Agape

Pape mi ispira, evidentemente.

Questa volta, chiedendosi (tra le altre cose) la ragione della vera e propria fissazione della chiesa sulle questioni legate alla sfera sessuale, mi ha fatto tornare su alcune riflessioni che avevo fatto in occasione della lettura (e rilettura e rilettura…) di “Venere piu’ X” di Theodore Sturgeon. Si, lo so, e’ un romanzo di fantascienza, mica un trattato, ma ci ho trovato e continuo a trovarci moltissimi spunti; e cosi’ in altri libri che la presunzione di certi intellettuali vorrebbe appartenenti a generi “minori”. Come diceva Vonnegut, nella fantascienza c’e’ molto piu’ di quel che sembra.

Mi limitero’ a riportare alcuni passi del testo, senza commento. Un po’ perche’ commentare un’opera letteraria e’ sempre difficile e un po’ perche’ il senso profondo che io ho tratto da questi passi sta in una parte molto privata di me ed e’ strettamente legato ad un certo numero di altri discorsi che non mi va di affrontare qui. Ma credo che anche solo questi brani possano suggerire qualcosa.

Sturgeon parla delle “religioni caritiche“; una religione caritica e’

una religione a cui i fedeli aderivano nella speranza di avere una genuina esperienza religiosa, un’esperienza piu’ tardi chiamata teolepsi, o invasamento divino.

Hanno in comune un elemento: l’esperienza soggettiva, partecipativa, estatica: e hanno in comune, quasi invariabilmente, l’uguaglianza delle donne, e sono tutte religioni di amore.
Senza eccezioni furono ferocemente perseguitati.

Esistono due canali diretti alla mente inconscia. Uno e’ il sesso, l’altro e’ la religione; e nei tempi precristiani, era abituale esprimerli assieme. Il sistema giudeo-cristiano vi pose fine, per una comprensibile ragione. La religione caritica non mette nessuna barriera tra l’adoratore e la Divinita’.

L’unico modo per sfruttare il potere immenso della religione innata – la necessita’ di adorare – allo scopo di acquisire potere, consiste nel porre tra l’adoratore e la Divinita’ un meccanismo di colpa. L’unico modo per realizzare tutto questo e’ organizzare e sistematizzare l’adorazione, e il modo per riuscirvi e’ sorvegliare attentamente l’altro grande impulso della vita… il sesso.

Sull’ “agape”, la “festa dell’amore”:

(…) sembra sia stata una caratteristica universale e necessaria della cristianita’ delle origini. Lo si puo’ accertare attraverso la documentazione degli editti contro questa e quella pratica, ed e’ significativo che l’abolizione di un rito cosi’ importante di adorazione abbia richiesto circa trecento o quattrocento anni, e sia stata realizzata gradualmente, con sbalorditiva abilita’ ed efficienza.

Gli uomini, o perlomeno gli uomini che muovevano gli altri uomini, scoprirono che una religione caritica non tollera la dottrina, poiche’ non ne ha bisogno. Ma senza una dottrina, senza un interprete, gli uomini che muovono gli altri uomini sono privi di potere… vale a dire, non sono superiori. In una religione caritica, non avevano nulla da guadagnare.

4 thoughts on “Agape”

  1. Il tutto mi ricorda un brano che adoro, nel Pendolo di Foucault di Eco, in cui Lia rivede con il fidanzato i significati mistici dei numeri e varia altra simbologia tra il cattolico e l’esoterico, dando a tutto un significato naturale, legato alla coppia ed alla procreazione. Non so bene perchè me lo ricordi, dovrò rileggerlo, e devo anche cercare Venere + X (che non conoscevo), però mi fa pensare che, ai fini del controllo del sesso, oltre ai vari divieti e precetti, si sia realizzata una specie di inglobamento delle religioni precristiane (… e anche questo mi riposta al Pendolo, in effetti, nella parte ambientata in Brasile), con l’assunzione tra i santi cattolici di diverse divinità pagane. In Sardegna, ma credo dovunque, è frequentissimo trovare chiesette di campagna sovrapposte a pozzi sacri nuragici, e menhir sui quali si cuciono storielle edificanti che narrano di peccatori pietrificati, e riti legati al culto dell’acqua ed a pratiche di fecondazione della terra rimaneggiati e cristianizzati. Si potrebbe dire che le religioni precristiane sono state smontate, e riti e personaggi, utili per una rapida e indolore conversione di popoli, sono stati cristianizzati, mentre gli aspetti legati al sesso ne venivano via via separati e demonizzati?

