Buon Natale

mithra-tajikistan.jpg

Mentre leggo della maestra sospesa per aver censurato un disegno con Gesu’ bambino [*], mi cade l’occhio sul commento di un lettore:

Il Natale è per sua natura cristiano, come è cristiano il nostro substrato culturale, volenti o nolenti.

Immagino che questo lettore sia in buona fede e creda davvero in quel che afferma. E immagino anche che la maggior parte della gente la pensi cosi’. Peccato che non sia vero.

Dato che il periodo e’ quello giusto, approfittero’ della recente lettura di un libro intitolato “La Chiesa che mente – I retroscena storici delle falsificazioni ecclesiastiche”, di Karlheinz Deschner, per scrivere qualcosa a riguardo. Deschner e’ uno scrittore e storico tedesco, molto critico nei confronti della chiesa cattolica e del cristianesimo. Benche’ piu’ volte premiato per i suoi lavori, l’ostracismo della chiesa nei suoi confronti (che lo cito’ in giudizio nel ’71, processo da cui usci’ assolto) ha fatto si che le sue opere siano rimaste quasi del tutto sconosciute al grande pubblico e che le traduzioni dei suoi testi non abbondino. In Italia, significativamente, e’ pubblicato solo da uno sparuto numero di piccolissime case editrici. Altrettanto significativamente, la voce “Karlheinz Deschner” su wikipedia italiana contiene una “critica” decisamente forzata:

Deschner non conosce alcuno studio delle fonti, dimostra una scelta della letteratura estremamente unilaterale, interpreta le fonti senza considerarne il contesto, tratta singoli eventi come se fossero la totalità e simula un apparato erudito di note nel quale spesso non è possibile verificare ciò che viene affermato.

Si noti: “non conosce alcuno studio delle fonti”, ma anche “simula un apparato erudito di note”. In realta’, Deschner e’ uno studioso persino maniacale nella serieta’ con cui affronta la documentazione e nella precisione con cui cita le fonti. L’apparato di note non e’ affatto “simulato”, ma al contrario lascia trasparire un certosino lavoro di ricerca.

Per ora mi fermo qui. Nei prossimi giorni, tempo e pigrizia invernale permettendo, cerchero’ di ricavare qualche spunto da quelle pagine, giusto per… dare a Mithra quel che e’ di Mithra (e di Dioniso e di Osiride e di tutti gli altri).

[*] Le osservazioni di Paniscus sulla vicenda gettano un po’ di luce sull’episodio, che sembra proprio una sciocchezza gonfiata a dismisura a beneficio dell’indignazione pubblica e degli stessi media che l’hanno diffusa.

30 thoughts on “Buon Natale”

  1. “Il Natale è per sua natura cristiano, come è cristiano il nostro substrato culturale, volenti o nolenti.”
    Onestamente pensavo che perfino in Italia l’origine solare e pagana del Natale fosse cosa assolutamente risaputa, e che non occorresse andare a qualche studioso tedesco semi-censurato per per dare a Mithra quel che è di Mithra.
    Io credo di averne sentito parlare da bambino nella mia (cattolicissima) famiglia allargata, forse dai nonni.

  2. Eh, fal, ho l’impressione che tu non faccia media. :)
    Se ne hai sentito parlare in famiglia, la tua e’ una famiglia decisamente piu’ illuminata del normale. Io non ne avevo mai sentito parlare, prima di scoprirlo da sola attraverso letture varie e penso che per la maggior parte della gente sia cosi’.

  3. mah, anch’io credo di averlo saputo da mamma, in effetti. Però ho l’impressione che il punto non sia _saperlo_, perchè mi è capitato di parlarne con amici e parenti credenti, e di saperlo non gliene frega assolutamente nulla, il Natale è roba loro, così come tutto il resto di paganesimo che la Chiesa ha infilato qua e là, dal ferragosto a un sacco di santi…

  4. Oltre al Natale io farei un passo in più, esiste un altro falso che ultimamente gira di bocca in bocca (o almeno in certe bocche) le radici cristiane dell’Europa, ed infatti nel commento si legge “…come è cristiano il nostro substrato culturale” se non del tutto inesatto, senz’altro forzata come affermazione.

