Chiesa e pedofilia: strategie di difesa

Ancora una volta grazie a Pape, torno a parlare di preti pedofili e delle strategie di difesa della chiesa.

Una delle piu’ viste e sentite e’ quella che dice, in sostanza, “E’ vero, c’e’ qualche mela marcia, ma la chiesa e’ anche altro, fa tanto bene, etc. etc.

Ora, se al processo contro, poniamo, Toto’ Riina, l’avvocato difensore avesse chiesto uno sconto di pena “perche’ il mio cliente e’ un ottimo padre di famiglia“, non credo avrebbe ottenuto molto di piu’ che qualche frecciata ironica e qualche insulto a mezza bocca. Oh, dati i tempi, magari ci ha pure provato.

Qualcuno dira’: ma quello contro la chiesa non era mica un processo.

Ok, allora cambiamo esempio: mettiamo che un datore di lavoro stia selezionando un candidato per un posto e che questo candidato abbia l’abitudine accertata di molestare le colleghe, o di intascarsi parte dei ricavi; forse che il datore di lavoro “pesera’” meno questo fatto perche’ il candidato e’ sempre puntuale nello svolgimento dei propri compiti e arriva in orario al lavoro?

Di esempi del genere ne possono venire in mente parecchi altri, rendendo evidente che si tratta di una strategia retorica priva di buon senso.

Ma allora perche’ viene usata con tanta tranquillita’?

Beh, io credo che sia perche’ ci siamo abituati – o ci hanno abituati – alla morale del salumiere. La morale del salumiere e’ quella per cui si mette su uno dei piatti della bilancia una cosa pessima, un comportamento riprovevole, un reato, e sull’altro cio’ che “di buono” c’e’ in chi ha attuato quel comportamento. Come se le due cose avessero a che fare, come se si potessero davvero “pesare” allo stesso modo e nello stesso tempo. Ma in un mondo in cui tutto e’ merce, in cui si contratta per qualsiasi cosa, in cui cio’ che importa alla fine e’ “guadagnare” (o “vincere”), l’amoralita’ di una simile scelta non viene colta. Ognuno butta sul piatto quello che ha, che c’entri o meno, tanto non se ne accorge piu’ nessuno.

E non e’ tutto qua: sempre Pape, in un altro post, fa notare come questa morale mercantilistica venga utilizzata solo in una direzione: quando si tratta di difendere la propria casta o il proprio clan, va bene, ma quando invece si passa a giudicare gli altri allora non va piu’ bene, e singoli o intere categorie vengono inchiodati ad una “colpa” o a qualche fatto storico preciso, identificati con questi, senza possibilita’ alcuna di fare lo stesso giochetto, cioe’ “pesare” assieme il resto.

Insomma: una morale bacata, e per di piu’ utilizzata da una parte sola.

Ma c’e’ un’altra cosa ancora che a me personalmente da’ i brividi: nella strategia difensiva della chiesa sta anche il discorso sul “perdono“, che dovrebbe – nelle loro intenzioni – controbilanciare le accuse di aver voluto scientemente nascondere i casi di pedofilia e sottrarli alla giustizia degli stati coinvolti (fatto, questo, accertato senza alcuna possibilita’ di dubbio).

Chiamare “errore” quello che e’ un reato, e uno dei piu’ bastardi che si possano immaginare, non significa voler giudicare secondo parametri di fede, no: significa rifiutarsi di ammettere che oltre alle leggi di Dio esistono le leggi degli uomini, e che queste ultime valgono per tutti, anche per i preti pedofili. Significa porsi al di fuori e al di sopra della legge, significa non riconoscere l’autorita’ statale e quella dei suoi organi; e siccome questa autorita’ e’ – almeno in teoria – emanazione del consenso popolare, significa pure non tenere in alcun conto la democrazia.

Insomma, si tratta di un atteggiamento che in qualunque altra istituzione verrebbe stigmatizzato come pericoloso, antisociale, potenzialmente eversivo.

10 thoughts on “Chiesa e pedofilia: strategie di difesa”

  1. Che poi, anche il perdono non c’entrerebbe nulla. Come studia qualunque bambino per la prima comunione, il perdono è subordinato al pentimento, contrizione, e fermo proposito di non farlo mai più. E’ vero, non ci si fa caso, ma questi si prendono la parte di Dio e quella di Cesare, nell’indifferenza generale.

  2. Eh gia’.
    Ma anche volendo fare i buoni a tutti i costi e volendo mettere il perdono al primo posto, comunque non c’entra nulla, qua si tratta di reati. Che perdonassero nelle loro coscienze, senza volersi sostituire alla legge.

