Benazir

buttho.jpegCe l’hanno fatta, alla fine. Mica potevano lasciarla arrivare alle elezioni dell’8 gennaio viva. Ci avevano gia’ provato senza successo, spazzando via piu’ di 130 persone, a Karachi, il 18 ottobre. Questa volta, assieme a lei, ne sono morte una trentina. La vita umana vale poco, da quelle parti.

Con estrema tempestivita’, e’ arrivata la rivendicazione: un portavoce di Al Qaeda ha telefonato all’AKI (Adnkronos International) e ha dichiarato che l’attentato e’ stato ordinato dal numero due di Al Qaeda, Al Zawahiri. Avrebbe anche detto: «Abbiamo eliminato il più importante asset nelle mani degli americani». Nel miglior stile orwelliano. A chi avesse qualche dubbio su chi sia il vero alleato di ferro degli USA in quella zona del globo di estrema importanza strategica, consiglio di rileggere le dichiarazioni sfuggite a Bush non molto tempo fa.

Aggiornamento 29/12:

Si delinea una traccia. Leggo uno splendido esempio di riscrittura orwelliana dei fatti, secondo la quale gli USA puntavano su una sua vittoria [della Bhutto] per sostituire lentamente lo scomodo Pervez Musharraf e anche che una vittoria dell´attuale presidente potrebbe compromettere Washington. Così gli Stati Uniti si dicono favorevoli ad accettare un breve rinvio delle elezioni. Ovvero: siccome Musharraf gli sta stretto, se lo terrebbero volentieri un altro po’. Lineare.
Insomma: l’assassinio di Benazir Bhutto ha tolto di mezzo il principale concorrente di Musharraf e, dato il prevedibilissimo caos scoppiato dopo l’attentato, ha creato le condizioni per poter procrastinare ulteriormente le elezioni e mantenere lo stato di emergenza.

Poi c’e’ la faccenda di Al Qaeda: dopo la tempestiva rivendicazione telefonica all’AKI, oggi arriva la secca smentita da parte del luogotenente di Al Qaeda in Pakistan.

Infine, lo strano dibattito sul modo in cui Benazir sarebbe stata uccisa: il governo nega che sia stata colpita da un’arma da fuoco, mentre molti testimoni (tra cui la sua portavoce, che ne ha lavato il corpo prima della sepoltura) dicono il contrario. Curioso. Mi ricorda Dallas. Che ci fosse qualche altro attentatore, oltre al kamikaze?

Aggiornamento 10 febbraio 2008:

Scopro solo ora, grazie a Pape, che c’e’ un’inquietante (e credibile) ipotesi sull’assassinio della Bhutto; ipotesi in cui, guarda caso, ci sono di mezzo gli USA e la CIA, nonche’ un’imprudente intervista ad Al Jazeera in cui Benazir afferma tranquillamente che Bin Laden e’ stato ucciso. La BBC della stessa intervista censuro’ la parte che riguardava Bin Laden.

6 thoughts on “Benazir”

  1. Certamente dietro questo terribile attentato puo’ esserci al Qaeda e i fondamentalisti ma attenzione a non trarre delle conclusioni troppo presto.
    Adn Kronos non solo non e’ la piu’ grande agenzia di notizie ma generalmente non e’ nemmeno la piu’ informata.

  2. Se dietro ci fosse davvero Al Qaeda, il che e’ possibile, si confermerebbe per l’ennesima volta che Al Qaeda, chissa’ perche’, finisce sempre per fare grossi favori agli USA e ai suoi alleati.

  3. Gli americani hanno cercato comunque di far credere che Benazir fosse la loro “pedina” in Pakistan, ma sospetto che si trattasse di una modo per far pressione su Musharraf e renderlo più collaborativo. Chiunque l’abbia uccisa ha fatto un favore a lui, ma NON necessariamente agli USA. Va sottolienato comunque che quando era al potere Benazir, così come il suo successore Nawaz Sharif, sostennero vigorosamente i talebani e portarono avanti un programma nucleare.

    Non mi sbilancio per ora a dire altro.

  4. Io invece sospetto che si trattasse di strategia della seppia, come anche le rimostranze dopo il colpo di stato. Musharraf se lo tengono stretto e la sparizione della Bhutto in vista delle elezioni fa molto comodo anche agli USA, altroche’.

  5. Che al Qa’ida sia infiltrata, e a sua volta infiltri, dai servizi segreti pakistani (e molto probabilmente anche sauditi) è risaputo, e mi sembra anche del tutto normale. Non che mi stupirei se si scoprisse che i servizi europei e la CIA infiltrassero anch’essi al-Qa’ida, del resto.

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