  2. °°Si potrebbe dire che le religioni precristiane sono state smontate, e riti e personaggi, utili per una rapida e indolore conversione di popoli, sono stati cristianizzati, mentre gli aspetti legati al sesso ne venivano via via separati e demonizzati?°°

    Si, probabilmente e’ proprio quello che e’ successo.
    Delle religioni primitive (soprattutto allo scopo di cancellarne il ricordo) sono state conservate certe forme esteriori, certe date, certi luoghi, epurandole sistematicamente da tutte le caratteristiche “caritiche”, come le chiama Sturgeon.
    Certo e’ che le religioni del passato, quelle non monoteiste, avevano col sesso un rapporto molto piu’ libero e soprattutto non basato sul senso di colpa: pensa alle prostitute sacre, tradizione diffusissima nel mondo antico; pensa al Tantra, vero e proprio percorso iniziatico che fa del sesso la chiave per l’illuminazione; e si potrebbe continuare.
    La tua terra e’ ricchissima di tracce di religioni primitive, lo so; i pozzi sacri sono una delle cose che desidero di piu’ vedere e che vedro’ di certo, non appena riesco a rimetterci piede. ^_^

  3. per quando riuscirai, posso offrire una guida locale! :P
    Mi fai pensare che col cristianesimo sono spariti i semidei, che prima mi pare che fossero abbastanza numerosi, era cosa comune che gli dei si invaghissero di qualche umano e ne nascessero figli, ed in modo del tutto naturale. Gesù si può forse considerare, per certi versi, l’ultimo semidio, però generato senza atto sessuale, è quasi un sincretismo tra il Dio tutto spirito degli Ebrei e gli dei concupiscenti dei pagani :P. Ho trovato citatissime le prostitute sacre nel libro di Sergio Frau sulle Colonne d’Ercole, che rilegge in modo stupefacente gli antichi miti dopo aver cambiato la geografia del Mediterraneo, e sto rileggendo, seppur lentamente e con fatica, Il ramo d’oro di Frazer, e ci si trovano spunti interessanti in quel senso.

  4. Grazie, sei gentilissima, potrei approfittarne. ^_^

    Anche i semidei, le divinita’ locali, quelle associate a particolari posti o situazioni, sono stati assorbiti dal cristianesimo; sono diventati i santi, i protettori di luoghi, professioni, eventi della vita. Forse questa spinta panteistica – o anche animistica – non era sopprimibile e la venerazione dei santi e’ un compromesso necessario. Sarebbe interessante scoprire la ragione di questo bisogno profondo di considerare sacro piu’ o meno tutto cio’ che ci circonda. Io una mezza idea ce l’ho.
    Pure l’antica religione matriarcale – la Grande Madre – e’ confluita, pur se molto distorta e subordinata al dio patriarcale – nel cristianesimo: e’ la venerazione per la Madonna, ultima traccia dei culti matriarcali del passato, altro bisogno non comprimibile e quindi assorbito. O rubato.

    Gesu’ non e’ mica sempre stato cosi’ etereo e slegato dalla corporeita’ come ce lo racconta la chiesa. Ai suoi discepoli diretti e ai primi seguaci non sarebbe mai venuto in mente di considerarlo qualcosa di diverso da un essere umano. Sarebbe stato persino blasfemo il farlo. Per di piu’ veniva da loro chiamato “rabbi”, come e’ ancora possibile constatare in molti punti dei vangeli; ora, un “rabbi” non puo’ essere tale se non e’ sposato, cosa che la maggior parte della gente ignora. E probabilmente aveva pure dei figli, come ci sarebbe da aspettarsi da un “rabbi” della sua eta’. Tutto questo e’ stato pian piano cancellato, a partire da Paolo di Tarso, che ha attuato uno spostamento radicale della figura di Gesu’ in direzione di una sua sacralizzazione oltre l’umano. Anche tutti gli elementi di chiara derivazione misterica (in particolare dal culto del Sol Invictus, o Mithra, da cui deriva la nascita da una vergine, il rito della comunione, la resurrezione e un sacco di altre cose) sono aggiunte posteriori, fatte per la stessa ragione che dicevamo prima: assorbire in se’ e quindi cancellare un culto importante quale era quello di Mithra nella Roma dei primi secoli.

    E’ il panteismo stesso ad essere per sua natura meno controllabile di un monoteismo senza possibilita’ di scelta. C’e’ sempre una certa… concorrenza, diciamo. Se la divinita’ a cui ti rivolgi non ti da’ retta, puoi sempre andare al tempio accanto e provare con un’altra. Per chi desidera poter controllare tutto, non e’ la situazione ottimale. Il monoteismo e’ chiaramente una religione di tipo patriarcale e come tale tende ad imporsi su tutto il resto, a “conquistare”. E in effetti basta guardarsi intorno per capire quanto abbia “conquistato” davvero, persino nelle nostre menti; perche’ il nostro atteggiamento sociale nei confronti del sesso – tanto per tornare da dove eravamo partiti – e’ chiaramente una conseguenza dell’essere immersi in una cultura quale quella cattolica. E ne siamo impregnati anche individualmente, non c’e’ alcun dubbio, e non solo per quello che riguarda il sesso in senso stretto: mai pensato, ad esempio, quanto sia poco naturale l’idea dell’ “amore eterno” e da dove venga davvero?

    Oh, la pianto qui, altrimenti non la smetto piu’. :)

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