2007, Italia, Mondo

Oggi mi piacerebbe davvero poter dimenticare quello che sta succedendo a Dacia. Se non sapete di cosa parlo, leggete questo post e poi questo [*]. E fatevi un’idea dell’abisso verso cui ci stiamo dirigendo.

Non basta? Allora sentite questa: “I neri sono meno intelligenti dei bianchi”. Chi l’ha detto, un razzista da bar, un ultras di destra? Macche’. Un premio Nobel.

[*] Per avere un quadro un po’ piu’ ampio e dettagliato sulla vicenda, circa l’ “ossessione securitaria” che rende possibili certe aberrazioni, circa la presenza di Carlo Taormina in una questione che all’apparenza e’ poco piu’ di una lite di condominio, etc. consiglio di leggere anche il dibattito nei commenti a questi due post di Kelebek.

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7 thoughts on “2007, Italia, Mondo”

  1. scrivi
    ***Non basta? Allora sentite questa: “I neri sono meno intelligenti dei bianchi”. Chi l’ha detto, un razzista da bar, un ultras di destra? Macche’. Un premio Nobel.***

    ma se anche fosse?

    intendo dire se anche fosse che i neri sono DI MEDIA meno intelligenti dei bianchi?
    cosa cambierebbe?
    meriterebbero forse meno diritti per questo?
    sarebbero forse meno uomini per questo?

    io non lo credo.
    sappiamo che i neri hanno MEDIAMENTE uno sviluppo muscolare maggiore dei bianchi.
    sappiamo che hanno MEDIAMENTE una resistenza alle malattie minore.
    ci puo’ stare che abbiano una MEDIA di intelligenza minore o maggiore di altre etnie, ma non vedo questo quale problema dovrebbe comportare…

    Gli uomini non sono uguali de facto.
    Ci sono piu’ forti e meno forti, piu’ svegli e meno svegli, piu’ alti e piu’ bassi, piu’ scuri e piu’ chiari…
    uguali ritengo che dovrebbero essere i DIRITTI degli uomini indipendentemente dalle loro peculiarità singole o razziali.

    Boh, spero che il mio discorso, se non condivisibile sia almeno comprensibile.
    E – giusto per inciso – ti vorrei sottolineare che chi scrive non è uomo di destra… non gli è nemmeno lontanamente vicino.

    Spero in una discussione civile… giusto quello

    ossequi

  2. Ritengo che motivi ambientali oltre che climatici, abbiano reso negri ed arabi così indolenti. La staticità delle loro società, sarebbe meglio dire tribù, è dovuta proprio a questi motivi. Ma loro stessi non lo riconoscono, dicono che il colonialismo li ha impoveriti e trovano scuse varie (multinazionali, embarghi più o meno veri..) e, per quanto riguarda gli arabi poi, li sento rivendicare i numeri che sarebbero la base di tutto il progresso. Peccato che neanche quelli sono arabi, sono indiani, e gli arabi li hanno copiati come del resto tutto della loro cultura; i vari Avicenna, Avveroè hanno traghettato la cultura greca, e da allora più niente è venuto da questi mondi. Quel premio Nobel che ha parlato di razze francamente ritengo sia stato frainteso, non c’entra la razza non c’entrano i geni, si tratta di condizioni storiche, e mi auguro che si smetta di parlare di razze e si cerchino di capire le società e i flussi storici, senza cercare alibi, come fanno tutti i frustrati di questo mondo.

  3. Beh… angelo, negare il fattore ambientale nella formazione della cultura, delle abitudini, e delle potenzialità di popolo ed individui sarebbe effettivmanete idiota, quantomeno dal mio punto di vista.

    Non mi pare pero’ nemmeno corretto sminuire la pesantissima influenza che il colonialismo ha avuto nello sviluppo storico di tutto il mondo che l’ha subito.
    che Il colonialismo ha attivamente cercato di frenare lo sviluppo e l’emancipazione di una buona fetta di mondo per uno sfruttamento intensivo delle risorse naturali ed umane mi pare una verità storica incontrovertibile.
    Che ancora oggi con la complicità di governi compiacenti e corrotti la situazione sia la medesima mi pare altresì indiscutibile…

    giusto se vuoi un esempio cinematografico guardati “Blood Diamond” con un insospettabile Di Caprio…
    poi magari riprendiamo l’argomento colonialismo ;)

    Ossequi

  4. Stefano, sono d’accordo con te su tutta la linea. Come dici tu, e’ pure possibile che nella media il QI vari tra le popolazioni (e va comunque tenuto conto di fattori quali la scolarizzazione media, l’accesso alle risorse, etc), ma non ha alcuna importanza per quello che riguarda i diritti. Quello che mi spaventa di simili affermazioni e’ che sono un’ottima base per discorsi razzisti in senso stretto, a maggior ragione arrivando da un nobel, e specialmente se questo nobel condisce le proprie teorie con affermazioni inequivocabilmente razziste (Lo scienziato ha argomentato che “è un desiderio naturale” che tutti gli esseri umani siano uguali, ma “chi ha a che fare con dipendenti di colore pensa che questo non sia vero”).

    Angelo, Watson non e’ stato affatto frainteso: lui e’ un genetista e’ quindi parla esplicitamente di geni, non di condizioni ambientali o culturali.

  5. Concordo con Stefano, e tra l’altro, i metodi per la misura del QI e la definizione di intelligenza sviluppati nel mondo occidentale hanno probabilmente poco a che fare con altre culture. Estremizzando, il geniale premio Nobel dr. Watson risulterebbe forse molto stupido se dovesse cavarsela un giorno solo in una foresta. Motivi ambientali e climatici hanno portato a sviluppare civiltà e modelli economici differenti, fin quando non le si è modificate con la forza per portar via i diamanti dal sudafrica o il petrolio dalla nigeria, senza dare il tempo e gli strumenti per adeguarsi ai modelli occidentali. E comunque, che civiltà più lente e più statiche, siano per ciò meno “intelligenti” mi sembra comunque tutto da dimostrare. Per dire, è molto probabile che se vivessi in lombardia dedicherei più volentieri il tempo al lavoro o allo studio, di quanto non faccia vivendo sul mare in sardegna, ma secondo me è mooooolto più intelligente vivere sul mare in sardegna! (/me fetente :PPPPP)

  6. Dopo tanto tempo che in rete si trovavano solamente gli articoli graditi alla fondatrice della IADL adesso cominciano a comparire informazioni meno conosciute. Tutta la carriera politica di Dacia Valent, da quando lavorava come poliziotta a quando accoltellò il convivente, l’uscita da rifondazione e il corteggiamento che rivolgette a Gianfranco Fini, essendo seduta in prima fila al congresso di Fiuggi del 95 per farsi dare una carica qualsiasi purchè le dessero decine di migliaia di euro, la trovate qui
    http://archiviostorico.corriere.it/1995/aprile/03/Dacia_sangue_sul_tramonto_co_0_9504033069.shtml

    Scoprire inoltre che con il primo governo di Berlusconi, Bossi, Casini, Fin del 94i, Dacia Valent si propose come ministro per l’immigrazione, qui
    http://archiviostorico.corriere.it/1994/aprile/25/Dacia_Valent_ministro__co_0_9404257515.shtml

    La storia di Dacia Valent è la parabola di fuffa politica senza parigoni che desidera solo una carica ben pagata tra i consulenti ministeriali con il pretesto di avere rappresentanza tra le comunità di colore.

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