Buon Natale 2

Poiche’ si e’ toccato l’argomento nei commenti al post introduttivo, parto dall’esistenza storica di Gesu’, anche se, a fronte della vastita’ e complessita’ della costruzione mitica che gli e’ stata cucita addosso, la questione della sua realta’ storica assume, almeno ai miei occhi, un significato decisamente secondario. Al limite, proprio l’assenza di fonti certe sulla persona Gesu’ permise di farne quel che ne fu fatto, ovvero favori’ la sua mitizzazione e l’attribuzione a lui di brandelli di storie preesistenti, profezie bibliche, rituali misterici e via dicendo. Forse questo non sarebbe stato possibile – o almeno non nella stessa misura – se ci fossero stati documenti certi sulla sua vita.

Vangeli a parte (che non si possono certo considerare testimonianze storiche, non piu’ di un qualsiasi romanzo o racconto mitologico), ci sono quattro fonti classicamente citate come prove del fatto che Gesu’ cammino ‘ davvero su questa terra, nessuna contemporanea. Per dirla con Deschner:

Tutto il primo secolo non cristiano – che pure fu il secolo di Gesu’ vivo – ha ignorato Gesu’ completamente. Nessuno storico ne fa menzione, ne’ in Grecia ne’ a Roma ne’ in Palestina. Svetonio, che scrive nella prima meta’ del II secolo, non conosce Gesu’ piu’ di quanto lo conoscano il suo amico Plinio il Giovane [che in una lettera a Traiano parla genericamente dei cristiani e della loro credenza nel Cristo; e tuttavia questa citazione venne assunta a lungo come “prova”, una delle quattro citate prima], o – fatto ancora piu’ singolare – lo storico giudaico Giusto di Tiberiade, contemporaneo e conterraneo di Gesu’, per giunta residente a Tiberiade (non lontano da Cafarnao), dove Gesu’ compariva sovente. Eppure, nella sua grande Storia dei re giudaici, che va da Mose’ fino ad Erode Agrippa II (cioe’ fino all’epoca in cui si formo’ il vangelo di Giovanni), non compare traccia di Gesu’.
Di lui non sa nemmeno nulla un altro storico, l’erudito Filone di Alessandria, che sopravvisse a Gesu’ di due decenni. E questo risulta, nonostante che Filone sia un eccellente conoscitore dell’ebraismo, delle sue sacre scritture e delle sue sette (…).

E qua sta un’altra delle quattro fonti citate:

Il silenzio, specialmente quello degli storici giudaici, era insopportabile per i cristiani. Uno di loro – durante il terzo secolo – inseri’ furtivamente nelle Antichita’ giudaiche di Giuseppe Flavio, pubblicate nel 93, un breve passo che fa menzione di Gesu’. (…)
In realta’, nessuno dei primi Padri della Chiesa fa riferimento alla presunta citazione di Giuseppe Flavio (…). Non vi accenna Giustino intorno al 150, ne’ Tertulliano verso il 200, ne’ Cipriano nel 250 (…).

Inoltre, prendendo a prestito da Piergiorgio Odifreddi (Perche’ non possiamo essere cristiani):

[il brano di Giuseppe Flavio] non e’ stato citato nel III secolo da Origene, che pure conosceva le Antichita’, e si lamentava invece che Flavio Giuseppe «non accettava Gesu’ come Cristo», cosi’ come Clemente di Alessandria notava che egli «non diceva niente delle cose meravigliose che il Signore aveva fatto». Poiche’ una versione molto piu’ estesa e’ stata interpolata anche nell’altra opera di Flavio Giuseppe La guerra giudaica, questa volta in maniera dimostrabile, tutto fa pensare che lo sia stato anche della precedente, a partire dal IV secolo: la testimonianza piu’ antica del brano e’ infatti quella di Eusebio nel 323.

Poi c’e’ il brano di Gaio Svetonio, contemporaneo di Plinio il Giovane, nelle Vite dei Cesari:

“poiche’ gli Ebrei fomentavano continui disturbi su istigazione di Cresto, [Claudio] li espulse da Roma.”

