Il prete genocida

Durante la caccia all’uomo del 1994, Padre Seromba aveva attirato all’interno della sua parrochia a Nyange, nella prefettura di Kibuye, almeno 1500 tutsi. Aveva assicurato a tutti che lì, al cospetto di Gesù e della Madonna, protettrice del Ruanda, sarebbero stati in salvo. Le bande armate hutu non avrebbero osato entrare nella cattedrale. Invece mentre i rifugiati pregavano, ha chiuso a chiave le porte della chiesa, e ha ordinato all’autista di un bulldozer di abbattere l’edificio mentre gli assassini sparavano e lanciavano granate dalle finestre. Fu un massacro soprattutto di donne, vecchi e bambini.

L’hanno condannato all’ergastolo. Direi che e’ proprio il minimo sindacale. Come ciliegina ci vorrebbero un paio di tutsi a condividere la cella con lui.

3 thoughts on “Il prete genocida”

  1. Pensavo fossi contraria a pena di morte e torture.
    Comunque il ruolo di un certo, distortissimo cattolicesimo nel genocidio rwandese è innegabile.
    Ho anche lavorato ad un racconto sull’argomento.

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