Guardie e ladri

matrioska.jpgE’ notizia di oggi che in Russia non verranno inviati osservatori internazionali alle prossime elezioni, come era gia’ avvenuto per le elezioni parlamentari di dicembre e per ragioni analoghe: la Russia voleva ammettere solo 70 osservatori, contro i 400 del 2003. Questa volta l’OSCE, che ha il compito di monitorare il corretto svolgimento delle elezioni europee, aveva accettato di inviare solo 70 osservatori, ma il conflitto e’ sorto attorno alla data e solo per cinque giorni di differenza. Alla fine, dunque, ha vinto Putin (l’elezione del cui pupillo sembra scontata, configurando quindi un semplice passaggio di poteri all’interno dello stesso clan), ma l’impressione e’ quella di un balletto preordinato di offerte, controfferte e rifiuti, che salvasse la faccia ad entrambi.

Parla di Russia («In generale, dopo il ’92, mi ero convinto che nessuno possa essere contemporaneamente russo, ricco e onesto»), ma anche di Italia e altro, Bernard Bertossa, ex procuratore di Ginevra, che per 12 anni ha combattuto la corruzione, concretizzando il “nuovo corso” svizzero in materia di riciclaggio di denaro sporco, conti anonimi etc. Si chiede: «Perché non dovremmo considerare anche la corruzione un delitto contro l’umanità?»
Chissa’ come mai in Italia si parla cosi’ poco di lui…

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