Mele e poltrone

poltrona2.jpgIl deputato dell’Udc Cosimo Mele (della cui avventura a base di squillo e forse droga in un hotel della capitale si e’ parlato in abbondanza e su cui percio’ non torno) lascia l’Udc. Bene, bravo. Ma non lascia il Parlamento, perche’ passa al gruppo misto.

Non so, saro’ ingenua, ma mi pare che questo significhi una cosa precisa: che, se per rispetto verso i propri compagni di partito, Mele ha presentato le dimissioni (subito accolte) dall’Udc, un analogo rispetto nei confronti del paese intero avrebbe dovuto indurlo a lasciare prontamente la carica di parlamentare. Se non l’ha fatto, significa che questo rispetto non c’e’. Significa che a lui del paese non importa un accidente e che si muove sulla base di logiche di casta (quella del partito). E significa soprattutto che cio’ che gli preme di piu’ e’ conservare la poltrona, con tutti i privilegi che questa comporta. Alla faccia di chi lo ha eletto e degli italiani che gli pagano il lauto stipendio da parlamentare.

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