  5. Il cristianesimo è sicuramente UNA DELLE radici dell’Europa, non l’unica e, se parliamo dell’Europa attuale, probabilmente nemmeno la più importante. Io credo che l’Europa moderna tragga, idealmente le sue radici più dalle correnti di pensiero borghese del Settecento e del primo Ottocento (giacobinismo, liberalismo ed ideologia nazionale in primo luogo) le qualli affondano le proprie origini anche nel pensiero cristiano, ma soprattuto in quello giuridico romano e filosofico greco. Se invece parliamo delle radici materiali, bhè l’Europa moderna è figlia dell’industrializzazione, del capitalismo e della socializzazione della produzione, della conquista coloniale del mondo e degli assetti economici, sociali e politici che ne sono emersi. Adesso tutto questo è in via di “sbiadimento” verso un indefinito “non si sa bene cosa” in cui si può blaterare che il continente più ricco e insanguinato del mondo abbia una storia fondata su una fede religiosa che condanna i ricchi all’Inferno e predica il perdono e la non-violenza. Mah.
    Ah, comunque, Nazareth, Betlemme, Gerusalemme ecc. sono IN ASIA.

  6. Stai insinuando che le radici cristiane dell’Europa sono asiatiche? :D
    Scherzi a parte, d’accordo con entrambi sulla sostanziale inesattezza (e soprattutto, aggiungerei, sulla futilita’) dellla questione delle radici.
    Pape, in effetti qualcosa magari trapela qua e la’, in forma di articoletti di costume sui settimanali di gossip o di chiacchiera da bar trasposta in studi televisivi; ne trapela solo qualche frammento e il risultato e’ che sembra una cosa poco importante, una nota di colore. Quel che non viene percepito e’ la vastita’ e l’importanza degli elementi “rubati”, e quindi la natura sostanzialmente riciclata della religione cristiana.

  7. “e quindi la natura sostanzialmente riciclata della religione cristiana”
    Come di qualsiasi altra. Le religioni esprimono bisogni basilari della mente umana e tendono a rifarsi ad archetipi comuni, e a livello storico sviluppano risposte simili (o convergenti) a problemi sociali ugualmente simili. Più una religione è recente più assumerà elementi di substrato. Io non chiamo l’inglese una lingua “riciclata” anche se un insieme di sassone, danese e franco-normanno, in cui non c’è quasi nulla di “originale” :d

  8. Comunque sì, le radici cristiane dell’Europa sono essenzialmente asiatiche o al limite greco-ellenistiche (quindi “orientali”). Il cristianesimo è una religione orientale, sia nella sua origine dall’ebraismo (a sua volta sviluppo originale della religiosità semitica siro-cananaica influenzato da Babilonia ed Egitto) sia negli influssi che hanno avuto su esso altre religioni di origine iranica o ancora più remota (si sospetta un influsso del buddhismo mahayana, che a sua volta sembra essere in parte una contaminazione tra buddhismo indiano originario e pensiero greco, nata… in Afghanistan!) all’interno dell’ambiente greco-ellenistico che pur esprimendosi in greco, aveva una potente impronta afro-asiatica soprattutto a livello religioso.

    Ah, il fondatore del Cristianesimo come lo conosciamo non è Gesù Cristo ma san Paolo ( e non è un’eresia, a me l’ha detto un parroco).
    Il cistianesimo orientale (asiatico) esiste ancora, e fissa disgustato dalle parabole i nostri blasfemi Natali luccicanti. (In Libano mi dissero “per noi l’Europa non è più terra cristiana” )

  9. Si, e’ vero che le religioni riutilizzano spesso elementi preesistenti, ma la religione cristiana e’ fatta *solo* di elementi preesistenti, se si astrae dalla figura di Gesu’, la cui esistenza storica – almeno l’esistenza storica di quel Gesu’ che i vangeli descrivono – e’ assai dubbia.

    E’ anche vero che i cristiani dovrebbero chiamarsi piuttosto paolini; e’ uno degli elementi su cui focalizza l’analisi Deschner.

  10. Uppe, ti potrei dire che se anche “tutti” gli elementi concettuali fondanti del cristianesimo (sarebbe poi da specifiare *quale* cristianesimo ) non fossero originali, la loro sintesi è peculiare. Quanto all’esistenza storica di Gesù, se anche fosse stato “inventato” sarebbe ancora un aspetto originale, no?
    In particolare nell’essere e RESTARE un personaggio umile.
    A parte questo, certamente i Vangeli sono, con delle loro specificità, dei testi agiografici e possono contenere deviazioni o imprecisioni. Ma discutere dell’esistenza storica di Gesù mi sembra peregrino.

  11. A me non sembra peregrino discutere dell’esistenza storica di una figura che costituisce il senso stesso dell’esistenza della religione che, guarda caso, porta il suo nome. E non perche’ non sia accettabile o dignitosa una religione fondata su un mito; al contrario, moltissime religioni si fondarono su miti. Ma i cristiani continuano a sostenere la storicita’ del Gesu’ dei vangeli, proprio quello, che disse quelle cose, etc. C’e’ un po’ di confusione a riguardo, per usare un eufemismo.
    Quanto all’originalita’ della sintesi, assomiglia cosi’ tanto ad altre sintesi del passato che io non la definirei proprio originale.
    Si potrebbe poi aprire un lungo discorso sull’efficacia dei modelli – veri o mitici che siano – ai fini dell’elevazione personale. Ma e’ un altro discorso, appunto.

