Sacramentum “Caritatis”

Continua l’attacco della chiesa alla laicita’ dello stato.

Nella “Sacramentum Caritatis” (esortazione post-sinodiale, in quanto tale vincolante per tutti i cattolici) Ratzinger si scaglia di nuovo contro tutto cio’ che, secondo lui, va “contro natura” e che, sempre secondo lui, costituisce una “ferita alla convivenza umana come tale”. Questo si concreta nell’esortazione ai politici cattolici a votare come papa vuole, nel piu’ totale spregio dell’indipendenza e della laicita’ dello stato.

L’arroganza di questa posizione dogmatica e’ tale che qualcuno tra i politici comincia timidamente – e tardivamente – a protestare.

“La senatrice Baio Dossi ha confermato oggi che i senatori ‘teodem’, nonostante gli accordi, non voteranno a favore dei Dico e che quindi sarebbe meglio ‘accantonarli’. Nessuno, nell’Unione, ha ritenuto necessario risponderle. Non si capisce bene perché il vincolo di lealtà alla maggioranza sia ritenuto fondamentale quando si tratta della sinistra e opzionale quando invece si tratta di senatori centristi“. Così il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena.

“Dopo le parole del Papa, a cui nessuno vuole mettere il bavaglio, è ormai – commenta il segretario dello Sdi Enrico Boselli – assolutamente evidente che è minacciata la laicità dello Stato. Infatti le gerarchie ecclesiastiche non solo possono contare su un drappello di fedelissimi parlamentari, ma esercitano anche una pressione forte ed esplicita sul governo e sulle Camere”
(…)
Contro questa pretesa di trasformare i peccati in reati si devono mobilitare tutti coloro, credenti e non credenti, che ritengono fondamentale in una democrazia liberale, come la nostra, i principi della laicità dello Stato.

Ma le parole piu’ chiare come al solito si trovano altrove, per esempio in questo bell’articolo di aprileonline dal titolo “La grande ingerenza”, di cui consiglio la lettura integrale. Ne riporto alcuni stralci:

E fu così che nell’anno di grazia 2007 fu messa la pietra tombale al Concilio Vaticano II, per il quale già da anni era pronta la fossa. L’esortazione post-sinodale Sacramentum Caritatis, resa nota oggi, non è altro infatti che il definitivo suggello di Benedetto XVI alla grande Restaurazione.

Il papa si scaglia nella Sacramentum Caritatis contro i Dico, ribadendo che “politici e legislatori cattolici consapevoli della loro grave responsabilità sociale” non devono votare leggi che vanno contro “la natura umana”. Un vero e proprio diktat universale (un’esortazione post-sinodale ha natura magisteriale, ed è vincolante per tutti i cattolici). La Chiesa si arroga il diritto di stabilire i programmi politici dei governi presenti e futuri, spogliando i deputati cattolici da ogni vincolo rispetto agli elettori, e in definitiva della comunità politica che li ha scelti, e di fatto eterodirigendoli in nome non del bene comune e della salvaguardia della persona, ma di (presunte) verità di fede.

Oggi invece al politico cattolico viene posto un vero e proprio ultimatum: “I valori fondamentali come il rispetto e la difesa della vita umana” hanno “un nesso obbiettivo con l’Eucarestia”. Tradotto, se votate leggi “sbagliate” scordatevi di fare la Comunione. Un diktat gravissimo, con l’unico precedente della scomunica dei comunisti del 1949, in piena guerra fredda, e peraltro molto spesso ignorata.

Un documento, questa “Sacramentum caritatis”, che di caritatevole non ha niente, un passaggio gravissimo, ai limiti del reato. Ricattare un deputato regolarmente eletto, è stato detto, va contro la Costituzione. E’ vero. Ma a nostro avviso è ancora più grave il complessivo spostamento a destra della Chiesa cattolica, che si autocondanna all’isolamento, si arrocca nella difesa della Verità, e in un’epoca di scontro di civiltà offre di sè un’immagine speculare a quella del mondo islamico.

Aggiornamento:

Nonostante la mia precisa richiesta di evitare i proclami religiosi e intervenire nel merito delle questioni esposte, la tendenza sembra quella di continuare in questa direzione, con interventi ai limiti del trollaggio.

