Casus Felix

Oggi dovevo andare nella casa nuova a portare un po’ di cose. Mentre gia’ stavo partendo mi e’ venuto in mente di portare con me la macchina fotografica, cosa che faccio molto di rado. Lungo la strada mi sono fermata un paio di volte a scattare foto. Mentre ero ferma mi ha sorpassato un camion, che poi ho avuto davanti per un po’. Ondeggiava a tratti, tanto che mi sono chiesta se il conducente fosse sbronzo.

Arrivato all’altezza di una casa isolata, lo vedo esitare un attimo; poi da sotto le ruote posteriori spunta una palletta grigia. “Mi viene un tocco”, come si dice da queste parti. Inchiodo sul posto, in mezzo alla strada (per fortuna e’ una strada di campagna, traffico scarso) e nel mentre la palletta si muove. Sta a vedere che non si e’ fatto niente, penso, mentre scendo e mi avvicino. La bestiola, frastornata, si siede in mezzo alla strada e fa un paio di miao stupiti. E’ una gattina grigia tigrata, avra’ si e no due mesi, e in effetti non si e’ fatta nulla. Il camion le e’ passato sopra senza nemmeno sfiorarla.
gattina2.jpg La prendo su, non tenta di scappare, anzi, si mette a fare le fusa. Con la gattina in braccio vado a suonare alla casa accanto: nessuna risposta, anche se ho l’impressione che qualcuno ci sia. Cerco un po’ in giro per vedere se trovo qualche altro gatto, magari la mamma: niente. E ora che faccio? Mica posso lasciarla li’. E’ evidente che non e’ affatto abituata alle auto e alla strada e per di piu’ sembra avere i riflessi un po’ lenti, oppure e’ troppo fiduciosa. E poi, mi accorgo, puzza di stalla; e li’ vicino stalle non ce ne sono. Quindi qualcuno l’ha portata da chissa’ dove e l’ha abbandonata li’, accanto a quella casa isolata.
Ok, penso, la porto alla veterinaria, che molto spesso raccoglie randagi e li sistema. Le trovera’ una casa.
gattina1.jpg La metto in macchina e gia’ che ci sono le scatto qualche foto, pensando di avere solo quell’occasione per farlo. Durante il resto del viaggio – pochi chilometri – se ne sta per un po’ sulle borse sul sedile accanto, tranquilla, poi si infila sotto il sedile e non si muove piu’. Fa un paio di miao, e basta.
Dalla veterinaria ho una brutta sorpresa: non ha posto, ha le gabbie piene e non puo’ proprio prenderla (conoscendola, se si rifiuta di accogliere una gattino deve essere davvero alle strette). Pero’, mi dice, forse tra qualche giorno si; ma per qualche giorno devi tenerla tu.

Morale: ora la gattina e’ a casa, chiusa in camera (perche’ una delle micie e’ gelosa e territoriale, e soffia e ringhia all’indirizzo di qualunque gatto estraneo). Ha mangiato di gusto e ha preso possesso del letto, senza mostrare particolare interesse per il resto della stanza. Sta dove la metti. Se la coccoli fa tante fusa. Cosi’ a naso, sembra avere un carattere bellissimo. E non so mica come va a finire, non so mica se tra qualche giorno avro’ ancora voglia di cederla ad estranei.

Io non credo al caso. Non e’ affatto scientifico, lo so, ma e’ cosi’. Se non avessi preso con me la macchina fotografica e non avessi fatto esattamente quelle soste, non sarei stata proprio dietro al camion che ha rischiato di uccidere la micetta. Sarei passata prima, e forse non l’avrei vista affatto.
Sara’ un bel casino, ci scommetto. Ma intanto e’ di la’ che dormicchia, con la pancia piena e al sicuro. E non riesco a non essere felice di questo; non riesco a non chiedermi dove sarebbe stata a quest’ora, se oggi non avessi deciso di prender con me la macchina fotografica.

19 thoughts on “Casus Felix”

  1. Sei gentilissimo. :)
    Ma tu stai dalle parti di Milano, vero? sarebbe un viaggio snervante, per un gatto, credo. °_°
    Il tuo giardino e’ proprio bello, adatto ai mici. E in effetti Griffetto sembra starci da pascia’. :D

  2. Ahiahiahi sento qui risuonare chiari accenti da donna innamorata che giammai mollerà più la micina tigrata -d’altra parte, è una vera delizia :)

    PS: tu comunque, tieni presente
    PPSS: gentilissimA ;)

  3. No no, dico sul serio. :P
    I quattro gatti che abitano qui non sopportano di essere portati a spasso in macchina; gia’ per fare i 15 km da qui alla veterinaria e’ un dramma. Ho l’impressione che per un gatto sia poco simpatico. O forse sono io che mi preoccupo troppo, non so. E non so nemmeno che fare di sta micina, io me la terrei pure, ma e’ un po’ un casino, ecco. Mah, vedremo.
    Comunque terro’ presente senz’altro, la sistemazione mi sembra delle migliori. :)

  4. Come mi dicesti tempo fa, “non me ne importa un accidenti di estinguermi”. Condivido appieno, perché “chi salva un gatto – parafrasando il Corano – salva tutto il pianeta” e questo povero pianeta dev’essersi bell’e stufato delle specie umana. Te l’immagini Gaia (che l’ho chiamata così apposta, mia figlia) popolata solo di quadrupedi ed apodi e, se di bipedi, purché alati? Il Paradiso terrestre.

    P.S. Anch’io ho casa in campagna, come Equipaje. E ci tengo pure dieci gatti e tre cani. Ma è nel viterbese. Comunque, in caso di bisogno, puoi contarci.

  5. Ste, sei finito nel marchingegno infernale di wordpress che ogni tanto mi blocca commenti a capocchia. Mai capito che combina.
    Comunque si, questa volta la fotografia si e’ rivelata utilissima. :)

  6. Uh, ma che bellina!!
    Guarda che non c’è mica bisogno di decidere di tenerla: basta dargli un nome e poi… (cosa fatta capo ha) :D
    (la micia territoriale vedrai che con un po’ di tempo si abituerà)

  7. Si, la Banzai ha fatto cosi’ anche quando e’ arrivata la Yatta, poi ha smesso.
    La piccolina sta cominciando ad abituarsi, ma ora le e’ presa la fissa che mi deve stare sempre addosso. Probabilmente e’ ancora un po’ spaesata e cerca rassicurazione.

  8. Beh, la kamikaze era la Banzai, appunto: da piccola non aveva paura di nulla e metteva in fuga i due gatti grandi. :)
    No, il nome ancora non si e’ trovato, ma ho una mezza idea. Qualcuno sa come si dice “fortuna” in islandese? :D

  9. Mah, sembra giusta la prima, solo che funziona in modo un po’ strano. Se faccio la traduzione italiano-islandese viene fuori tutt’altra roba, mentre se traduco dall’inglese, “luck”, mi da’ i primi risultati che avevi postato. “Lukka” suona bene, mo’ vediamo…
    Grazie mille. ^_^

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