Nuove strategie

Gli USA hanno deciso di passare alla prevenzione, in Afghanistan: adesso i talebani li ammazzano da piccoli.

5 thoughts on “Nuove strategie”

  1. Non ho mai ben capito perchè un pilota, e su su per tutta la catena di comando, che tira bombe sui villaggi sia un rispettabile professionista o addirittura un esportatore di democrazia e libertà, ed un disgraziato, e su su per tutta la catena di comando, che si fa esplodere su un bus sia un terrorista… ma probabilmente mi son persa qualche concetto di base

  2. Il concetto di base e’ “da-che-parte-stai”, detto anche “noi-Bene-loro-Male”.

    Tra l’altro, quanto li faccia incazzare che il disgraziato abbia il coraggio di uccidere in primo luogo se stesso (mentre loro al massimo sorvolano a distanza e schiacciano bottoni) lo si capisce dalla caparbieta’ con cui si impegnano a metterli nella peggior luce possibile. Agli occidentali di solito piace il concetto di sacrificio, saranno le ascendenze cristiane, chissa’; nei film quello che sacrifica la propria vita per una causa di norma e’ l’eroe. E questi qui che si fanno saltare senza dubbio si “sacrificano” per una causa in cui credono, per quanto distorta e aberrante.
    Intendiamoci, io non approvo in alcun modo ne’ chi uccide con bombe dall’alto, ne’ chi si fa esplodere in mezzo a un mercato affollato; ma a questi ultimi devo riconoscere perlomeno un coraggio che io non avrei e che di sicuro non hanno i signori dei bottoni.

  3. Ciao Uppe :)

    Quest’ultimo di cui parli è un punto interessante.
    Sembra anche a me che ci sia una sorta di demonizzazione isterica degli attacchi suicidi in quanto tali (non solo nelle loro motivazioni o semplicemente in quanto attacchi), con accuse che vanno da quella di vigliaccheria (??) a quella (soprattutto) di nichilismo-barra-cultura-della-morte etc…
    Che mi fa pensare, in questo momento che muoio, due cose:
    – uno, parallelamente a quella cristiana vige una pseudomorale dell’individualismo puro, che partendo dall’universale dignità della vita arriva alla conclusione (per me aberrante) che anteporre la comunità a sé stessi sia addirittura esecrabile;
    – due, più che altro, in effetti, ‘quegli altri’ sono degli ipocriti pusillanimi.

    Poi, un conto è farsi saltare in un mercato, un conto contro un check-point delle truppe d’occupazione, per dire.

  4. Ecco, l’unica distinzione possibile mi sembrerebbe proprio questa, un conto è farsi esplodere tra civili, o bombardare civili, un conto è farsi esplodere tra soldati occupanti, o… o, no, cioè, boh, non riesco ad avere una posizione definita sugli interventi cosiddetti umanitari… che se fossero umanitari davvero, sarebbero il male minore. Dico, è stato giusto invadere la Germania nazista, e sarebbe stato giusto fermare subito i serbi in Bosnia, e intervenire in Ruanda, e nel Darfour. Intervenire in ritardo per fermare dittatori armati e foraggiati da noi, armandone e foraggiandone altri in sostituzione, mi sembra tanto una cosa diversa. Ci son molte ditte che prima hanno fatto i soldi inquinando, poi si son riconvertite sulle bonifiche e fanno i soldi più di prima, raccogliendo i loro stessi rifiuti di qua per portarli di là, e poi di nuovo. Mi sa che è un po’ la stessa cosa, prima piazzo un Saddam e gestisco il petrolio con lui, poi mi disturba e lo tolgo, intanto mi serve l’Afghanistan, e nel frattempo mi lavoro l’Iran…

  5. @Erika
    Beh, accusare gli attentatori suicidi di vigliaccheria e di “nichilismo-barra-cultura-della-morte” mi fa un po’ ridere. Chi e’ piu’ vigliacco, nichilista e portatore di morte, chi uccide prima di tutto se stesso o chi sgancia bombe a grappolo e altri ritrovati della scienza moderna su villaggi, scuole e compagnia bella?

    La morale individualistica ha preso il sopravvento da un bel po’ su quella cristiana, che ormai sopravvive solo in quelle parti in cui *non contrasta* con l’individualismo; e, appunto, il concetto di sacrificio di se’ e’ uno di quelli che contrastano. Quindi, via.
    E si, certamente, farsi saltare in un mercato piuttosto che contro installazioni militari e’ ben diverso; cosi’ come e’ ben diverso uccidere combattenti nemici o bombardare una scuola…

    @Pape
    Eh si, e’ esattamente la stessa cosa. L’economia degli USA e’ fondamentalmente un’economia di guerra, anche se questo non viene mai dichiarato apertamente. Poi c’e’ il controllo delle risorse energetiche, anche. Poi il controllo dei mercati. E poi altro ancora.Ci guadagnano prima, durante e dopo. E guadagnano soprattutto dal permanere di conflitti nel mondo, il che significa che non hanno alcun *vero* interesse a spegnerli definitivamente.

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