Un pm scomodo

Attorno al caso del duplice omicida con la predilezione per le ex fidanzate si e’ accesa una polemica rovente tra il pm incaricato delle indagini, Enrico Zucca, e la polizia. Sembrerebbe una querelle di poco conto, ma grazie a radiopopolare – che al caso ha dedicato il servizio di apertura del gr delle 19.30 – ho scoperto alcuni retroscena di cui mi pare che i media non parlino molto.

Vale la pena di trascrivere buona parte del servizio (e sia sempre benedetta radiopop e la possibilita’ di ascoltare in streaming l’ultimo gr in qualsiasi momento):

Uno scontro duro a Genova tra la polizia e il pubblico ministero che si occupa dell’omicidio della donna di Sanremo. “Quell’uomo era pericoloso e lo avevamo segnalato”, ha attaccato senza mezze misure la Polizia. “Lo sapevo ma non c’erano elementi”, ribatte il pm Enrico Zucca. Luca Delfino, il trentenne che venerdi’ ha ammazzato l’ex fidanzata e’ sotto inchiesta anche per un altro omicidio, quello di un’altra donna, sempre sua ex fidanzata, a Genova, nell’aprile del 2006. Il pm titolare dell’inchiesta e’ anche in quel caso Enrico Zucca.
Oggi il Corriere della Sera ha sparato in prima pagina il presunto rapporto che la squadra mobile gli avrebbe inviato dopo l’omicidio del 2006, in cui si sottolineava la pericolosita’ di Luca Delfino e si chiedeva l’arresto, arresto che non avvenne per decisione del procuratore capo Francesco Lalla. Questa mattina il pm Enrico Zucca ha ribadito la sua linea: “Non c’erano elementi per arrestare Luca Delfino” e in questa intervista a popolare network si e’ difeso: “Le indagini le stavo facendo io e conoscevo Delfino”. E ha attaccato i dirigenti della Mobile.

Segue l’intervista a Zucca, che attribuisce i presunti conflitti con la squadra mobile ad un “funzionario” o “dirigente” che non era tra chi faceva le indagini [cioe’ Claudio Sanfilippo – n.d.U.]; si dichiara anche convinto che questa contrapposizione non esista, avendo lavorato fianco a fianco con la Polizia. Sostiene inoltre che la Polizia non avviso’ il pm dicendogli che Delfino avrebbe ucciso ancora, come sostenuto dal Corriere. Sottolinea che le indagini le stava facendo lui, che lui stesso aveva interrogato il Delfino e che quindi non aveva certo bisogno che qualcuno lo avvertisse o lo mettesse in guardia.

Ma lo scontro e’ continuato nel pomeriggio: dalla Questura di Genova e’ uscita una velina, attribuita a un anonimo funzionario della Mobile: “Cinque mesi fa di nuovo avvisammo il magistrato della pericolosita’ di Luca Delfino”, un rapporto stilato in seguito all’intercettazione delle telefonate tra l’uomo e la donna uccisa venerdi’, in cui si ascoltano minacce e intimidazioni, ma non elementi di prova certi per l’arresto.

D’altro canto il procuratore capo Francesco Lalla aveva gia’ replicato in questi termini: “Se avessimo incarcerato una persona che si fosse poi rivelata innocente tutti si sarebbero scagliati contro di noi. Sul caso abbiamo lavorato con scrupolo e attenzione. Però è inutile negarlo, prove vere non ce n’erano”.

Ed ora viene il bello.