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A chi volesse abbaiare contro l’oltraggio alla democrazia, ricordo che questo e’ un blog, quindi uno spazio privato in cui la possibilita’ dei commenti e’ concessa dal proprietario del blog, ma non e’ in alcun modo dovuta e puo’ essere revocata in qualsiasi momento, se chi usufruisce di questa possibilita’ concessa finisce per abusarne. A chi non sa fare a meno di pulirsi le scarpe sui tappeti delle case altrui, si chiude la porta in faccia.

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14 thoughts on “Sacramentum “Caritatis””

  1. siamo con il PAPA perchè ciò chedicono i politici è gravissimo ci auguriamo che crolli tutto

  2. Oggi stiamo vivendo un periodo di Ultra-informazione che porta ad una disinformazione ovvero ad una informazione banale e pressapochista.
    Il documento di cui si parla (“Sacramentum Caritatis”) è un documento che NON ha nulla a che fare con l’Italia.
    Che poi in Italia (o in altre parti del Mondo “rammendo prima a me, stesso che la Chiesa è Universale”) c’e’ una situazione che preoccupa la Chiesa… questo non ha nulla a che fare con il fatto di aver emesso in questo periodo il documento “Sacramentum Caritatis”. Che poi i soliti pressapochisti (giornalisti moderni compresi) hanno bisogno di produrre articoli per i giornali finanziati dai politici, questo e’ anche comprensibile. Ed e’ altrettanto comprensibile come alcun,i di un documento di 90 pagine estrapolano 2, 3 locuzioni per cucire il loro pensiero pressapochista….ed ecco che al Parlamento Italiano ci sono i rappresentanti del popolo che non sanno neanche cosa sia si il Darfur… chi è Mandela… cose’è Gantanamo..etc..etc.

  3. °°Il documento di cui si parla (“Sacramentum Caritatis”) è un documento che NON ha nulla a che fare con l’Italia°°

    Balle. Il documento ha a che fare con tutto il mondo e quindi anche con l’Italia. Percio’ i commentatori italiani hanno tutte le ragioni per analizzare il documento ed esprimere le proprie preoccupazioni, visto che soprattutto in Italia ci si dimentica un po’ troppo spesso di quello che dovrebbe significare la laicita’ dello stato.
    Che poi il documento non sia nato col preciso intento di essere un’esortazione alla classe politica italiana, puo’ anche essere; ma resta il fatto che il paragrafo 83 sembra scritto apposta per la situazione italiana presente e in relazione all’attuale dibattito politico. E pensare che Ratzinger non abbia colto le implicazioni per la politica italiana di quel passo significa sottostimare la sua intelligenza e il suo acume, che sono notevoli.
    Senza contare che la “Sacramentum Caritatis” si inquadra in un periodo che ha visto parecchi innegabili tentativi di ingerenza nella chiesa nelle questioni politiche italiane. Anche senza la SC il panorama resterebbe comunque assai desolante.

  4. prendere pochi richi di un grande documento papale e commentarli riduce l’ampiezza e la profondità del messaggio… Volevo ricordare che nn è il Papa a scrivere questo, ma è il lavoro della comunione dei vescovi di cui il Papa ne raccoglie il pensiero!

    sono convinto però che sbaglia la Chiesa ad attaccare subito per determinate cose, ma sbagliano altrettanto coloro che attaccano la chiesa senza capirne le motivazioni. se c’è un grande riconoscimento da dare alla Chiesa è di essere stata sempre lungimirante… i politici mai!

  5. Gesù fu ucciso per essere un personaggio fortemente interessato alla vita degli uomini.
    I politici (che comandavano e comandano) le menti delle masse ‘girarono la pizza’ facendo in modo che Gesu’ venisse visto come un ingerente nella vita politica di Israele (difatti addirittura il popolo volle scagionare un balordo -Barabba- al posto di Gesu’). Pertanto e’ ovvio che oggi, come allora, e lo sara’ sempre, i politici (alcuni) muovono le masse affinche’ si (ri)veda la Chiesa di Cristo come un ingerente della vita politica di Israele….
    Anche Gesu’ mentre parlava in luoghi pubblici, alla gente e per la gente interessata a seguirlo (i cattolici sono interessati a seguire la Chiesa), entro’ un indemoniato a urlando gli disse >. Gesu’ stava direttamente parlando con altre persone, si stava rivolgendo a loro, ma…. improvvisamente entra in campo un’altra persona che non c’entrava nulla, che non era direttamente interessato agli insegnamenti di Gesu’, ma nonostante cio’ l’indemoniato e’ intervenuto poiche’ il suo interesse era quello di non ascoltare Gesu’ e NON far ascoltare Gesu’ “…Sei venuto a ROVINERCI ?!!…”. Quindi non ha rovinarmi ma a rovinarCI…!
    Ora, se poi anche oggi giorno un esortazione della Chiesa per i suoi figli vuole, ancora una volta, essere additata, da chi suo figlio non e’, come un documento che porta alla rovina tutti, non c’ e’ da meravigliarsi.

