Parole pericolose

Non c’e’ che dire: i politici italiani fanno del loro meglio per tenere allegri i loro colleghi europei, nonche’ tutti i cittadini degli stati della UE.

Mentre Borghezio si faceva arrestare a Bruxelles per aver partecipato a una manifestazione non autorizzata “contro l’Islam”, l’ex-ministro Frattini, ora commissario europeo alla Sicurezza (perche’ da noi non si butta via nulla), ha espresso l’intenzione di dare il proprio contributo a “una serie di misure antiterrorismo che verranno proposte agli stati membri dell’Unione Europea”. In cosa consiste il suo contributo, che si concentra in particolare sull’uso della rete?

“Intendo condurre una indagine esplorativa con il settore privato – ha spiegato Frattini a Reuters – su come sia possibile utilizzare la tecnologia per impedire che la gente utilizzi o ricerchi termini pericolosi come bomba, uccidere, genocidio o terrorismo“.

Se Frattini intendeva dire esattamente quel che ha detto, sara’ impossibile fare una ricerca sulla bomba gelato, sparira’ da internet il film di Deaglio “Uccidete la democrazia”, il genocidio degli armeni entrera’ nella sfera del mito (con grande gioia della Turchia) e di terrorismo potranno parlare solo le tv (con grande gioia del Grande Fratello, non quello della tv).

Dalle accuse di censura selettiva l’ex ministro si difende cosi’:

“Parlando francamente – ha dichiarato – istruire qualcuno su come si costruisce una bomba non ha niente a che vedere con la libertà di espressione, o la libertà di informare. Il giusto equilibrio a mio avviso è dare priorità alla protezione dei diritti assoluti e, primo tra tutti, quello di vivere”.

Se ne deduce che il diritto alla liberta’ di espressione e di informazione non e’ compreso tra i diritti assoluti.

Una rete cosi’ come Frattini se la immagina sarebbe l’equivalente di quelle forme di restrizione alla navigazione che vengono messe a disposizione dei genitori per impedire ai figli di incappare in contenuti “impropri”. Insomma, l’ex ministro sta dicendo che siamo tutti minori sotto tutela, a cui va impedito di farsi del male girovagando in rete alla ricerca di parole “pericolose”. Grazie, papa’.

10 thoughts on “Parole pericolose”

  1. Mi trovo ostinatamente d’accordo con te.
    Pensa che il mio Ministero utilizza un filtro (tale “Forti-Guard”) che, oltre ai siti pornografici, sul che non c’è nulla da obiettare, blocca anche quelli che, secondo lui, appartengono alla categoria “racism and hate” (tra i quali, ovviamente, holywar.org; curiosamente, non masada2000).
    Ciò detto, pur essendo Frattini uno zero assoluto, sia lui che Borghezio eseguono bene gli ordini ricevuti. La libertà, insomma, non mi pare proprio un dono dell’era dell’Acquario. Chissà, nel Medioevo?
    E qui taccio, altrimenti non andiamo più d’accordo.
    Ciao. Ipo

  2. ehhhmmmm… anni di Giochisenzafrontiere hanno lasciato danni, ho visto CH e ho pensato svizzera :PPPP… crisi interna con l’abruzzo, direttamente :D

  3. E’ vero, i governi sono sempre un po’ paternalistici, ma quello italiano lo è sempre stato all’ eccesso e quando si censura si sa dove si comincia ma è difficile prevedere dove si finirà (che poi sono sempre i polli che rimangono fregati, visto che di sistemi per eludere i filtri in rete ce ne sono sempre stati e, credo e spero, sempre ce ne saranno).

    Parlando seriamente di parole pericolose, invece, non vorrei dover citare un’ altra volta Grillo in questi giorni ma ha ragione quando dice che è giocando con le parole che ci manipolano: oggi il Corriere online aveva questo lancio

    11 settembre, il leader cubano Castro sta con i complottisti

    per dire che Fidel si è dichiarato convinto del fatto che il buco provocato al Pentagono l’ 11 Sett. fu causato da un missile: uno finisce per chiedersi se è paranoico o se veramente c’è dietro un’ intenzione…

  4. @Ipo
    Qual’e’ il tuo Ministero? Non ne so nulla.
    “Ostinatamente d’accordo con te” e’ molto buffo. :)

    @Pape
    Scongiurato l’incidente diplomatico con la Svizzera, resta il fatto che la pro loco di Bomba non ne sarebbe contenta. Tra l’altro frugando in giro ho scoperto che e’ un grazioso paesino, che e’ vicino a un sito archeologico con mura megalitiche (cosi’ dicono nel sito del comune) e che sta a pochissimi km da Roccascalegna, un posto che vanta un castello fiabesco in parte sospeso sul nulla. La serendipity ha colpito ancora.

