteggere il proprio personale diplomatico.

 I giornalisti stranieri non possono entrare in Tibet senza un permesso ufficiale mentre ai turisti è stato chiesto di lasciare la regione.

Secondo un corrispondente del quotidiano britannico “The Times”, polizia e teste di cuoio si preparerebbero a stringere la morsa. Gli agenti avrebbero costituito posti di blocco su tutte le strade principali e preso posizione sui tetti degli edifici più importanti.

Sembra solo a me, o stanno preparando un massacro?

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