…where no man has gone before

cibotrek.jpgTutti, di tanto in tanto, tornano sulle proprie fissazioni personali. Io in questo sono aiutata dal fatto che ogni giorno, puntualmente, tra le chiavi di ricerca usate dagli sventurati che approdano qui ce n’e’ sempre un discreto numero che riguarda uova scadute e robe del genere. Continuo a meravigliarmi del numero di infelici che si chiedono sul serio cosa fare di un uovo scaduto da un giorno o come riconoscere un uovo marcio.

Perche’ parlo di nuovo di queste cose? Perche’ ho appena dato da mangiare ai gatti.

Normalmente questi fortunati mici mangiano crocchette particolari, prive di pasticci chimici e adatte a gatti con intolleranze alimentari (una delle micie ne soffre). Sono di un uniforme colore marroncino e puzzano di pesce. Pero’ stasera erano finite e cosi’, in via eccezionale, ho aperto una scatola di crocchette di una marca nota, di quelle che si trovano anche nei supermercati. Le verso nelle ciotole e resto di stucco. Sono coloratissime: rosse, gialle e marroni. Sembrano quasi il cibo futuristico che si vede mangiare in alcune puntate di Star Trek serie originale, da Kirk e ciurma.

Ora mi chiedo: ma vi pare normale che mettano i coloranti nelle crocchette per gatti? Cosa gliene frega, ai gatti, del colore di cio’ che mangiano? Ovviamente nulla, quindi i coloranti servono ad attirare gli umani, cioe’ quelli che le crocchette le comprano.

cibotrek2.jpgStar Trek comincio’ negli anni ’60. Immagino che all’epoca le preoccupazioni salutiste sugli additivi alimentari fossero ancora di la’ da venire; e poi si trattava di tv a colori, e i colori dovevano essere belli vivi. Nei decenni successivi siamo passati attraverso una fase in cui su molte confezioni di alimentari campeggiava la scritta “senza coloranti” (e anche “senza conservanti”), perche’ intanto ci si era intanto accorti che non facevano poi cosi’ bene.

Ecco. Quello che non capisco e’ come mai da un po’ di tempo a questa parte la gente sembra esserselo scordato di nuovo. E mica ci sono segnali contrari, tutt’altro. Qua, per esempio, si parla di additivi e coloranti che possono rendere iperattivi i bambini (la solita ADHD).
Pero’ sono ricomparsi parecchi alimenti che ostentano colori palesemente falsi. Quelli che piu’ mi sconcertano sono quei beveroni con sali minerali che dovrebbero fare tanto bene a chi fa sport: hanno colori incredibili, ne ho visto uno di un blu allarmante che mi e’ rimasto impresso. Ebbene: quei cosi dovrebbero essere bevande salutari, che aiutano a reintegrare i minerali persi e fanno stare meglio. Se quegli intrugli colorati si vendono, vuol dire che c’e’ un bel po’ di gente che compie un’associazione inconscia tra colori da pennarello e salute, l’esatto contrario di quello che ragione e istinto dovrebbero suggerire. Idem per le crocchette: suppongo che l’aggiunta di coloranti incrementi le vendite, altrimenti non verrebbero usati. Cio’ significa che chi ha un gatto mediamente pensa che nutrirlo con quella roba sia piu’ saggio e faccia bene al micio; ovvero, lo avvelena per il suo bene.

Altro che istinti scaduti, altro che futuro alla Star Trek: qui siamo sull’orlo dell’estinzione.

2 thoughts on “…where no man has gone before”

  1. io una volta l’ho comprato. ha un gusto strano, sembra…non so bene…come bere pipi’ di ghiacciaio. non mi ha entusiasmato, devo dire ;P

    alek

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