  12. Uppe: forse per ignoranza mia, non conosco sintesi particolarmente simili.
    Certo, TUTTE le religioni storiche operano sintesi di elementi preesistenti (quanto c’è di davvero originale nel buddhismo o nell’islam?).
    Trovo peregreino discutere dell’esistenza storica di Gesù, nel senso che trovo le prove a favore schiaccianti rispetto ai tentativi di confutarli. Altro è dire che i Vangeli non siano testi biografici e storici ma agiografici (e come tali vanno, in un’ottica laica, trattati).
    Sono il primo a dire che i Vangeli possono essere studiati ed indagati umanamente solo come opere letterarie dei propri autori e del proprio tempo (proprio come si fa, purtroppo non abbastanza, con i testi degli storici classici) e che quindi non contengono una verotà storica accurata. Trovo però però da qui a negare la realtà dell’esistenza storica di Gesù ci sia un grosso salto logico.

  13. Le prove a favore schiaccianti…? :D
    Le prove documentarie sono quasi tutte state contraffatte in epoche successive. Forse e’ esistito un uomo di nome Gesu’, ma le prove sono davvero scarse, e in ogni caso la persona reale, se esistita, per quel che ne sappiamo avrebbe potuto essere totalmente diversa da come poi i vangeli l’hanno descritta.
    Ma qui finisce che anticipo nei commenti quello che volevo lasciare al post o ai post.

  14. Allora aspetto i post. :D
    Comunque dipende da cosa intendiamo per “prova”. i Vangeli, per noi oggi, non sono falsificabili in senso popperiano, nel senso che riguardano fatti ed eventi che per loro stessa natura difficilmente avranno “prove”. Quali probabilità ci sono di trovare testi scritti autentici e coevi rigurado una persona che non ne ha lasciati, e che operava in un ambiente prevalentemente analfabeta? Quali probabilità di trovare tombe dei suoi discepoli che siano chiaramente identificiate come tali, quando si sta parlando di un gruppo di umili origini e per di più perseguitato?
    La prova dell’esistenza di gesù non sarà MAi (a meno di scoperte davvero clamorose) assoluta ed inconfutabile. Semplicemente, all’evidenza di testi (non solo i vangeli canonici) che fanno riferimento a questa persona e alla sua predicazione, solo uan prova della loro TOTALE falsità mi farà dubitare dell’esistenza di questa persona.

    P.S. Con gli stessi criteri, è possibile dubitare dell’esistenza di Buddha (l’immagine che ne abbiamo dai testi è senz’altro in buona misura agiografica e leggendaria) , Muhammad (anche se decisamente meno) e (soprattutto) e Zarathustra.

  15. solo uan prova della loro TOTALE falsità mi farà dubitare dell’esistenza di questa persona

    Beh, questo significa che parti dal presupposto della sua esistenza. E’ una scelta come un’altra, ma si tratta di una scelta a priori. Io non parto da alcun presupposto, anche se, a dirla tutta, penso che un Gesu’ storico sia esistito: una figura che quasi niente aveva a che fare con quello che gli fu attribuito in seguito, probabilmente. Forse un rivoluzionario, come sostengono alcuni; forse un mistico locale. Mi piacerebbe avere la macchina del tempo, per andare a dare un’occhiata di persona. :)

  16. No, no, aspetta. Non parto dal presupposto della sua esistenza. Considero i Vangeli una prova indiziaria dell’esistenza, e per non crederci attendo che sia smentita. Mi sembra poco probabile che la figura di cui parlano i Vangeli sia stata INVENTATA. (al di la dell’invenzione di singoli aspetti). Più chiaro, adesso?

  17. No, no, aspetta. Non parto dal presupposto della sua esistenza. Considero i Vangeli una prova indiziaria dell’esistenza, e per non crederci attendo che sia smentita.

    Eh, se per non crederci attendi che venga smentita, a rigor di logica significa che parti dal presupposto dell’esistenza.
    Che poi mi dicono che dal punto di vista scientifico non ha senso cercare la dimostrazione della non esistenza di alcunche’, ma solo della sua esistenza. Tu, attendendo che ti venga fornita la prova della non esistenza storica di Gesu’, ti metti in realta’ in una posizione inattaccabile, perche’ questa e’ una prova che non ti verra’ mai fornita, ne’ sarebbe possibile fornirti. Furbetto. :P

  18. Infatti, è quello che dicevo prima. L’esistenza di Gesù NON è falsificabile scientificamente :).
    Solo che non è un presupposto. Ho dei testi (i vangeli e qualche altro) che mi parlano dell’esistenza di Gesù. Questo mi induce a pensare che Gesù sia esistito.
    Se mi si dimostra che i testi che parlano di Gesù sono delle complete falsificazioni, allora non ho più nessun indizio e la questione diventa indecidibile.