  3. “E non e’ tutto qua: sempre Papetta, in un altro post, fa notare come questa morale mercantilistica venga utilizzata solo in una direzione: quando si tratta di difendere la propria casta o il proprio clan, va bene, ma quando invece si passa a giudicare gli altri allora non va piu’ bene, e singoli o intere categorie vengono inchiodati ad una “colpa” o a qualche fatto storico preciso, identificati con questi, senza possibilita’ alcuna di fare lo stesso giochetto, cioe’ “pesare” assieme il resto.

    Insomma: una morale bacata, e per di piu’ utilizzata da una parte sola.”

    Uh…Scusa, ma non è esattamente quel che stai facendo anche tu? :-)

    Danilo

  4. Uhm, no, secondo me non è la stessa cosa. Intanto c’è differenza tra dire che _la Chiesa_ ha fatto una cosa gravissima con quel documento, e dire che… boh, che gli zingari son tutti ladri. La Chiesa è un organismo che ha emanato un documento ufficiale, ed _è_ responsabile di quel documento, come qualunque Ente o Azienda che scrive un documento ufficiale, il che non equivale a dire che tutti i preti sono pedofili. Le responsabilità individuali vanno distinte sempre, ma la Chiesa come _istituzione_ ha delle procedure formali che portano a coprire dei delinquenti, nascondendoli nel mazzo dei preti buoni. E poi c’è un’altra differenza che a me pare fondamentale, a meno che non si voglia giocare al piccolo cinico. E cioè che non si può equiparare la protezione dei pedofili ai pompini fuori dal matrimonio, c’è una sproporzione infinita tra tutto il casino che fanno per i Dico e i gay, e la tutela di genete che andrebbe appesa e scuoiata nella pubblica piazza.

  5. No, non sto giocando al piccolo cinico. Sto solo facendo notare che una categoria viene inchiodata ad una colpa: preti pedofili.
    Non ho motivo di credere che la pedofilia sia più frequente fra i preti che fra l’altra gente, ed escluderei che la Chiesa sia favorevole alla pedofilia. Anzi, dato il casino che la pedofilia solleva penso che la dirigenza ecclesiastica sarebbe ben lieta di castrare i colpevoli. Con un coltello arrugginito. Solo che non lo potrebbe fare di nascosto, ecco.

    _Il prete pedofilo_, che non è pedofilo in quanto prete, ma in quanto cittadino, andrebbe appeso e scuoiato nella pubblica piazza. Ok.
    La Chiesa, però, _non è pedofila_. E’ ipocrita, e lo è in funzione del potere. Infatti non fomenta la pedofilia, nè la giustifica, bensì la nasconde in quanto pubblicità sgradita (uh…e anche in quanto fonte di spese sotto forma di indennizzi, a dirla tutta).
    La colpa della Chiesa, intesa come dirigenza della medesima, non è la pedofilia, ma il totale disinteresse per i valori che sostiene e che vuole imporre agli altri. Quindi, parliamo di Chiesa amorale, e non di Chiesa pedofila. Perchè altrimenti stiamo facendo lo stesso gioco demagogico e scorretto della Chiesa quando associa omosessualità e pedofilia. Che è poi lo stesso gioco di cui Uppe si lamentava. Questo intendevo.

    Danilo

  6. Eh, ma infatti non ho mai detto, e mi pare nemmeno Uppe, che i preti siano tutti pedofili, o che i pedofili siano tutti preti. E nemmeno che la Chiesa sia favorevole alla pedofilia. Dico che protegge i preti pedofili, per interesse proprio, perchè non riconosce l’autorità civile, perchè ha da difendere l’immagine. E che se ne frega se tutto ciò contrasta con il Vangelo e con i lresto della predicazione. E’ un po’ un argomento da prete :P, dire che criticare il modo in cui la Chiesa gestisce questi casi equivalga a fare l’equazione prete-pedofilo, ed invece mi pare che dciamo più o meno le stesse cose.

  7. Boh, vabbè. Per conto mio, dichiaro ufficialmente 1. che non credo che tutti preti siano pedofili; 2. che non credo che tutti i pedofili siano preti; 3. che non credo che la Chiesa sia favorevole alla pedofilia. D’ora in poi lo premetterò ad ogni post di argomento religioso et similia.

  8. Ah, si trattava di questo?
    Mah, mi pareva ovvio che non stessi dicendo che la chiesa e’ pedofila, che tutti i preti sono pedofili, etc. Per forza non capivo.
    Beh, mi associo alle ultime dichiarazioni di Papetta, ma non ho alcuna intenzione di premetterlo ad ogni post che riguardi questo tema, non credo di dovermi giustificare in questo senso, visto che non ho mai affermato quello che mi sembra mi sia stato attribuito.

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