    @Puk
    Anche Grillo e’ molto bravo nell’usare le parole; hai letto quello che Gennaro Carotenuto ha scritto del V-day? Non ha mica tutti i torti.

  5. Cara Uppe,
    sì, pare buffo anche a me. Tuttavia, basta far due conti: con tante/i baciapile mi trovo d’accordo su una sola cosa, della quale è inutile parlare perché va solo vissuta; con tante/i mangiapreti su quasi tutte, meno che su quella. Insomma, se voglio dialogare…
    Ciao. Ipo

  6. Grillo è senz’ altro bravo nell’ usare le parole, ma Carotenuto non ha neanche tutte le ragioni.

    E’ buffo per esempio che dica:
    Le piazze di Grillo, configurano per l’ennesima volta il tetto oltre il quale la democrazia non può andare, il limite fisico di rappresentatività della democrazia liberale oltre il quale la stessa democrazia liberale non permette ai cittadini di andare.
    Considerando che democrazia vuol dire, letteralmente, governo del popolo, mi pare che questa sia solo un’ ennesima stortura nel nostro sistema, ben vengano quindi coloro che ne sfidano il tetto!

    […]se in Italia (o in qualunque altro paese), si facesse un referendum sulla precarietà che sta distruggendo la vita oramai a più di una generazione, come credete che finirebbe? Se in democrazia, i cittadini decidessero di abolire ogni tipo di contratto precario con un referendum, per vedere l’effetto che fa, e se hanno davvero ragione o torto gli economisti neoliberali, sarebbe loro permesso?
    Al momento no, ma credo che la gente in piazza si battesse implicitamente anche perchè un simile referendum fosse non solo accettabile ma accettato comunemente, come idea.
    E visto come stanno andando le cose, restando in tema di precarietà e neoliberismo, probabilmente avrebbero anche ragione.

    Scrive poi Carotenuto che l’ esempio del V-Day di Grillo è il meno propositivo tra gli eventi organizzati dalla società civile negli ultimi anni, che comunque sono stati sconfitti dalla “casta” (Quello di Grillo è l’ennesimo esempio, senz’altro il minore, il meno propositivo, ma forse il più disperato. […] Ma ognuno di questi movimenti, dopo un periodo di auge è stato sconfitto dagli apparati partitocratici, dai burocrati di partito, dalla casta..

    Secondo me invece si trattava di un evento fortemente e chiaramente propositivo (nasce per raccogliere firme sui famosi tre punti del Parlamento Pulito), e poi chi ci dice che i movimenti tipo i girotondini di Moretti siano stati sconfitti?
    Forse si sono semplicemente trasformati in qualcosa d’ altro e gli stessi che si tenevano per mano con Moretti ora si sono presentati in piazza a far la coda per firmare.
    Noto tra l’ altro che certi eventi di partecipazione popolare sono etichettati sotto il nome “movimenti” solo perchè una parola più adeguata manca: sono decentralizzati e senza un collante, rappresentano solo il fatto che gente di provenienze diverse è disposta a scendere in piazza per un obiettivo comune, l’ unico fil rouge che li unisca.
    Basta a definirli “movimenti” e a inquadrarli in un’ ottica classica di tattiche e punti?
    E basta il fatto che non siano sotto i riflettori dei mass media (il famoso “periodo di auge”) a dire che sono stati sconfitti?

    Secondo me è ancora da dimostrare: se accendi una miccia non puoi dire, mentre sta bruciando, che la bomba ha fallito, occorre attendere che la miccia si consumi per intero e forse siamo ancora in questa fase, si sta preparando il terreno, e questo mi sembra già qualcosa.
    E se la partecipazione al V-Day fosse anche dovuta al fatto che girotondini e no global hanno in un certo senso tracciato una strada sarebbe ancora considerabile sconfitta per chi ha preceduto?

    Carotenuto si pronuncia poi decisamente contro l’ ipotesi del limite massimo delle due legislature: i politici-peoni, solo di passaggio, non avrebbero il potere di opporsi a corporazioni potenti, in primo luogo quelle economiche.

