“Sul collo vi sta”

Sul manifesto di oggi si parla della questione dello “scudo spaziale” che gli USA vorrebbero creare sull’Europa. L’articolo ne riprende uno precedente, piu’ lungo e articolato, degli stessi due autori, che ho trovato qui.

In giro se ne parla pochissimo e quindi sono in pochi a sapere che l’Italia ha gia’ firmato in segreto un accordo bilaterale con gli USA, del quale non sono stati informati il parlamento e il governo, per non parlare dei cittadini. E mentre qui non se ne sa nulla o quasi, in Europa cominciano a sollevarsi voci di protesta, piu’ o meno timide.

Dopo un’interrogazione parlamentare sulla questione, Verzaschi (sottosegretario di stato per la difesa, UDEUR) ammette l’accordo, inquadrandolo pero’ nelle iniziative intraprese in ambito Nato. E invece:

Lo stesso generale Obering ha invece chiarito che lo schieramento in Europa, da parte degli Stati Uniti, di missili antimissili non rientra in ambito Nato e che «gli USA non sono disponibili a cedere la responsabilita’ del progetto». Poiche’ la Francia si oppone a tale progetto e altri governi alleati sono dubbiosi, Washington non ha chiesto il consenso della Nato ma, scavalcando l’Alleanza, ha cercato di ottenere prima quello di singoli governi consenzienti (Gran Bretagna, Polonia, Repubblica Ceca, Italia e altri) attraverso accordi bilaterali.

(…) Verzaschi, dopo aver assicurato che la «difesa missilistica» ha «eminentemente una finalita’ protettiva», ammette che «nuovi programmi sono suscettibili di alterare equilibri strategici consolidati, in particolare con la Russia». Fatto che – ha ammonito il presidente francese Jacques Chirac – potrebbe «spaccare il continente e provocare una nuova guerra fredda».

E da come gli USA si stanno muovendo, sembra proprio che questo sia uno dei loro obiettivi. Intanto da Mosca gia’ arrivano le prime brezze gelate.

Occorre notare come la paternita’ dell’accordo sia da ascrivere interamente a governi di centro-sinistra:

il primo memorandum d’intesa sulla partecipazione italiana ai programmi di ricerca per lo «scudo» fu firmato al Pentagono, nel settembre 1986, dal secondo governo Craxi.

Il memorandum d’intesa con cui l’Italia è entrata operativamente in uno dei programmi dello «scudo», il Meads, è stato firmato al Pentagono dal primo governo Prodi nel maggio 1996: si trattava allora di un «piccolo scudo» destinato a proteggere i soldati statunitensi e alleati all’offensiva in distanti teatri bellici. Ed ora è stato il secondo governo Prodi a concludere il ben più importante memorandum di accordo quadro che, preannunciato dal generale Obering nel marzo 2006, era stato redatto dal Pentagono col governo Berlusconi, ma la cui firma era slittata in vista delle elezioni italiane di aprile.

E infine:

Contemporaneamente, mettendo l’Europa sotto il loro «scudo», gli Usa rafforzano la loro leadership nei confronti degli alleati europei: lo «scudo» dispiegato in Europa sarà infatti inserito nel sistema di comando e controllo statunitense. E inoltre gli Usa possono scaricare sugli alleati parte dei costi per lo sviluppo del sistema, ammontanti finora a 10 miliardi di dollari annui.

Traduzione: facciamo come vogliamo noi, vi costruiamo in casa un sistema di cui manteniamo interamente il comando e vi facciamo pure pagare una parte dei costi.

L’isoletta nel Pacifico e’ sempre piu’ allettante.

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