Shameless

Non ne avrei voglia, ma almeno due parole bisogna spenderle.

Perche’ adesso questi qui scioperano.

“Gli autori italiani – informa una nota della Siae – hanno deciso di indire una settimana di sciopero dello spettacolo per sollecitare l’attenzione del Governo italiano e delle istituzioni internazionali alla tutela del diritto d’autore, che oggi viene minacciato da tentativi di esproprio nel nome del libero accesso alla cultura”.

La richiesta degli autori ha indotto la Siae a decidere la sospensione di ogni permesso di utilizzazione delle opere bloccando di fatto ogni spettacolo.

Gli autori…? Chissa’ perche’, non ci credo molto.

Questi sono gli stessi che studiavano una “tassa Siae sui contenuti internet” e il cui presidente si esprimeva in questi termini:

(…) la nostra vocazione è far pagare più soldi possibile, siamo valutando tutti i mezzi per incassare di più, ma dobbiamo anche pensare alla cultura (…)

La prima volta che l’ho sentita mi sono detta: “Ma no, deve essere una burla, un pesce d’aprile fuori stagione”. E invece no, ha detto esattamente questo.

Questo secondo articolo contiene altre perle, consigliata una lettura integrale.

6 thoughts on “Shameless”

  1. Quanto meno non è ipocrita… ma certo che pagare i diritti alla SIAE su ogni supporto vergine, inclusi hard disk e chiavi usb dove salvo il lavoro _mio_, o direttamente sulla connessione internet è un’idea terribile. Finiranno per chiedere una tassa sui bagnoschiuma, per ripagarsi di quelli che canticchiano sotto la doccia.

  2. Altro che idea terribile… se fossimo in un mondo normale, gia’ solo l’idea avrebbe suscitato rivolte. Non e’ molto lontana dal tassare l’aria che si respira.
    Guarda qua che e’ successo solo un anno fa: un ispettore Siae si e’ introdotto in una festa privata in cui alcuni bambini di Chernobyl, durante uno spettacolino, dovevano cantare una canzone in bielorusso, pretendendo il pagamento di una multa di 205 euro. Come dice chi ha scritto l’articolo, “Qui non è più nemmeno in discussione il “fair use”, qui è in discussione finanche la libertà di riunirsi con amici e canticchiare una canzone!”.
    Siamo gia’ ben oltre il paradossale.

  3. Il vero problema degli autori è, secondo me, non la pirateria o il download atraverso il file sharing, ma il prezzo dei film e dei cd. Gli autori dovrebbero pensare a un nuovo modo i distribuzione che passi per la Rete che, al contraio di quello che loro pensano, non è loro nemica, anzi…

    Mi spiego meglio: invece di vendere il supporto fisico del CD in cui sono registrati i brani, le case discografiche potrebbero distribuitre i loro prodotti solo tramite il Web con il download legale gratuito a prezzi bassisimi. Non è la stessa cosa, ad esempio, per una casa discografica vendere online tramite il download 10.000 brani a 10 centesimi di euro (ma anche molto di meno!) o vendere 100 CD a 10 €!?
    C’è poi Peter Gabriel che a Luglio lancerà un nuovo progetto in base al quale si potrà scaricare musica in modo legale da Internet da un sito che inserise 10 secondo di pubblicità all’inizio d ogni brano. A pagare gli autori ci penserebbe la pubblicità, come nella televisione generalista, e il download sarebbe free. Anche questa soluzione non è piaciuta alle case discografiche.

    Scioperare contro i propri clienti per sensibilzare i governi ad asprire le pene nei confronti della “pirateria” e del download free, credo che non risolva affatto il problema, anzi aumenta gli screzi tra gli autori e i potenziali aquirenti delle loro opere che già si lamentanoi per i prezzi e per le modalità di fruizione. Servono nuovi canali di sdistribuione che tengano conto della Rete e delle tecnologie digitali!!!

    salpetti.wordpress.com

  4. Eh, sono d’accordo, sarebbe un’ottima soluzione, ma mi sembra che qui ci sia un po’ di gente intenzionata a restare attaccata con le unghie e coi denti a privilegi ormai obsoleti, e obsoleti proprio a causa della rete.
    Questo in generale il tutto il mondo; il caso della Siae, poi, e’ particolare, perche’ di fatto funziona come un governo a se stante – non eletto dai cittadini – che appioppa tasse sempre nuove ai limiti dell’assurdo. E la liberta’ con cui agisce e’ sospetta, almeno ai miei occhi.
    Ho letto il tuo post sull’argomento, molto documentato, complimenti. :)

  5. Grazie per i complimenti. Io ci tengo a documentare bene tutti i miei post e ogni volta che quel che scrivo non è mio, cito la fonte. Mi sembra una questione di correttezza (non di copiright ;-) ) nei confronti dei lettori e delle mie fonti.
    Veniam alla SIAE, qualcuno dovrebbe far capre a questi signori che è tempo che perdano iprivilegi di cui godono e che occorre tenere conto delle tecnologie digitali. Non è possibile che le cose continuino ad andare in questo modo (vi ricordate quando sono aumentati tutti i cd vergini perchè la SIAE ha imposto la tassa sulla presunta violazione del copyright? E e io in quei cd avrei messo le foto delle mi vacanze!?).
    Spero che questo sciopero gli si ritorca contro, per fargli capire qualcosina… Già ci sono in ato iniziative interessanti: http://fhf.it/notizie/sciopero-spettacolo-giornata-di-libera-copia-nazionale

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