    Ci sarebbe molto da obiettare, in primis sul fatto i politici di professione, ancorati alla poltrona da decenni, non sembrano neanche loro molto in grado di opporsi a queste corporazioni.
    Poi c’è da dire che due legislature sono un’ eternità, si parla di anni non di una botta e via, ed infine devo dire che sebbene questo punto è forse quello che anch’ io meno gradisco tra quelli proposti da Grillo, la situazione italiana è così incancrenita che l’ unica possibilità di cambiare è data secondo me da una svolta radicale, cura estrema ad un male che non si vede, altrimenti, come estirpare.

    Sull’ elezione diretta concordo invece quando scrive del pericolo che venga votato dalla gente il più telegenico: è effettivamente un rischio, ma c’è sempre stato (qualcuno ricorda quando candidarono Rutelli anche perchè “piace alle donne”?) ed il punto qui è nella testa delle persone e non è qualcosa su cui si può legiferare.
    Se il popolo italiano voterà Corona Presidente del Consiglio, allora se lo sarà pienamente meritato e si spera che, con il tempo, impari dai propri errori.

    Infine la conclusione che il nocciolo del problema politico che stiamo vivendo sia da ricercarsi nel modello di sviluppo economico che abbiamo abbracciato mi trova d’ accordo, ma che le soluzioni siano solo due, la sinistra o la destra, lo trovo un po’ limitante: in fondo destra e sinistra sono solo (e mai come adesso) due etichette.

    Scusa la risposta-fiume, naturalmente tieni presente che le mie sono, come al solito, solo mie modeste opinioni, e grazie per il link interessante :)

  7. Considerando che democrazia vuol dire, letteralmente, governo del popolo, mi pare che questa sia solo un’ ennesima stortura nel nostro sistema, ben vengano quindi coloro che ne sfidano il tetto!
    Credo che intendesse dire che quello (le piazze di Grillo) e’ il limite oltre il quale non viene concesso ai cittadini di andare; una valvola di sfogo, probabilmente necessaria affinche’ le cose non peggiorino, ma niente di piu’. E ogni volta sempre meno attenzione da parte dei media.

    Al momento no, ma credo che la gente in piazza si battesse implicitamente anche perchè un simile referendum fosse non solo accettabile ma accettato comunemente, come idea.
    Ah, la folla si puo’ battere implicitamente per un sacco di buone cose, ma se non c’e’ la volonta’ politica di metterle in pratica, restano bei sogni.

    in fondo destra e sinistra sono solo (e mai come adesso) due etichette.
    Due etichette diverse per lo stesso prodotto.

    Sul resto, beh, vorrei poter avere il tuo ottimismo, ma non riesco a vedere le cose sotto questa luce. Anzi, piu’ passa il tempo e piu’ divento pessimista. E naturalmente spero con tutto il cuore di sbagliarmi in pieno.

  8. > Credo che intendesse dire che quello (le piazze di Grillo) e’ il limite
    > oltre il quale non viene concesso ai cittadini di andare; una valvola
    > di sfogo, probabilmente necessaria affinche’ le cose non peggiorino,
    > ma niente di piu’. E ogni volta sempre meno attenzione da parte
    > dei media.

    Triste, molto triste: almeno un tempo come valvola di sfogo si facevano gli spettacoli con i cirstiani sbranati…
    (scherzo!)

    > Ah, la folla si puo’ battere implicitamente per un sacco di buone
    > cose, ma se non c’e’ la volonta’ politica di metterle in pratica,
    > restano bei sogni.

    Ma la volontà politica di far partecipare maggiormante la gente c’è, è il sunto del messaggio di Grillo in fondo.
    Da parte dei politici, di questi politici… no, non ci sarà mai questa volontà.

    > Due etichette diverse per lo stesso prodotto.
    I (almost) perfetly agree.

    > Sul resto, beh, vorrei poter avere il tuo ottimismo, ma non riesco
    > a vedere le cose sotto questa luce. Anzi, piu’ passa il tempo e piu’
    > divento pessimista. E naturalmente spero con tutto il cuore di
    > sbagliarmi in pieno.

    A vedere le cose da lontano è facile ammantarsi di ottimismo: è come tifare una squadra anche se perde sempre, non ti tocca direttamente.
    Ma qualcosa prima o poi cambierà, no?
    (e se non cambia… *emigra!!!* :D )

    Ti sento un po’ giù ultimamente: tutto bene, spero (politica a parte…).

  9. Eh, credo anch’io che tu sia piu’ ottimista perche’ non stai qua…
    Emigrare non mi dispiacerebbe, in effetti, e lo sai. :P

    Un po’ giu’ ultimamente, dici? mah, ne ho viste di peggio, tutto sommato me la cavo, grazie. :)

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