Muori e taci

[Servizio tratto dal gr di radiopopolare delle 19.30]

“Amareggiati e sconcertati”. I familiari e i colleghi dei sette operai morti nel rogo della Thyssen di Torino hanno vissuto come un affronto dei vertici dell’azienda il documento sequestrato ai manager italiani della Thyssen durante le indagini della Procura torinese.
Il documento sequestrato giovedi’ scorso nella sede ThyssenKrupp di Terni e’ scritto in tedesco, contiene un quadro della situazione ambientale torinese per giustificare alla casa madre tedesca le reazioni alle morti dei sette operai.
Nella nota si spiega che «in citta’ esiste una lunga tradizione sindacale di stampo comunista, per non parlare degli anni di piombo dove alcune delle pagine piu’ sanguinose del terrorismo brigatista sono state scritte proprio a Torino. Quanto agli operai sopravvissuti al rogo» – continua l’analisi riservata interna – «passano di televisione in televisione e vengono rappresentati come eroi, un fatto sgradevole che impedisce ogni possibile misura di censura o richiamo a questi testimoni, che sono a tutti gli effetti dipendenti della societa’, ma che sarebbe inopportuno colpire sul piano disciplinare, almeno in questo momento.»
(…)

“Senza vergogna” e’ decisamente riduttivo.

Aaaahhh, ma guarda un po’ (14/01):

Shinystat e’ una roba per lo piu’ inutile, ma a volte no: thyssen.jpg

Se poi ci si aggiunge anche la geolocalizzazione, allora possiamo affermare con un certo margine di sicurezza che da quelle parti cominciano a preoccuparsi:   thyssen2.jpg

7 thoughts on “Muori e taci”

  1. Io invece li capisco. Nella logica del profitto capitalistico fine a se stesso, la loro posizione è perfettamente coerente.
    Non sono l’aberrazione, ma la norma. E’ la normalità che – a me, a te, ad altra gente – appare aberrante.

  2. E insomma li colpiranno appena i riflettori si spengono, si sa come vanno ‘ste cose.
    Un lucido “hijos de puta” se puede decir en este blog?

  3. Certo che si puo’ dire. :D
    Si, l’intenzione sembrava proprio quella. Bisogna vedere se saranno in grado di metterla in atto, visto che e’ emersa. Ma non dubito che abbiano altri assi nella manica.

  4. Certo che la metteranno in atto. L’opinione pubblica ha la memoria corta, molto corta, soprattutto senza le schiere di giornalisti a rinfrescargliela su quello che deve ricordare. Anche senza bisogno di loto la storia finirà del dimenticatoio e gli operai in mezzo alla strada, se non peggio.

  5. E’ una prognosi infausta, ma temo che tu abbia ragione, soprattutto sul fatto che l’opinione pubblica ha la memoria cortissima. L’unico elemento di disturbo in questo quadro e’ la rete.

  6. La morte di un caro amico non si dimentica facilmente,anche perche quando ad uccidere non e’ una caduta ma altro! fa ancora + male.non so che dire SOLO CONDOGLIANZE ALLA FAMIGLIA, FEDERICO NON SARA? SOLO UN ALTRO NUMERO AGGIUNTO ALLA LISTA (spero proprio di no!) DA ALESSANDRO PORPORA

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