“Io sono la legge”

Se cercate in rete qualche info su cose che abbiano a che fare con terrorismo, armi, etc., potreste automaticamente essere sospettati di voler far saltare qualcuno o qualcosa (soprattutto se siete di origine mediorientale o giu’ di li’).

Questo principio di sospettosita’ in Iraq ha trovato un’applicazione estrema. Se per caso passate da quelle parti e trovate una pallottola per terra, non fatevi prendere dalla tentazione di portarvela via come souvenir, non chinatevi a raccoglierla, potrebbero spararvi in testa.

Documenti militari segreti arrivati in possesso del quotidiano ‘Washington Post’ rivelano una inquietante pratica. Cecchini statunitensi in Iraq erano istruiti ad individuare i sospetti ribelli costruendo vere e proprie ‘trappole per topi’: dopo aver sparso esche quali fili detonatori, esplosivi e munizioni, i militari a stelle e strisce dovevano sparare e uccidere tutti coloro che si fermavano a raccogliere questi oggetti.

C’e’ persino uno speciale settore dell’esercito USA che e’ incaricato di progettare queste cose: si chiama “Unita’ per la guerra asimmetrica”. Altro bell’esempio di Neolingua. “Unita’ tattiche terroristiche” non avrebbe fatto una bella impressione; e poi c’e’ il rischio di confondere i due schieramenti e non va bene.

I membri del plotone di cecchini, chiamati ‘demoni dipinti’ a causa delle strisce di crema mimetica scura con la quale si camuffano la faccia, hanno rivelato che tali episodi accadevano a causa delle pressioni dei superiori, che li incitavano a uccidere quanti più insorti possibile, in risposta alle pesanti perdite subite dall’esercito Usa.

Una volta, quando per esempio erano i tedeschi durante la II guerra mondiale a fucilare un po’ di gente a caso, si chiamava rappresaglia. Adesso che sono i “buoni” a metterla in atto, come si chiamera’? Ah, e’ vero, mica ammazzano civili, solo i probabili terroristi. Uhm. Siamo sicuri?

La metodologia ‘asimmetrica’ è venuta a galla durante gli interrogatori a tre militari accusati di omicidio e di aver collocato intenzionalmente armi accanto ai cadaveri di iracheni uccisi.

Uno degli accusatori, il soldato David C. Petta, ha raccontato alla stessa corte che gli oggetti in questione dovevano essere collocati sulle vittime, o nelle loro vicinanze, per “dimostrare che chi uccidevamo era uno dei cattivi, anche se non avevamo indizi per provarlo”.

Insomma, questi cecchini asimmetrici col lucido da scarpe in faccia sono contemporaneamente giudici e boia, “processano” il tizio che raccoglie un pezzo di filo (immagino che non abbia diritto ad un avvocato difensore) e immediatamente eseguono la condanna. Gli errori giudiziari non sono contemplati.
Qualcuno ha detto “Dredd“?

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