Sempre da Odifreddi:

«Cresto» e’ la traduzione dell’originale latino Chrestus: un nome derivato dal greco Chrestos, «Buono» o «Valoroso», riferito a qualcuno che era a Roma nel 54 e.V. Piu’ che di un errore di trascrizione di Christus sembra trattarsi della citazione di un appellativo che si sa essere stato comune tra gli schiavi, e il brano parla appunto di una loro rivolta.

Infine Tacito, che cita, negli Annali un

“Cristo, che fu messo a morte dal governatore Ponzio Pilato sotto l’imperatore Tiberio.”

Come fa notare Odifreddi, Tacito sbaglia ad attribuire a Pilato il ruolo di procuratore, anziche’ di prefetto, il che fa pensare che parli per sentito dire e non citando fonti ufficiali.
Deschner:

Tuttavia, tale attestazione fu fatta quasi un secolo dopo la presunta morte di Gesu’ e si basa, oltretutto, soltanto su voci circolanti nel II secolo. E anche questo passo e’ altamente sospetto di contraffazione, non essendone fatta menzione per ben dieci secoli, e comparendo in un solo manoscritto non prima dell’ XI secolo.

Quindi le quattro “fonti storiche” si rivelano per lo meno traballanti. Tant’e’ che anche un teologo cattolico, Romano Guardini, citato da Deschner, deve ammettere: «il Nuovo Testamento costituisce l’unica fonte che dia informazioni su Gesu’». Ovvero, nessuna fonte esterna, solo documentazioni cristiane.
Sempre Deschner fa notare un’altra stranezza:

(…) Paolo – il piu’ antico testimonio del Nuovo Testamento – sulla vita di Gesu’ tace quasi completamente. (…) Il carattere e i comportamenti di Gesu’ non lo interessano piu’ dei suoi insegnamenti morali. Le parole del Signore – di cui piu’ tardi i Vangeli saranno traboccanti – in Paolo spuntano appena. Si dibatte se egli vi si riferisca due, tre o quattro volte. Persino il nome di Gesu’ viene evitato da Paolo. Nell’intero Corpus Paulinum lo si incontra solo 15 volte, contro le 378 volte in cui ricorre l’epiteto «il Cristo»! (…)
Gia Nietzsche ironizzava sulla disinvoltura con cui Paolo «tratta il problema della persona di Gesu’, quasi facendolo sparire con uno stratagemma: qualcuno che e’ morto, che si rivede dopo il decesso; uno messo a morte dagli Ebrei… un puro e semplice “motivo”, su cui egli crea la propria musica».

14 thoughts on “Buon Natale 2”

  1. Sinceramente, quella di Odifreddi su Cresto mi sembra un po’ forzata (mentre non ho dubbi sulle interpolazioni di Giuseppe Flavio, né trovo la lettera di plinio particolarmente probante). Sinceramente però non mi sorprende per nulla che nel primo secolo pagani ed ebrei ignorassero allegramente un piccolo movimento ebraico di sapore essenico, dalle credenze poco chiare e che l’ebraismo ufficiale aveva condannato.

  2. Mah, a me non sembra forzata, sempre che abbia ragione lui nel dire che Chrestus era un nome comune al tempo.
    Che il popolo ignorasse i primi cristiani non e’ affatto strano, in effetti. E’ un po’ piu’ strano che gli storici dell’epoca abbiano ignorato una figura come quella che i Vangeli tratteggiano. Le alternative sono due: o non e’ esistito o e’ esistito ma senza nessuna delle caratteristiche notevoli che i vangeli gli attribuiscono, cioe’ i miracoli, la resurrezione, tutti i fenomeni straordinari che accaddero alla sua morte, etc.

  3. Propongo una terza alternativa: è esistito, ha fatto parte di quelle cose (con esagerazioni evangeliche) o comunque gli erano attribuite, e nel frattempo c’erano non si sa bene quanti altri tizi in tutta la parte orientale dell’Impero che lo facevano, o cui si attribuivano le stesse cose; sinceramente non vedo perché agli storici romani del tempo dovesse importare dell’ennesimo popolano asiatico a cui si attribuivano miracoli. Sorprende un po’ di più il silenzio delle fonti ebraiche, come Giuseppe, anche se non è da escludersi una damnatio memoriae (ma così presto? e poi Giuseppe era un ebreo “rinnegato”).
    Non ho mai sentito dire che Chrestus fosse un nome comune al tempo, ma non ne so nemmeno abbastanza da smetirlo.

