Seguire le correnti

4paperelle.jpgEcco, non riesco a capire se di questa notiziola mi abbia colpito di piu’ la carica simbolica, le reazioni di alcuni matti – e meno male che al mondo ci sono i matti – o quel po’ di poesia che io ci vedo, e che magari c’e’ solo per me.

Perche’ se mi chiedo quanta distanza puo’ coprire una paperella di gomma nella sua vita ( e intendo in acqua), mi verrebbe da dire “ben poca”. E invece no.

Complice un naufragio nell’oceano Pacifico, un intero carico di paperelle di gomma – e altra fauna mista – se n’e’ andato per oltre 15 anni in giro per il mondo, verso Indonesia, Australia e Sud America, addirittura oltrepassando lo stretto di Bering per finire in vista delle coste britanniche, scolorandosi al sole e attirando l’attenzione di un po’ di gente: c’e’ chi, oceanografo in pensione, ne ha seguito gli spostamenti per studiare le correnti, chi e’ disposto a pagare piu’ di 700 euro per averne una e chi ci ha scritto libri per l’infanzia.

Ma quello che continuo a pensare, soprattutto, e’ che delle semplici paperelle di gomma hanno fatto molta piu’ strada di quanta probabilmente ne faro’ io nel corso della mia vita. E che forse qualcuna di loro ha trovato la mia isola.

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