(x_x) x(°_°)x (°x°)

Io cerco di chiuder fuori le notizie e queste mi inseguono fin dentro casa.

L’ultima che mi ha assalito si merita a pieno titolo il tag “disgusto”.
In breve, la Camera ha approvato qualche giorno fa, quasi all’unanimita’, la legge Mastella, che inasprisce le pene sia detentive che pecuniarie per chi fa informazione sugli atti giudiziari. Lo racconta bene Marco Travaglio. Mi limito a riportare un paio di frasi illuminanti:

Cari lettori, quando il Parlamento approva una legge all’unanimità, di solito bisogna preoccuparsi. Indulto docet. Questa volta è anche peggio. L’altroieri, in poche ore, con i voti della destra, del centro e della sinistra (447 sì e 7 astenuti, tra cui Giulietti, Carra, De Zulueta, Zaccaria e Caldarola), la Camera ha dato il via libera alla legge Mastella che di fatto cancella la cronaca giudiziaria.

Mastella esulta; eh vabbe’, la legge porta il suo nome.

Esulta pure Pecorella. Puo’ essere buona per i cittadini una legge per la quale Pecorella esulta?

Ma a stupire non è la cosiddetta Casa delle Libertà, che facendo onore alla sua ragione sociale ha tentato fino all’ultimo di aumentare le pene detentive e le multe (fino al 500 mila euro!) per i giornalisti. È l’Unione, che nell’elefantiaco programma elettorale aveva promesso di allargare la libertà di stampa. Invece l’ha allegramente limitata con la gentile collaborazione del centrodestra. Ma chi sostiene che nell’ultimo anno non è cambiato nulla, ha torto marcio. Quando le leggi-vergogna le faceva Berlusconi, l’opposizione strillava e votava contro. Ora che le fa l’Unione, l’opposizione non strilla, anzi le vota.

E chissa’ perche’ – dato che l’argomento li tocca cosi’ da vicino – i giornali non ne parlano o quasi. La notizia sta viaggiando quasi esclusivamente in rete. Basta cercare un po’ su Google news per rendersene conto.

Come per il caso della conferenza di Chianciano, e’ sceso un silenzio bipartisan sull’argomento. Niente di strano, visto che l’accordo bipartisan che ha portato a questo plebiscito e’ li’ in bell’evidenza per chiunque lo voglia vedere. Niente di strano, ma piuttosto allarmante per noi comuni mortali.

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