  4. Non è un caso che non si possono trovare prove della sua esistenza, secondo Steiner doveva essere proprio così: Solo la forza della fede che contava. Ma oggi è diverso, e né la chiesa né i vari Odifreddi possono spiegarci bene com’era o non era o cosa vuol dire il tutto. Per me personalmente fu uno scoperta di un tesoro leggere le conferenze sugli vangeli (sempre di Steiner)(che ovviamente non sono romanzi inventati così dal nulla. Finalmente un approccio che fa tornare le cose.

    [Nell’intero Corpus Paulinum lo si incontra solo 15 volte, contro le 378 volte in cui ricorre l’epiteto «il Cristo»! : Gesu era l’uomo mentre il Cristo è il “logos” che si era incarnato per tre anni in Gesu. Non è così difficile e non c’è da meravigliarsi tanto che Paolo parla più del secondo.]

  5. Beh, come ho gia’ detto, anch’io propendo per la sua esistenza storica, senza tutte le cose fantasiose che gli sono state attribuite (nemmeno i miracoli, che peraltro erano una cosa molto comune, e anzi miracoli identici vennero attribuiti a molte figure precedenti e contemporanee, magari ci torno su). Se fosse stato una figura ben piu’ modesta di quella dei vangeli, si comprenderebbe anche il silenzio delle fonti storiche.

  6. Di nuovo… Ste, wordpress ce l’ha con te. °_°

    Io di Steiner ne so praticamente nulla. Sulla questione di Paolo, appunto, Gesu’ come incarnazione del Logos e’ un’invenzione postuma, Logos era anche Eracle, che condivide con lui altre caratteristiche, ne parlero’ nei prossimi post.

  7. Son venuto a controllare ;-)

    Il problema sono le definizioni delle parole. p.e. “logos”. L’inizio del vangelo di Giovanni descrive quello che intende Steiner (e non solo lui). In italiano si chiama “verbo”, oggi un espressione che rende molto male il concetto.
    Per quanto “invenzione postuma”: Stando al testo delle bibbia: viene descritta chiaramente l’incarnazione del logos al momento dell battesimo per mano di Giovanni (e lì si rammenta pure che Giovanni era l’incarnazione di Eliah).

  8. (di nuovo, ha bloccato altri due commenti tuoi… >_<)

    Non mi riferivo al fatto che il Logos come concetto e’ un’invenzione posteriore a Gesu’, ma solo che, preesistente, gli e’ stata applicata dopo la sua morte.

    Questa questione, cioe’ la divinizzazione della figura di Gesu’, cerchero’ di trattarla nel prossimo post, ma nel frattempo un’osservazione: il fatto che la bibbia descriva chiaramente non dimostra nulla della verita’ di cio’ che descrive. Credere o meno all’esistenza del Logos e’ materia di fede, credere o meno al fatto che Gesu’ fosse il Logos reincarnato anche; io sto cercando di stabilire soltanto come e in che misura il mito di Cristo fu generato a partire da miti preesistenti, da un punto di vista prettamente storico.

  9. P.s.: non riesco a capire perche’ wordpress ce l’abbia proprio con te, ma fai una prova: manda un reply da anonimo, voglio vedere se passa direttamente o se finisce bloccato come gli altri.

  10. Che si trovano somiglianza ad altri miti è ovvio. Ho solo sempre il sospetto che questi autori vogliono “provare” qualcosa che improvabile come l’esistenza del logos.

    Unduetre vai wordpress ora si vede :-)

  11. Ecco, era passato il primo e il secondo invece no. Ma siccome non mi va di costringerti a non mettere il tuo link, prova ad aggiungerlo come semplice firma al termine dei commenti, magari cosi’ si distrae e ti lascia passare. °_°

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