Ricatto 2

Li’ per li’ pensavo di aggiornare il post Ricatto, ma credo sia meglio dar piu’ visibilita’ a questo vergognoso epilogo:

L’Unione europea ha rinunciato all’idea di istituire per il 10 ottobre una giornata europea contro la pena di morte. Lo ha annunciato la presidenza portoghese di turno dell’Ue. “Purtroppo non e’ stato possibile avere un consenso dei Ventisette Stati membri” sulla giornata europea contro la pena di morte, ha detto il ministro della giustizia portoghese Alberto Costa al termine del Consiglio dei ministri Ue della Giustizia da lui presieduto, perche’ “c’e’ stato un Paese che non ha voluto separare la questione dalle altre”. Infatti, secondo il governo conservatore di Varsavia, piu’ che una giornata contro la pena di morte sarebbe meglio organizzare una giornata europea contro l’aborto e l’eutanasia.

Se sulle questioni importanti (e questa questione era soprattutto simbolica, non sostanziale) e’ necessario il “consenso dei Ventisette Stati membri”, possiamo essere ragionevolmente certi che nessuna decisione di rilievo verra’ presa dalla UE se Vaticano e USA non saranno d’accordo.

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Chiuso il post, ora  ho un ripensamento. Il ripensamento consiste in questo: un vero movimento di opposizione alla pena di morte forse sarebbe efficace soltanto se partisse dal basso, perche’ se stiamo ad aspettare che i politici ci pensino per noi, stiamo freschi. Troppi interessi economici in ballo, troppa diplomazia, troppi equilibri internazionali a rischio. E, come spesso accade, credo che l’unico modo di scuotere i paesi che ancora non hanno eliminato la pena di morte consista nel colpirli nel portafoglio. Quello che sogno, e lo sogno da un bel po’, e’ una campagna internazionale che spinga la gente a boicottare le mete turistiche dei paesi in cui sia ancora praticata la pena di morte. E parlo proprio di tutti i paesi pena-di-morte: USA, Giappone, Cuba, Egitto, etc. Difficile da proporre attraverso organismi gia’ noti (non mi risulta che Amnesty International abbia mai proposto qualcosa di simile, per esempio), forse l’unico mezzo e’ proprio la rete. Qualcuno ha qualche idea?

8 thoughts on “Ricatto 2”

  1. La mia opinione (non credo pessimistica. I pessimisti sono definiti così dagli ottimisti, ma loro si ritengono realistici), la mia opinione dicevo è che sia di gran lunga più fattibile, e più probabile, un movimento dalla base e un boicottaggio generale nei confronti dei paesi che praticano l’aborto e l’eutanasia. E sospetto anche la maggioranza della gente non sia affatto contraria alla pena di morte.
    Poi, magari, mi sbaglio. Oddìo, non mi dispiacerebbe sbagliarmi…

    Danilo

  2. lanciamo una campagna di massa sui blog italiani. mettiamo tutti un bel banner e facciamo casino. io il banner posso non metterlo, tanto mi leggi solo tu e sarebbe solo spreco di banda. la tua. altrimenti scrivi a grillo facendo leva sul portafogli. il suo. :PP

    alek

  3. @danilo (chi si rivede! ^_^)
    Spero anch’io che tu ti sbagli, significherebbe un regresso notevole, almeno per quanto riguarda la “civile” Europa. Ma in effetti sintomi di regresso se ne vedono eccome, in giro…

    @alek
    “Armiamoci e partite!” :P

  4. Posso citarti il parere di un mio conoscente, esponente di spicco dell’opposizione democratica tunisina e attivista per i diritti umani, che sostiene che un boicotaggio turistico del genere colpirebbe la popolazione più del regime e sarebbe controproducente.
    Le dittature, secondo me, prosperano nell’isolamento.

  5. Questa e’ una delle obiezioni piu’ comuni quando si parla di boicottaggio turistico, ma secondo me non e’ valida: se la popolazione di uno stato in cui ancora vige la pena di morte non fa abbastanza pressioni sul proprio governo affinche’ venga tolta, significa che le sta bene cosi’; quindi non ci trovo nulla di strano nel fatto che anche la popolazione ne soffra un po’, anzi, e’ proprio a partire dal malcontento popolare che potrebbe cambiare qualcosa. Anche una dittatura non trova divertente gestire una popolazione scontenta. Inoltre un calo negli introiti turistici creerebbe pressioni non solo dal basso, ma anche e soprattutto da parte degli imprenditori del turismo, che spesso hanno abbastanza potere per far sentire la loro voce. Ma tieni conto soprattutto di un’altra cosa: un simile boicottaggio non sottrarrebbe la maggior parte del flusso turistico (impensabile), ma solo una parte; sarebbe piu’ che altro una questione simbolica, un modo per far riflettere.

  6. In un paese neanche troppo oppresso com’è la Tunisia, (l’unica dittatura che conosco sufficientemente bene) non so quale sia il sentimento popolare riguardo alla pena di morte, ma so per certo che non influirebbe minimamente sull’atteggiamento del potere.
    I tunisini sono dannatamente scontenti, ma anche abbastanza rassegnati.

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