Lo scontro tra il PM Enrico Zucca e il capo della Mobile di Genova Claudio Sanfilippo non e’ nuovo, arriva fino ai fatti del G8 del 2001. Enrico Zucca e’ il pubblico ministero che sostiene l’accusa nel processo contro i poliziotti autori dei pestaggi alla Diaz. La strada del capo della Mobile di Genova Claudio Sanfilippo e quella del magistrato Enrico Zucca si incrociano su due livelli in questi anni: il primo e’ il G8; Zucca sostiene l’accusa al processo contro i poliziotti della Diaz; quando nel 2006 durante il dibattimento il pubblico ministero chiede i tabulati delle telefonate tra i poliziotti i quei giorni, e’ Sanfilippo a dichiarare che i tabulati non si trovano, poi dopo tre giorni i documenti saltano fuori. Sempre in quel processo e’ Sanfilippo ad essere incaricato di cercare le molotov, false secondo l’accusa, trovate nella Diaz e sparite quando avrebbero dovuto essere esibite come elemento di prova contro i poliziotti. La seconda volta che le loro strade si incrociano e’ l’omicidio Biggi nel 2006, proprio quello di cui Delfino e’ sospettato. “La Mobile commise molti errori determinanti sulla scena del crimine”, ha accusato il pubblico ministero, “esiste un gap tra i telefilm e la realta’”. Parole taglienti. Forse per questi due scenari, si dice in ambienti investigativi a Genova, molti poliziotti quel magistrato non lo amano. Il capo della Mobile Claudio Sanfilippo arrivo’ a Genova nel 2001, subito dopo il G8, dalla Squadra Catturandi di Palermo; lo porto’ con se’ il questore Oscar Fiorolli, appena nominato dal governo Berlusconi con il beneplacito dell’allora capo della Polizia De Gennaro. Nel luglio di quest’anno De Gennaro e’ stato interrogato da Enrico Zucca; a suo carico un’inchiesta per induzione alla falsa testimonianza nell’ambito del processo sulla Diaz.

Insomma, la ruggine tra i due e’ vecchia, Zucca, per il ruolo che ricopre nel processo a carico dei poliziotti della Diaz, e’ un pm che da’ fastidio e tutta la faccenda, vista da fuori, da’ l’impressione di una campagna orchestrata per screditarlo.

Intanto ci mettono le zampe anche i politici: il ministro Mastella chiede gli atti alla Procura di Genova e Maurizio Gasparri di AN attacca, con toni da comizio dal balcone di palazzo Venezia, “l’intollerabile sfrontatezza con cui il magistrato Zucca si sottrae alle sue gravi colpe per il killer ligure a piede libero”. In realta’ il responsabile della mancata carcerazione di Delfino nel 2006 non e’ Zucca ma il procuratore capo Lalla; e sulle voci che parlano di un altro “avviso” risalente ad alcuni mesi fa c’e’ parecchio di che dubitare. Ma forse non ha molta importanza, per Gasparri… anzi, forse e’ meglio che non si sappia nemmeno.

4 thoughts on “Un pm scomodo”

  1. Ah ecco. Mi pareva strano, anche ammesso che l’avviso di alcuni mesi fa ci sia stato, essendo stranoto che è praticamente impossibile liberarsi per vie legali di un persecutore minaccioso e pericoloso, questa specie di linciaggio ad un magistrato, per aver applicato una legge che notoriamente fa schifo e non protegge nessuno. Che frase contorta che m’è venuta O_o.

  2. Mmmh, la frase e’ contorta, ma il senso e’ chiaro. :)
    Si, in effetti, considerando anche solo la legislazione italiana in materia, e’ strano, come dici tu. Se poi si pone attenzione al resto, ovvero al coinvolgimento di Zucca nel processo per i fatti della Diaz, non e’ piu’ solo strano, diventa inquietante.

  3. … Che poi, se non ho sentito male alcuni stralci di intervista passati in TV, Zucca stesso dice “io ero perfettamente al corrente della pericolosità del soggetto; certe cose ero io che, mesi fa, le facevo presenti alla squadra mobile”.
    Bah

  4. Si. In un altro articolo del Corriere dice esplicitamente: “Sono io ad aver detto ai poliziotti: questo torna ad uccidere”. Mettendo assieme i pezzi, pare che sia stata la stessa squadra mobile a rendere impossibile il fermo di Delfino, visti gli errori commessi sul luogo del primo delitto; in sostanza, se Zucca dice il vero, lui era perfettamente consapevole della pericolosita’ del soggetto, che pero’ non fu posssibile trattenere a causa del cattivo lavoro della polizia (quindi della mancanza di prove certe). Che adesso sia la polizia a prendersela con Zucca e’ paradossale.

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