    Piccolo chiarimento: Gesu’ seppur parlava ad un gruppo di ascoltatori e’ ovvio che il messaggio e’ anche per l’uomo di tutti i tempi, cosi’ come la Chiesa parla ai suoi fedeli ma e’ ovvio che e’ anche per l’uomo di tutti i tempi.

  6. indemoniato a urlando gli disse : …Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci!..

  7. @pavelo
    Ai cattolici puo’ forse interessare il documento nella sua interezza. Agli italiani in quanto cittadini interessa solo cio’ che interferisce con le decisioni politiche dei nostri rappresentanti al parlamento. Nient’altro.

    @Serj
    Sei vivamente pregato di non utilizzare questo spazio per i tuoi proclami religiosi. Se vuoi rispondere nel merito, benvenuto, se sei in grado di discuterne da una prospettiva politica piu’ generale, ben venga, ma se ti sposti sul piano della fede, e’ inutile continuare. Io non condivido le tue premesse, non credo nel tuo Dio, non credo nemmeno nella realta’ storica di quel Gesu’ di cui parli, quindi ogni argomento che provenga dai vangeli e’ inutile.
    Te lo ripeto: nessuno discute il diritto della chiesa ad esprimere esortazioni morali ai fedeli, cio’ che e’ in discussione qui e’ il diritto di interferire indebitamente con i meccanismi decisionali di uno stato che si definisce laico, pretendendo che una visione di fede venga accettata come norma sociale e fatta legge anche per chi non crede.

  8. upuaut : Vedo che ‘sputi veleno’ quando si parla di Cristo…

    La prospettiva politica se è ridotta al solo pensiero personale senza tener conto di cio’ che un’altro pensa e crede, allora siamo un una intolleranza (ed in verita’ lo e’..) verso l’altro.

    Il discorso che ho fatto, oltre a portare le citazioni (che aiuta a comprende la persona cattolica) ho portato un esempio pratico di cio’ che accadeva e che accade (e vedo anche su questo blog…)

    [cut]nessuno discute il diritto della chiesa ad esprimere esortazioni morali ai fedeli[cut]
    non è affatto quello che poi nella realta proprio tu fai, difatti dopo dici:
    [cut]interferire indebitamente con i meccanismi decisionali di uno stato[cut]

    E questo comportamento intollerante mascherato da democrazia e’ sempre stato utilizzato.

  9. La prospettiva politica se è ridotta al solo pensiero personale senza tener conto di cio’ che un’altro pensa e crede, allora siamo un una intolleranza (ed in verita’ lo e’..) verso l’altro.
    Come mai la chiesa allora pensa di poter non tenere conto di chi non la pensa come lei e vuole dettar legge anche a chi non crede, influenzando i parlamentari che fanno leggi per tutti? Cos’e’, il principio vale solo in un senso? Chi e’ l’intollerante qui?

    Esprimere esortazioni morali ai fedeli non implica il diritto di interferire con le vite dei non fedeli. E’ cosi’ difficile da capire?
    L’intolleranza verso il pensiero libero e’ sempre stata prerogativa della chiesa e la storia lo conferma. E purtroppo sembra che questa intolleranza continui a muoverne le azioni nel mondo.

    Un’ultima cosa: non “sputo veleno” quando si parla di Cristo; ci mancherebbe, a me Cristo non ha fatto nulla di male. “Sputo veleno” quando mi si vuol condizionare nella mia vita attraverso leggi dello stato che ricalcano i dettami di una fede in cui non credo.

  10. Gioite fratelli, la chiesa scricchiola!

    vent’ anni fa un papa non avrebbe avuto bisogno di dire queste cose. Oggi sì. Ma come mai? La risposta è di una semplicità allarmante.

    saludos

  11. Vent’anni fa si era ancora sotto l’influsso dell’onda lunga del Concilio Vaticano II e quindi, piu’ che non esserci bisogno di dire certe cose, forse non sarebbe stato possibile.
    Ora il processo di fondamentalizzazione della chiesa e’ molto piu’ avanzato; e si, penso anch’io che la ragione sia semplice, a volerla vedere.

    ciao, rubi

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