  19. Cioè, dato che ho una “prova” dell’esistenza, per non crederci, va falsificata la prova. Solo che la falsificazione della prova non falsifica l’esistenza, la rende semplicemente indimostrabile. (cioè, se tu mi dimostri che non c’è una prova dell’esistenza di Gesù, non mi hai dimostrato che gesù non è mai esistito).
    Mamma mia che casino.

  20. Scusa il flood. Sto cercando di tenere la discussione su un piano esclusivamente razionale. Poi c’è la fede, ma la fede non è un argomento :D

  21. Ho dei testi (i vangeli e qualche altro) che mi parlano dell’esistenza di Gesù. Questo mi induce a pensare che Gesù sia esistito.
    (…)
    Cioè, dato che ho una “prova” dell’esistenza, per non crederci, va falsificata la prova.

    Nonnonno. Non e’ una “prova”, in senso scientifico, e’ appunto un indizio, quindi non necessita di “falsificazione”. Essendo solo un indizio, il crederci o no e’ materia di scelta (o di fede, se vuoi); sulla base degli stessi indizi (proprio perche’ sono indizi e non prove), potresti anche concludere il contrario. Per questo dico che si tratta di un presupposto.
    Si, la fede va lasciata fuori da queste discussioni, altrimenti e’ come parlare due lingue differenti. La fede e’ un argomento, ma e’ argomento di un altro genere di discussioni. :)

    [En passant, se un non-post introduttivo ha tutto questo successo, quasi quasi adotto la tecnica di scrivere post del genere in via definitiva :D]

  22. Ho messo “prova” tra virgolette, infatti prima ho parlato di indizio. Stiamo facendo casino sui termini. En passant, hai notato quanto molte discussioni vertano in realtà sulla definizione dei termini della discussione? XD

    Mettiamola così: se tu mi falsifichi gli indizi, avrò meno motivi per credere nell’esistenza (ma potrei non smettere di farlo).

    Dostoevskij (autore che adoro, malgrado fosse un biekissimo reazionario)scrisse una volta: “se dovessi scegliere tra Cristo e la Verità, sceglierei Cristo”. Non è la mia posizione, ma mi sembrava una citazione in tema.

  23. Quando ci sono in ballo argomenti come questi, la chiarezza sui termini di base e’ estremamente utile.
    Percio’ insisto: falsificare una tesi sulla base di indizi (e non di prove) non e’ possibile, proprio perche’ sono indizi e in quanto tali interpretabili. E’ per questo che per condannare qualcuno si parte dagli indizi ma si cercano le prove; condannare su base indiziaria non fa mai una bella impressione.
    Per di piu’, in un tema come questo qualsiasi cosa puo’ essere “indizio”: se la tale citazione del tale autore si rivela un falso posteriore, interpolato da devoti copisti, rimarranno sempre altri “indizi” (gli stessi vangeli sono “indizi”, per quanto riguarda l’esistenza storica di Gesu’). Ne rimarranno sempre abbastanza perche’ si possa dire “per me e’ esistito”. Tutto quello che si puo’ fare e’ trovare indizi contrari (non prove, sempre per la faccenda del you can’t prove a negative), o ridurre il numero di indizi a disposizione.
    Ma mica si vuole convincere nessuno di nulla, qui. Ripeto: io propendo piu’ per l’esistenza storica di un Gesu’ (molto diverso da come venne descritto in seguito) piuttosto che per la sua non esistenza del tutto. Quello che vorrei e’ che si cominciasse a ragionarci su, senza farsi condizionare da tabu’ di fede, come si potrebbe ragionare di qualsiasi altra cosa.

  24. Scusate, so che per gli internauti sto per fare una cosa non etica, e cioè lasciare un messaggio e scomparire da un “forum”, però sono capitato qui per caso… scrivo solo per lanciare un sasso: il fatto che il cristianesimo abbia ripreso molte festività pagane (quelle che si riteneva avessero un fondamento positivo ed edificante) ha un preciso significato, e cioè che è proprio la venuta del Signore in terra (la Buona Novella) a dare un senso al fare festa. La Buona Novella non distrugge il mondo, anzi lo santifica dandogli tutta la propria statura. Così il Natale non distrugge alcuna festa, ma si passa dal festeggiare qualcosa di confusamente positivo alla sorgente stessa del positivo. Ciao, e Buon Natale!

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