Bestiale

L’arte contemporanea ci ha abituato ad aberrazioni sempre piu’ spinte. Ma quello che ha fatto di recente un cosiddetto “artista” originario del Costa Rica non e’ solo aberrante, e’ assolutamente folle. Ha pagato dei bambini perche’ catturassero un cane randagio, lo ha legato in un angolo di una sala da esposizioni e lo ha lasciato morire di fame e di sete davanti al pubblico. I visitatori che protestavano o cercavano di fare qualcosa venivano allontanati in malo modo.

E questo perche’? Per denunciare il problema del randagismo. Speriamo non gli venga in mente di denunciare il problema della pedofilia

Molte migliaia di persone hanno vivamente protestato per quanto accaduto. E meno male. Ma a che punto siamo arrivati, se una cosa del genere e’ potuta accadere, se qualcuno l’ha ritenuta possibile? e qual’e’ il prossimo passo?

8 thoughts on “Bestiale”

  1. sembra che gli dessero da mangiare quando non c’ era il pubblico e che non sia morto, ma solamente fuggito…..o per lo meno questo dice la galleria…..sono nell’ ambiente dell’ arte da un pò e sono anche sicuro che non centra un bel nulla la sensibilizzazione e la protesta. Semplice questione di visibilità.

    saluti

    Rubimasco

  2. Questo e’ quello che aveva detto la galleria li’ per li’; ma poi lo stesso cosiddetto artista si e’ pubblicamente scusato per aver lasciato morire l’animale. Mi pare quindi che su questo punto non possano esserci dubbi.
    Che sia un’operazione mediatica e’ certo: pare che non si possa piu’ fare arte se non spingendo sempre un pochino piu’ in la’ i limiti, per intercettare un’attenzione ormai satura, per “dare scandalo”. Beh, se l’arte e’ ridotta a questo, e’ bell’e che morta.

  3. Gia’, qui sarebbe bastata una denuncia.

    Ho trovato qui che il cane e’ stato preso alla periferia di Managua, quindi immagino che il “Museo de arte y diseno contemporaneo” stia in quella citta’, o comunque in Nicaragua.

    Peraltro l’articolo del Giornale racconta un’altra storia, rispetto alle presunte proteste dei visitatori: Ma l’aspetto più sconvolgente di questa storia non sta nel sadismo d’un personaggio da film horror. Sta nella indifferenza, o nella protesta solo blanda, di coloro che hanno visitato l’esposizione.. In effetti l’immagine sembra dire proprio questo.
    Forse i consumatori abituali di “arte” contemporanea sono cosi’ ben addestrati a mandar giu’ qualsiasi bestialita’ fatta passare per arte da non riuscire piu’ non solo a pensare con la propria testa ma persino a sentire.

  4. Secondo me il problema è che non c’è differenza tra un randagio fatto morire ad una mostra ed un randagio fatto morire per la strada. La gente ha usato esattamente la stessa indifferenza. Le autorità e la stampa no. Se ne fai morire 5.000.000 per la strada è tutto normale, se ne fai morire uno ad una mostra allora si grida allo scandalo. Bene o male l’ artista ha fatto quello che gli altri fanno tutti i giorni, solo che lo ha reso pubblico, il che significa abbattere quella barriera di silenzio ipocrita che ci copre tutti.

    No, l’ arte non è ridotta così male. Esistono anche gli artisti. Gente che non ha bisogno di farsi vedere per apparire. Questa personcina (http://www.robertglen.com/) ne è il classico esempio. Se ne sta più di 200 giorni l’ anno nel parco della Tanzania, a due ore (di aereo) dal primo centro abitato, per ritrarre i suoi amati animali. Esce di lì solo per qualche rara mostra, per vedere i parenti e per curare la realizzazione delle sue opere. No, non è un’ eremita, è solo uno che ha bisogno di poco per vivere (e te lo dico di prima mano).

    saluti

    Rubimasco

  5. Rubi, non prendiamoci in giro: c’e’ una bella differenza tra ignorare i randagi per strada e raccogliere un randagio apposta per farlo morire di fame di fronte ad altri. La differenza sta nel fatto che questo e’ stato fatto morire apposta, appunto. Il sedicente artista non ha “fatto quello che fanno tutti”, non ha lasciato morire i randagi per strada (cioe’ non ha agito per omissione), ha volontariamente preso un randagio col preciso intento di farlo morire.
    E non parlarmi del messaggio, per favore: ci sono infiniti altri modi per comunicare lo stesso messaggio, senza fare una cosa cosi’ vergognosa.
    La verita’ e’ che l’obiettivo era proprio quello di creare scandalo, rumore, quindi fama. Questo non e’ un artista, e’ una vera merda.

    Si, gli artisti veri esistono ancora, quello scultore ne e’ un buon esempio. E’ proprio il concetto di arte, per come viene ormai inteso – e soprattutto gestito – collettivamente, che e’ marcio.

  6. Sì, certamente ti do ragione sul gesto inutile e vergognoso, non volevo certo mettere sullo stesso piano le due cose (sorry, a volte mi spiego male). Solo che secondo me oltre ad essere una merda lui è una merda anche chi gira gli occhi dall’ altra parte. Vabbeh, in ogni caso….

    Quanto al concetto di arte….. il problema è che si confonde col concetto di spettacolo e poi nascono queste cose. C’è chi brucia il corano, chi mette un cadavere in una bara di plexiglass per far vedere come si decompone…a tutt’ oggi per me rimane un mistero persino come si fa a dare una quotazione precisa ad un’ artista, figurati. Sic transit gloria mundi.

    saluti

    Rubimasco

  7. Aaah, ok, avevo capito male, scusa. :)

    Si, la spettacolarizzazione e’ parte in causa, ma non e’ la sola: critici, gallerie d’arte, musei, collezionisti… tutto contribuisce a fare dell’arte contemporanea una grossa macchina fabbricasoldi, in cui molto spesso le quotazioni sono slegate dal reale valore artistico e dipendono da manovre di marketing.

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