Api e OGM

“If the bee disappeared off the surface of the globe then man would only have four years of life left. No more bees, no more pollination, no more plants, no more animals, no more man.”

(Albert Einstein)

Della moria di api che sta investendo gli USA, la Germania e il Brasile non si parla piu’ molto, come se l’emergenza fosse rientrata, anche se non e’ affatto cosi’.

Anche in Italia, di recente, si e’ osservato uno strano comportamento di api e vespe, che sono state viste nel milanese muoversi in grossi sciami come “impazziti”.

Sulle possibili cause del CCD (Colony Collapse Disorder), che ha fatto sparire fino al 90% delle api operaie sulla costa ovest degli Stati Uniti, ci sono varie teorie: c’e’ chi da’ la colpa alle emissioni dovute ai ripetitori per telefonia mobile, chi ad alcuni pestidici che si sarebbero rivelati particolarmente pericolosi per le api, chi agli OGM.

A quest’ultima possibilita’ avevo finora dato meno credito che alle altre, non capendo che relazione potesse esserci tra una simile scomparsa di massa e l’impollinazione da piante geneticamente modificate.

Un articolo linkato da Byrne sul suo blog mi ha fatto riconsiderare decisamente la cosa. In esso si fa cenno ad alcuni dettagli che non conoscevo.

Traduco a braccio.

In molti casi, gli scienziati hanno trovato, nelle poche api sopravvissute che ancora erano nelle arnie dopo la sparizione della maggior parte della colonia, quasi tutti i virus delle api noti. Alcune avevano cinque o sei infezioni contemporanee ed erano infestate da funghi, segno di un possibile collasso del loro sistema immunitario.

Gli scienziati sono anche sorpresi del fatto che le arnie abbandonate vengano lasciate intatte, cioe’ non vengano nemmeno depredate da altri insetti, cosa che normalmente avviene. Questo suggerisce che nella colonia ci sia qualcosa di tossico che li respinge.

Un piccolo studio condotto dall’Universita’ di Jena tra il 2001 e il 2004, che ha esaminato gli effetti sulle api dell’impollinazione di una variante OGM del mais (Bt corn), suggerisce un collegamento diretto con gli effetti osservati. Nel Bt corn e’ stato inserito un gene di un batterio che lo rende in grado di produrre una sostanza tossica per i parassiti. Lo studio non mostro’ alcuna evidenza diretta di effetti tossici del Bt corn sulla salute delle api. Ma in seguito accadde che quando, per caso, le api usate nell’esperimento vennero infestate da un parassita, molte delle api che erano state nutrite col Bt corn morirono.

Secondo Hans-Hinrich Kaatz, professore all’Universita’ di Halle e direttore della ricerca, la tossina batterica nel mais OGM puo’ aver alterato la superficie intestinale delle api, indebolendole abbastanza da renderle vulnerabili al parassita.

E questo spiegherebbe bene la ragione dell’infestazione incrociata da virus e funghi osservata sulle api superstiti e anche il fatto che gli altri insetti evitino le arnie abbandonate.

10 thoughts on “Api e OGM”

  1. come sempre quando si vuole cambiare la natura solo a proprio vantaggio, si combinano dei casini.

  2. credo, che se tutto partisse dalla volontà di dare e non di prendere, dall’amore per la verità e la bellezza e non l’amore come volontà di possedere e di controllare potremmo fare qualcosa di davvero migliore. come sempre le cose “più perfette” nascono prima dal cuore. la tecnologia è un mezzo. adesso usato male. farò un blog su questa mia visione…magari un pò francescana della natura, ma mi sembra l’unica via per migliorarci

  3. Hai senza dubbio ragione, ma, come si sta dicendo nei commenti all’altro post (“Conflitti”), concetti come verita’, bellezza, il donare, il fare le cose prima di tutto col cuore, sono ormai fuori moda, sembrano non interessare piu’ se non a uno sparuto gruppo di nostalgici. Siamo una specie in via d’estinzione; e non c’e’ nessun WWF che possa farci qualcosa.

  4. Io ho sempre riflettuto sulla grossa quantità di antibiotici e medicinali che alcuni apicoltori senza scrupoli devono utilizzare per mantenere le “loro api” durante l’inverno …. possibile che se lasci le api libere queste si fanno i loro alveari in alto, attaccati alle piante, alle grondaie ed altri oggetti comunque irraggiungibili sia da altri animali che da umidità del terreno ed altro … possibile che anche questa nostra colonizzazione forzata “a nostro comodo” non necessiti di una critica revisione?

    Comunque grazie per la traduzione!!!

    Saluti radiosi

  5. Mah, le arnie a casetta si sono sempre usate, anche senza antibiotici e medicinali. Certo, se si aggiungono pure quelli…
    La traduzione e’ solo parziale, in realta’ l’articolo e’ ben piu’ lungo. Comunque, di nulla. :)

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