No comment

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9 thoughts on “No comment”

  1. Gentile Uppe,
    t’ho fatto le mie scuse nei commenti al post odierno di Rubi. Di notevole, per me, c’era
    solo l’assonanza tra uppe e cippa.
    Quel che vorrei sapere, se hai voglia di farmelo sapere, è il perché di questo
    nomignolo. Le “delucidazioni circa l’astruso nome del blog” le ho lette, ma non ho
    trovato nulla né su ‘Uppe’, né su ‘upuaut’. Quest’ultimo si pronuncia alla francese? In
    tal caso è l’ypò greco, che è per l’appunto il mio nomignolo. Curioso.
    Ciao. Ipo

  2. @ipo
    “Uppe” e’ il nomignolo – uno tra i tanti, a dire il vero – che mi hanno affibbiato in chat e che uso spesso per firmarmi.
    Come si pronunci “Upuaut” non saprei, visto che e’ egizio… e’ il nome di una divinita’ minore, che presiede alla cerimonia della pesatura del cuore, prima che le anime entrino nel Duat. Assomiglia ad Anubi, con il quale ha finito per essere identificato, anche se sembra essere piu’ antico (compare gia’ sulla Tavolozza di Narmer , qui trascritto come Wepwawet).
    A dire il vero, pero’, io ho preso il nome dal robottino con cui Rudolf Gantenbrink, ingegnere tedesco, esploro’ anni fa i condotti della piramide di Cheope, a Gizah, scoprendo la famosa porticina. “Upuaut” e’ “colui che apre le vie” e suppongo che Gantenbrink abbia chiamato cosi’ la sua creatura con intento beneaugurante. In effetti funziono’.

    @seriouspenguin
    Poi mi spieghi, eh. :P

  3. Grazie per la dotta risposta. Tutte cose che ignoravo.
    Resta il fatto per cui “upuaut” è pronunciabile “ypò”, il che effettivamente mi inquieta. Ma sei sicura che il Papa condannerebbe il tuo blog?
    Se non hai obiezioni in merito, ti linko (per le ragioni che spero d’aver chiarito nel commento fatto oggi a Rubi).
    Ciao. Ipo

  4. °°Ma sei sicura che il Papa condannerebbe il tuo blog?°°

    Eh si. Leggi qualche post nella categoria “Ratzinger” e “chiesa” e vedrai… ^_^

    °°Se non hai obiezioni in merito, ti linko°°

    Nessuna obiezione, naturalmente, anche se scorrendo il tuo blog mi sembra che le nostre posizioni siano piuttosto distanti. :)

  5. È vero. Non m’ero accorto che l’elenco dei tag – in WordPress – è “a tendina”, sicché mi limitavo a
    cliccare sulla voce ‘categorie’ di ogni singolo post, trovando tutto, tranne altri tuoi post.
    Sei una mangiapreti, sicché. Ti dirò che lo ero anch’io, fino a qualche anno fa (ma i miei anni
    dovrebbero essere più del doppio dei tuoi). Ho trovato divertentissimo il tag ‘Ratzinger’, anche per via
    dei link contenutivi, e ci ho riso di cuore.
    Sai perché parlavo di umiltà?
    Se non mi permetto di smentire, nelle faccende di loro competenza, un medico o un idraulico, perché
    dovrei smentire un prete che si appresta a darmi l’estrema unzione? Non essendo molto informato,
    sull’aldilà, preferisco umilmente affidarmi ad un professionista.
    Sedicente – obietterai – professionista. Evidentemente, chi può negarlo? Anche il medico lo è. Ma
    altrettanto evidentemente non lo sono io, sicché, se ignoro il medico, mi dovrò rivolgere a qualcun
    altro e, purtroppo, non mi fido dei «guaritori».
    Scusa la prolissità. È solo per scambiar due chiacchiere, mica perché spero di convincere chicchessia.
    Non convinco neppure me stesso.
    Ciao. Ipo

  6. Il concetto di professionalita’, applicato a cose come la fede, mi fa letteralmente rabbrividire.
    Implicherebbe l’abdicare volontariamente allo spirito critico, lo smettere di pensare, l’affidarsi all’ “autorita’” in materia. Ora, se l’ “autorita’” fosse scevra da limiti umani, potrebbe avere un senso. Visto che non lo e’ e non puo’ nemmeno esserlo (*), mi sembra per lo meno imprudente, trattandosi di questioni cosi’ delicate. Se persino nel far aggiustare un elettrodomestico cerco di capirci qualcosa e non mi “affido” ciecamente al sapere superiore del “professionista” (il quale, per l’appunto, e’ umano, puo’ sbagliare, puo’ cercare umanamente di fregarmi, etc.), come pensi che possa farlo in questioni tanto piu’ importanti quali quelle che hanno a che fare con la fede?

    Quanto agli anni, dubito assai che tu ne abbia il doppio di me: sono nata negli anni ’60. :)

    (*) Non avventuriamoci sullo spinoso tema dell’autorita’ divina, delle scritture, etc. Che anche li’ e’ questione di crederci o no, e anche li’, comunque, c’e’ il “filtro” umano – sia in fase di redazione che di interpretazione – a rendere il tutto piuttosto ambiguo.

  7. Cara Uppe,
    se mi passi quel ‘cara’, ti dirò che davvero paragono il prete (specie quello
    semianalfabeta) ad un professionista regolarmente iscritto all’Albo. Non parlavo a caso
    di ‘estrema unzione’, perché mi ci sento sempre vicino (non solo perché, altra curiosa
    omofonia, se tu sei nata negli anni 60, io sono nato 60 anni fa) e non conosco persone in
    grado di recitare il Bardo Thodol accanto alla mia salma.
    È vero. Le nostre posizioni sono piuttosto distanti.
    Ciao. Ipo

  8. Anch’io preferirei il Bardo Thodol. :D
    Quanto ai professionisti, vorrei uno sciamano, se proprio. Ma si tratta di tutt’altro genere di “professionismo”, per il quale lo stesso termine suona piuttosto come un insulto.
    Parlare di estrema unzione a 60 anni mi sembra un tantino prematuro, comunque. °_°

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