Spada di Damocle

E’ quella che il nostro amato governo vorrebbe far pendere sulla testa di ogni blogger che ha la sventura di abitare in questo ridente paese.

Ad agosto, mentre gli italiani si godevano le vacanze, qualcuno (vorrei sapere esattamente chi) faceva uscire un disegno di legge sull’editoria. Ne avete sentito qualcosa? Io no. Il 12 ottobre il Consiglio dei Ministri l’ha approvato. Ne hanno parlato in tv? Non ho la tv, ma scommetterei di no.

Ma di che tratta questo disegno di legge, che non e’ ancora (per nostra fortuna) legge? Ne parla Paolo De Andreis, su Puntoinformatico. In breve, ogni pubblicazione su internet, compresi i blog, dovra’ essere registrata al ROC, il Registro degli Operatori della Comunicazione, con tutti gli obblighi burocratici e di spesa connessi. Non c’e’ alcuna scappatoia, alcun cavillo, alcun disclaimer (“questo sito non costituisce un prodotto editoriale…”) che tenga: ogni sito o blog che in qualche modo abbia finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento dovra’ essere registrato.

De Andreis, nella seconda pagina dello stesso articolo, dice che e’ molto poco probabile che la legge arrivi in porto e che quasi certamente franera’ sotto il peso del cumulo di assurdita’ di cui e’ costituita. Voglio credergli, ma mi fa lo stesso paura. Ad oggi, chi commette un reato di diffamazione in rete gia’ ne risponde; ma affinche’ le autorita’ possano identificarlo, c’e’ bisogno della collaborazione del provider, che deve comunicare i dati del reo. Con questa legge, ogni blogger sara’ gia’ identificato e quindi direttamente controllabile, anche senza che si configuri alcun reato. Oppure, visto che con tutta probabilita’ la stragrande maggioranza dei blogger non si registrera’, servira’ a dissuadere dal toccare certi argomenti, dal parlare di certe personalita’ in vista, dal rompere le scatole insomma: una vera spada di Damocle, pronta a calare su coloro che usciranno un po’ troppo dalle righe e che potranno essere accusati di aver violato la legge sull’editoria non iscrivendosi al ROC. Non solo: i blogger saranno anche ritenuti responsabili dei contenuti dei commenti, come fa notare l’avvocato Valentino Spataro su questo sito. L’effetto sulla liberta’ di discussione lo si puo’ immaginare.

Concludo con le parole finali di Spataro, che mi sembra ci stiano bene:

Potessero, chiederebbero la carta d’identità a chiunque parla in pubblico.

Su internet il controllo e’ piu’ facile. E imporre procedure burocratiche per l’apertura di un blog sara’ il modo migliore per far finire l’internet Italiana.

Ricordate: il disegno di legge e’ uscito in pieno agosto 2007. Come tutte le leggi che vogliono migliorare la vita di noi tutti.

Aggiornamento 20/10:

Adesso so chi ha partorito quell’obbrobrio di disegno di legge: di tratta del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, braccio destro di Prodi, Ricardo Franco Levi.

Inoltre e’ online una petizione contro il disegno di legge ammazza-blog:

www.petitiononline.com/noDDL/petition.html

Altro aggiornamento, 21/10:

Sta diventando una barzelletta. Adesso che e’ esploso il bubbone, si tirano tutti indietro, i ministri, quelli che avevano approvato il disegno di legge. Uno dice che il provvedimento non e’ stato discusso in Consiglio, un altro dice che era dovuto andare via proprio in quel momento, un altro ancora che non aveva letto “parola per parola” cio’ che stava firmando. Non si sa se ridere o piangere.

9 thoughts on “Spada di Damocle”

  1. oggi è sorprendente leggere i commenti dei ministri, da Di Pietro a Pecoraro Scanio a Gentiloni, tutti scandalizzati e tutti convintissimi che il decreto sia scritto malissimo. Ma in Consiglio dei Ministri che vanno a fare? O_o

  2. Io propongo la disobbedienza civile: male che vada, verremo considerati alla stregua dei monaci birmani (LO SO che in Italia non c’è un dittatura militare. Ma una legge del genere, perfino in Turchia stenterebbero a crederci).

  3. A parte che adesso corrono tutti a dire “io non c’ero, io non ho visto niente” e quindi probabilmente andra’ a finire in nulla…
    Ma sospetto che lo scopo ultimo della legge, quello piu’ nascosto, prevedesse la non iscrizione al ROC della grande maggioranza di siti e blog; e non ci credo nemmeno se lo vedo scritto su carta bollata, che davvero si sarebbero messi a controllare e a perseguire tutti i “disobbedienti”. No, la legge sarebbe servita giusto per colpire quei pochi che, non iscritti, avessero rotto le scatole un po’ troppo. Un ottimo strumento di dissuasione preventiva, quindi.

  4. Pare che ci si sia sbagliati: gente competente dice che non c’è rischio per il blog. In caso, tanto meglio, ma allora non colgo bene la ratio della norma.

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